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 2011  novembre 11 Venerdì calendario

«FEBBRE A 39 DA STRESS. NON ACCETTA CONSIGLI E RISCHIA GROSSO» —

«Febbre alta, scatenata dallo stress. Gli attacchi vili degli ultimi giorni stanno mettendo a rischio la sua salute». Sono le otto di sera. Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, nonché direttore della cattedra di Anestesia e Rianimazione all’ospedale San Raffaele di Milano, si trova all’entrata di palazzo Grazioli per una visita lampo a ridosso del vertice in Senato. Nel commentare il malore avuto la notte scorsa dal premier, alle prese con la crisi di governo, il tono è preoccupato.
Come mai all’alba si è precipitato a Roma?
«Silvio è anche un amico. Volevo stargli vicino».
Quante volte l’ha visitato?
«Tre. L’ho trovato provato, ma con un alto senso di responsabilità nei confronti del Paese. Negli ultimi due giorni il premier avrà dormito in tutto non più di tre ore».
Lei appare in ansia.
«Sì, perché Berlusconi trasgredisce le mie raccomandazioni mediche. Prima, tra tutte, il riposo assoluto».
Sarebbe sufficiente a rimetterlo in forma?
«Me lo auguro. Il rischio di conseguenze sulla salute c’è».
Sia più preciso.
«Berlusconi è addolorato. Gli attacchi gli hanno fatto male, perché sono arrivati da politici che gli devono tutto e che non sarebbero nulla se non lo avessero incontrato. Ciò non può che danneggiarlo anche fisicamente».
Simona Ravizza