GIAMPIERO MARTINOTTI , la Repubblica 9/11/2011, 9 novembre 2011
MAIL EROTICHE, IN UFFICIO SI PUÒ E IL PADRONE-SPIA VIOLA LA PRIVACY
Un lavoratore può ricevere messaggi erotici da una collega senza dover temere di essere licenziato: la Cassazione transalpina ha deciso di dar ragione al dipendente di una compagnia assicurativa, licenziato quattro anni fa perché aveva ricevuto da una collega mail piuttosto appassionate e soprattutto accompagnate da qualche foto più che esplicita. La sua cacciata, dice la Suprema Corte, travalica i diritti dell´impresa.
I giudici non hanno negato alle società la possibilità di controllare i messaggi inviati dai dipendenti attraverso le messaggerie aziendali: sul posto di lavoro, tutte le mail sono considerate "oggetti professionali" e quindi non segreti. I vertici di una ditta possono quindi andare a leggere i testi inviati dai lavoratori, secondo un principio facilmente accettabile: quando vogliono scrivere cose private, i dipendenti possono sempre utilizzare la posta elettronica personale. Ma nel caso discusso dalla Cassazione, i giudici hanno deciso di tutelare i lavoratori.
Cos´era successo? Un dirigente aveva lasciato sul proprio computer i messaggi ricevuti da un´impiegata, che erano accompagnati da file erotici, cioè fotografie sessualmente esplicite. Gli atti giudiziari, ovviamente, non forniscono dettagli boccacceschi, ma la compagnia assicurativa ha giustificato il licenziamento con un particolare: il "colpevole" aveva lasciato i documenti sulla sua messaggeria elettronica e la sua assistente, durante le sue assenza, poteva vedere le fotografie.
Tutto ciò non basta per licenziare qualcuno, dice la Cassazione. I messaggi professionali non sono privati, i superiori hanno il diritto di leggerli. Ma quando è evidente che si tratta di messaggi personali, l´azienda non ha il diritto di aprire i file allegati, perché altrimenti vengono violati principi protetti dal codice civile e dalla Convenzione europea dei diritti dell´uomo.
Se scaricare foto e film erotici sul lavoro può essere punito, a certe condizioni, lo stesso principio non si applica alle mail personali, proprio perché personali e quindi inviolabili: se la vostra Dulcinea vi manda foto sue o di altre donne in situazioni inequivocabili, nessuno può rimproverarvelo. A condizione di non diffonderle nell´azienda, cosa che l´uomo non aveva fatto. Per il resto, potete godervele tranquillamente, dicono i giudici francesi.
Più in generale, la Cassazione ammette che sul posto di lavoro si possa flirtare: «Il dipendente ha diritto, anche sul luogo di lavoro, al rispetto dell´intimità della sua vita privata; il datore può consultare i file che non sono stati identificati come personali, ma non può utilizzarli per prendere sanzioni quando appartengono alla sfera privata».
I giudici continuano così a difendere la vita privata dei dipendenti. In passato, hanno dato ragione a un dipendente Peugeot licenziato perché aveva foto porno sul computer: «La semplice conservazione sul computer di tre file con foto a carattere pornografico senza carattere delittuoso non costituisce un´infrazione agli obblighi contrattuali». E la Suprema Corte ha anche riconosciuto a un lavoratore il diritto a ricevere in ufficio una rivista scambista.