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 2011  novembre 11 Venerdì calendario

IO, CACCIATORE DI BALLE DIGITALI - L’ACCUSANO

di essere un agente della Cia o un extraterrestre. Paolo Attivissimo, il più noto cacciatore di bufale italiano del Web, vive a Lugano, è nato da a New York da madre americana e da quando ha 16 anni fa il traduttore per le aziende: «È il lavoro perfetto perché mi permette di andare ovunque. Con mia moglie Elena abbiamo girato mezza Europa prima di mettere radici».
Ha lavorato nelle radio locali, poi come giornalista informatico, uno dei primi in Italia, ma oggi, a 48 anni, è conosciuto perché si batte contro le leggende metropolitane che circolano in Rete: come quella secondo cui il terremoto in Giappone è stato causato dalle emissioni elettromagnetiche di una stazione di ricerca americana (Harpp) che in realtà ha una potenza, dice, non superiore a quella di Radio Montecarlo! «La caccia alle bufale - dice - non l’ho inventata io, esistono tanti siti in altre lingue. Il mio merito è stato aprirne uno in italiano». Il suo blog si chiama Il Disinformatico ( attivissimo.blog  spot.com  ) ed è «nato nel 2004 - racconta - come discarica di deliri digitali». È diventato un punto di riferimento per i 20.000 visitatori quotidiani e i 46.594 followers di Twitter.
«Il nome me l’ha suggerito un lettore. È un gioco di parole, come se fossi io a fare disinformazione. È anche una negazione: non faccio parte della cerchia degli informatici, quelli che parlano in maniera incomprensibile, come un tecnico della lavatrice quando usa un linguaggio da esperto mentre la casalinga vorrebbe solo lavare le mutande». Col gusto di mettere alla berlina le notizie più assurde e le teorie cospirative (vedi Twin Towers), è diventato una sorta di anti-Giacobbo, un Voyager al contrario, uno che demolisce le fantasticcherie dietrologiche. Al tempo distrugge sogni «perché le persone vogliono appassionarsi alle teorie più spaventose e incredibili».
Per questo è abituato a ricevere accuse di ogni genere. Tutte raccolte nella rubrica Il delirio del giorno, una sorta di confessionale, in cui è finito anche il giornalista Giulietto Chiesa, l’anti-yankee per antonomasia, ideatore dell’associazione politica Alternativa. Tra un «si copra le pubenda!» di un confuso detrattore, che mixa pube e pudenda, e un «lei è un servo dei servi», fa la sua bella apparizione la querela di Chiesa. Il grande peccato del Disinformatico è stato quello di attaccare lo scoop del giornalista pubblicato da MegaChip, associazione italiana impegnata per la libera informazione, il cui slogan è «Democrazia nella comunicazione».
Con l’intento di svelare, testuali parole, «il più importante dei segreti che sta dietro la crisi della finanza mondiale», Chiesa ha raccontato come dalle stamperie della Federal Reserve sia uscita una somma di denaro pari a 16mila miliardi di dollari, devoluti a banche, corporation e governi, dalla Francia alla Svezia. La fonte dello scoop sarebbe un rapporto ufficiale pubblicato dal senatore Sanders. «Non ci sono più i complottisti di una volta», commenta Attivissimo, se persino loro devono fare affidamento alle prove offerte dagli americani.
Attivissimo, però, non vuole dare troppo peso alla vicenda, dice di non volersi mettere in cattedra come l’alfiere della verità con la V maiuscola, preferisce, invece, continuare a divertirsi, magari svelando anche le proprie debolezze. «Anche io sono stato per anni vittima di una bufala - rivela - Riguarda i lemmings, quegli strani animali che, quando la colonia diventa troppo grande, si suicidano in massa. Ho usato il loro comportamento come metafora. Poi un giorno mi arriva una segnalazione da un lettore. La storia è falsa, inventata da un documentarista della Disney autore nel 1958 di Withe Wilderness, film premiato con un Oscar, in cui si parlava anche della vita dei lemming. Sono roditori assolutamente noiosi, tanto che per renderli più avvincenti il documentarista s’è inventato la storia dei suicidi. Una sorpresa totale. Non tanto per i lemming ma perché la Disney, perno della mia esistenza infantile, mi ha mentito!».
Il momento più appassionante del percorso di ricerca è stato per Attivissimo l’incontro con Buzz Aldrin, intervistato per l’ultimo libro: Luna? Sì, ci siamo andati (per ben sei volte, sostiene Attivissimo). «Ho realizzato il mio sogno di bambino, conoscere un astronauta. Ora ne incontro parecchi». Viaggiatori un po’ come lui, uomini curiosi per definizione: «Da piccolo, per la gioia di mio padre, smontavo tutti i giocattoli, per capire come funzionavano. Ancora oggi cerco di capire i meccanismi delle cose, per questo mi porto dietro un coltellino svizzero. Può essere utile. Come quella volta in cui ero a un raduno di appassionati di Guerre Stellari con Peter Mayhew, l’attore di Chewbacca e si era rotta la porta del bagno. L’ho aperta col coltellino svizzero per il sollievo di tutti!».