Guido Bertolaso, il Giornale 11/11/2011, 11 novembre 2011
I veleni contro di me hanno indebolito la Protezione civile - Caro Feltri, La ringrazio per il suo articolo di lunedì che titola «Stiamo annegando, ridateci Bertolaso», non per il riferimento a me- da un anno cerco di essere dimenticato ma per il sottotitolo che recita: «I veleni politici hanno distrutto la Protezione Civile»
I veleni contro di me hanno indebolito la Protezione civile - Caro Feltri, La ringrazio per il suo articolo di lunedì che titola «Stiamo annegando, ridateci Bertolaso», non per il riferimento a me- da un anno cerco di essere dimenticato ma per il sottotitolo che recita: «I veleni politici hanno distrutto la Protezione Civile».C’è la verità degli ultimi anni in questa frase. Con un’integrazione: i veleni politici hanno distrutto l’autorevolezza e la credibilità della Protezione Civile, che non si voleva fosse un’istituzione che non guardava in faccia a nessuno ed era davvero al servizio dei cittadini. Franco Gabrielli, che ora ha il ruolo di Capo del Dipartimento, sta facendo con estremo rigore e grande tenacia esattamente tutto ciò che deve fare. Ma diciamo le cose come stanno e Lei, che è persona abituata a non fare sconti a nessuno, può aprire gli occhi a quegli italiani che condividono le Sue preoccupazioni spiegando che il Prefetto è il Capo di un Dipartimento commissariato dal Ministero dell’Economia, che deve dare il suo placet preventivo a ogni provvedimento di protezione civile. Gabrielli non può assumere impegni di spesa o decidere l’invio di uomini e mezzi, senza l’ok di un’amministrazione che si è arrogata, per squallidi calcoli politici, improprie funzioni di controllo preventivo. Se non puoi decidere secondo le esigenze immediate insite in qualsiasi vera emergenza, non puoi che rispettare le leggi ordinarie alla lettera! Ma il titolo V della Costituzione, nella versione approvata pochi anni fa, stabilisce che in materia di protezione civile Stato e Regioni hanno competenza concorrente. Cioè, lo Stato fissa le linee, mentre le leggi le fanno le Regioni. Questo vuol dire che ogni Regione è libera di decidere se e quanto essere efficiente e pronta a far fronte ai rischi presenti sul suo territorio. E che il Dipartimento, se non si tratta di una emergenza nazionale, assicura aiuto e sostegno e niente più, fermo restando che l’iniziativa e le decisioni sono in capo ad ogni regione. Questo, caro Direttore, spiega gli scaricabarile e l’incapacità di assumersi responsabilità. Questo spiega perché chi ci metteva la faccia andando ben oltre i propri compiti è stato massacrato! La Protezione Civile oggi paga non solo i veleni che sono stati usati contro di me e contro la struttura che ho avuto il grande privilegio di dirigere, ma anche un assetto che per insipienza politica tristemente bipartisan la vuole ridotta a pura macchina del soccorso, per non avere tra i piedi un’istituzione forte, credibile e autorevole che ricordi ai politici le loro omissioni e le loro responsabilità. Nei giorni scorsi i giornali hanno scritto di tutto sulle ultime tragedie. Il più delle volte discorsi triti e ritriti sulla nostra insipienza collettiva nell’uso e nell’abuso del territorio, come se la condanna, del resto facile, bastasse. Quanto ai politici, molti credono che la politica sia arte, comunicazione, consenso e poco altro. Il prezzo di questo errore lo paghiamo tutti. Inoltre, i veleni della politica hanno fatto sì che quando si profila un rischio atmosferico non si creda più agli allarmi e ai consigli della Protezione Civile. La cui credibilitàè l’unica e vera risorsa che in anni di sfinimento avevamo conquistato. Senza mai cedere, caro Direttore, a quelle ipotizzate tentazioni indotte dalla debolezza della carne per le quali, fortunatamente, non sentivo il richiamo né avevo il tempo! Ciò che rimane è la fatica enorme e il lavoro ingrato di chi, come Gabrielli e tutti coloro che sono impegnati nella Protezione Civile, continua a svolgere la sua funzione delicata e difficile, sono le difficoltà dei sindaci che, come ho detto da anni, dovrebbero pensare in momenti di difficoltà come questi, a cose concrete e non alle sagre della salsiccia o ai festival del cinema. E che sentono intorno a sé lo scatenarsi della caccia al colpevole ad ogni costo e le chiacchiere dei tanti che ci affliggono con i loro personali improvvisati pareri senza che nessuno senta il bisogno di verificarne fondatezza e basi scientifiche. Grazie per l’attenzione.