Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore 11/11/2011, 11 novembre 2011
CONSOB VERSO IL RINNOVO DELLO STOP ALLO SCOPERTO
La Consob, salvo improbabili colpi di scena dell’ultima ora, prosegue sulla strada dello stop allo short-selling. In sintonia con diversi altri regulator europei la Commissione, secondo quanto risulta al Sole24ore, è pronta a rinnovare il divieto di vendite allo scoperto.
Oggi scade l’ultimo giorno della "proibizione", istituita il 15 agosto scorso, sui titoli finanziari. Ebbene, nella riunione che si terrà questa mattina l’organismo di controllo del mercato, presieduto da Giuseppe Vegas, dovrebbe scegliere ancora per contrastare la speculazione ribassista. Una decisione, peraltro, che andrebbe nella stessa direzione indicata già ieri dagli altri Stati che condividono con l’Italia il medesimo stop.
In Francia il divieto, che riguarda 10 titoli finanziari tra cui Société Généralé e Bnp Paribas, è stato prorogato di tre mesi a partire da oggi. Il ministro delle finanze, Francois Baroin, ha ricordato che: «Il bando potrebbe essere eliminato prima della scadenza se le condizioni del mercato lo permetteranno». Quelle condizioni che, però, hanno convinto l’Autorité des Marchés financiers (la Consob transalpina) a consigliarne il mantenimento.
Una strategia, peraltro, sostenuta in coro negli altri mercati dove già è in vigore. «Non abbiamo mai posto un termine al divieto – fanno sapere al Sole24ore dalla Fsma belga –. Pertanto oggi non c’è alcuna scadenza: la misura rimarrà fino a quando non verrà deciso diversamente». «In Spagna – fa da eco il portavoce della Comisión Nacional del Mercado de Valores iberica – la misura è a tempo indeterminato e, fino ad ora, non c’è alcuna indicazione per rimuoverla».
In un simile contesto, appare giocoforza ancora più probabile il rinnovo da parte di Consob. Il presidente Vegas, infatti, varie volte ha indicato la necessità di muoversi in coordinamento con l’Authority europea sui mercati (l’Esma) e le altre società di controllo. Se quest’ultime non hanno modificato la loro impostazione, anche in Italia non dovrebbero esserci sorprese.
Peraltro, con l’aggravarsi della crisi negli ultimi giorni, gli stessi intermediari di Borsa hanno assunto un atteggiamento più possibilista nei confronti dello stop. Almeno sul breve periodo. «Siamo consapevoli – dice Michele Calzolari, presidente di Assosim – della gravità della situazione. Quindi, possiamo comprenderne la conferma ma solo per un breve periodo. Deve essere ben chiaro che si tratta di una misura eccezionale». Anche perchè, «il divieto di vendite allo scoperto, in realtà – aggiunge Calzolari –, aumenta la volatilità sui listini e distorce il mercato».
A ben vedere, sulle reali conseguenze di simili provvedimenti c’è sempre stata grande polemica. Gli esperti sono unanimi nell’attribuirgli effetti psicologici nell’immediato. E i dati sono lì a confermarlo: nelle due sedute successive alla decisione (chiusura al 17/8/2011), il Ftse Bank (+2,68%) ha sovraperformato il Fste Mib (+0,39%). Poi, però, allungando l’arco di tempo considerato la situazione cambia: il settore bancario scende pure lui. Certo, i «fan» dello stop affermano che comunque si riduce la volatilità. Quest’ultima affermazione, tuttavia, non è condivisa da tutti. Al di là delle discussioni, comunque, l’attesa su oggi è per il mantenimento dello divieto. Quello stop che, seppure limitato allo short-selling nudo, anche la Germania vuole mantenere.