Edoardo Narduzzi, Italia Oggi 11/11/2011, 11 novembre 2011
L’ECONOMIA INGLESE CRESCE PERCHÉ SI STAMPA MONETA
Alla BoE, la Banca centrale britannica, in molti avranno tirato un sospiro di sollievo. Il pil del terzo trimestre è cresciuto dello 0,5%, nonostante la rivolta agostana londinese con i suoi effetti complessivi sull’attività economica, più delle attese che prevedevano un rialzo dello 0,3%. Significa che la politica monetaria espansiva, il cosiddetto quantitative easing, inizia a dare i frutti attesi. Il dato merita una riflessione perché la Bank of England è l’unica grande banca centrale che ha accantonato il suo target annuo di tasso di inflazione e, contestualmente, approvato una nuova fase di acquisto di titoli di stato attraverso la creazione di nuova moneta. Lo scorso 6 ottobre il board della banca ha deciso di portare da 200 a 275 miliardi di sterline il plafond del programma di acquisto di asset, nonostante in settembre ci sia stato un balzo dell’inflazione con il dato tendenziale che ha raggiunto il 5,2% annuo, superiore al 4,9% previsto dal mercato e ormai quasi triplo rispetto all’obiettivo del 2% fissato dalla BoE a inizio 2011. Nelle minute la banca spiega che è stato deciso di attuare una manovra espansiva proprio per evitare che l’inflazione possa scendere troppo sotto tale target entro i prossimi due anni. La determinazione con la quale la BoE sta portando avanti la sua politica di quantitative easing, abbinata al miglioramento della crescita, rafforzando la tesi di coloro che prevedono nuovi interventi da parte della Banca centrale inglese nei prossimi mesi per sostenere le dinamiche del pil. Michael Sunders di Citigroup stima, ad esempio, che gli acquisti di titoli possano essere portati fino a 500 miliardi di sterline. Se così effettivamente si verificasse vorrebbe dire che la Bank of England si ritroverebbe a detenere il 66% dello stock di titoli del debito pubblico britannico. Una percentuale che lascia presumere che un eventuale prossimo intervento possa coinvolgere altre categorie di asset, probabilmente titoli del settore privato. La politica monetaria della BoE va anche inquadrata all’interno della peculiare situazione dell’eurozona. La Banca centrale inglese, a differenza delle singole banche del Vecchio continente, può darsi obiettivi di cambio e anche stampare moneta per evitare un default. Può monetizzare parte del debito inglese assumendo sul proprio bilancio. Un fatto da tenere presente per pianificare le politiche di investimento. Spingendo ancora di più sulla leva del Qe il Regno Unito può decidere di continuare a stampare moneta per dribblare la spirale ribassista e il rischio default che, invece, guadagnerebbe terreno in molte economie dell’Europa continentale.