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 2011  novembre 11 Venerdì calendario

IL SORRISO DI VESPA E IL SOLITO TEATRINO

Il sorriso di Vespa, il sorriso euforico e compiaciuto di Bruno Vespa. Se dovessimo trovare un’immagine per descrivere come l’Italia sa affrontare le sue tragedie (col vecchio trucco di tramutarle in farsa), ecco che l’edizione speciale di «Porta a Porta» potrebbe diventare il più perfetto ritratto antropologico della nostra classe politica (Raiuno, mercoledì, ore 21.20).
La giornata era stata drammatica: il crollo della Borsa, lo spread fra i nostri Btp e i Bund tedeschi a 553 punti, lo spettro di un default alla greca. Per fortuna abbiamo un presidente della Repubblica che ha ancora senso di responsabilità e delle istituzioni. Di fronte alla saggia decisione di Giorgio Napolitano, il Servizio pubblico cosa fa? Mette in campo un Bruno Vespa in versione Floris per allestire il solito teatrino di raro squallore.
Il talk politico è fatto per dividere, per litigare, per dimostrare chi ha più capacità di sopraffare l’avversario; altrimenti non funziona: è il genere meno adatto a un momento così delicato. Così, ancora una volta, abbiamo potuto assistere alla totale inconsistenza politica di personaggi come La Russa, Di Pietro, Alfano, Bindi, il giornalista di destra e il giornalista di sinistra. La serata, nel tipico stile markettistico della nostra tv, si è persino conclusa con la presentazione del libro di Alfano. Ne sentivamo la necessità.
E poi Vespa, così stranamente allegro, che si sedeva in mezzo ai contendenti, ora da una parte o dall’altra, a indicarci – fisiognomicamente, cinesicamente, prossemicamente – come si fa a sopravvivere in Italia. Intanto Renato Mannheimer sfornava dati, accompagnato però da una bella signorina, per ribadire che la bella presenza conta più della sostanza. E intanto andava in onda la lite tra La Russa e la Bindi, a dimostrazione che le risorse per l’autodistruzione non ci mancano: abbiamo contro troppi anni di gente che parla a nome degli altri senza sapere di cosa parlare.
Aldo Grasso