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 2011  novembre 11 Venerdì calendario

SCANDINAVI SBRONZI. DI NOIA - UNO SPETTRO

s’aggira per l’Europa: i mattacchioni dei romanzi nordici che da Paasilinna in poi infestano ormai ogni libreria con le loro avventure improbabili e astruse, sempre uguali, sempre falsamente esilaranti. Non se ne può più delle loro marachelle da oratorio, delle loro disubbidienze da Gian Burrasca e soprattutto del micidiale pessimismo che si nasconde sotto la loro apparente spensieratezza. Sono tutti pronti per l’eutanasia gli eroi di Mikael Niemi, Lars Husun e Lindgren Torgny. Ma siccome hanno trovato coda al crematorio, si fermano a raccontarcene ancora una delle loro. Tutto comincia sempre in qualche bosco da dove vecchiardi, boscaioli etilisti, preti spretati e prostitute lanciano i loro attacchi a una non meglio identificata società moderna, origine di tutti i mali, frenetica e alienante da non dire. Ma dove mai troveranno i nordici tutta questa nevrosi nelle loro placide capitali tutte ciclabili ed ecosostenibili che al massimo fanno cinquecentomila abitanti più altrettanti bambi? Rimpiangono un’imprecisata arcadia i protagonisti del malpancismo nordico e all’inizio di ogni romanzo promettono ribellioni epocali all’ordine costituito. Ma la loro spinta anticonformista si ferma alla sbornia, unica vera fonte di gioia, la cosa più trasgressiva che uno scandinavo possa immaginare tanto è condannata dal rigido luteranesimo nordico. In ogni storia la sbornia è il momento liberatorio che tutto scardina. Perché alla fine la vera felicità è essere fuori di sé, fuori da sé, di fatto non essere così nordici, così efficienti, così perfetti. L’anelito del mattacchione nordico sarebbe quello di fracassare l’indiscutibile benessere in cui annega, di sperimentare infine anche lui un po’ di sano disordine meridionale. Quello da cui scaturiscono complessità e sofisticazione, quello dove l’ironia si fa senza annunci e non è mai pura ma sempre venata d’altro, ispessita dalla profondità. Ma di tanto slancio non sono capaci i mattacchioni nordici, e ancor meno i loro autori. Così ridono per forza, cercando a tutti costi eccentricità, finché non cala inesorabile la notte della normalità. Romanzi che partono spesso da presupposti tragici: incidenti stradali, tentativi di suicidio, vecchiaia, solitudine. In tanta angoscia si dibattono finché di colpo virano verso un’improbabile allegria, come fa chi annega e cerca invano di tenere la testa fuori dall’acqua. Corrono per il mondo intero le disperate comitive dei mattacchioni nordici, anche nello spazio, di qua e di là dall’Atlantico, ma è nel cuore del nord che si compie lo sbellicamento finale. E c’è sempre un caldo torrido in questo nord dal riso amaro. Finestre spalancate, afa, e notti insonni. Ma dove la troveranno tutta questa calura a queste latitudini? Sarà mica il loro frenetico agitarsi che sta sciogliendo i ghiacci dell’Artico?
Il caposcuola del genere è sicuramente Arto Paasilinna, ma dopo il suo geniale L’anno della lepre non fa che ripetersi e ha ormai riempito la tundra dei suoi scoppiati triti e ritriti. Le puttane eroiche le abbiamo già viste negli spaghetti western, i preti spretati li racconta meglio Selma Lagerlöf, il veterocomunista nostalgico ce l’abbiamo anche noi e del bambino che si fa le seghe in classe come nell’ultimo romanzo di Lars Husun possiamo fare a meno. Ma quali sono le ragioni di tanto successo? Perché i lettori apprezzano la banalità se viene da nord? Forse il meccanismo è analogo a quello che rende popolari i noir scandi-navi. Come non ci si aspetta di vederli a scannarsi, neppure ci si aspetta di sorprenderli a fare mattane i prosperi nordici. Devono per forza essere seri se da loro tutto funziona a meraviglia, se le macchine vanno a biogas e le università sono belle e gratuite, se gli autobus sono in orario e c’è sempre posto a sedere. Quando non c’è niente da piangere, non c’è neanche niente da ridere.
Arto Paasilinna, Le dieci donne del cavaliere, Iperborea, pagg. 256, • 15,00, in libreria dal 18 novembre;
Lars Husum, Il mio amico Jesus, Bompiani, pagg. 350, • 18,00, in libreria dal 23 novembre;
Lindgren Torgny, Acquavite, Iperborea, pagg. 228, • 16,00;
Arto Paasilinna, Ronkoteus, il carpentiere volante, Edizioni BD, pagg. 200, • 15,00;
Niemi Mikael, Il manifesto dei cosmonisti, Iperborea, pagg. 256, • 14,00