Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 16 Mercoledì calendario

Alex Zanardi ha vinto la Maratona di New York (categoria handbike) in un’ora, 13 minuti e 58 secondi, stabilendo il nuovo record

Alex Zanardi ha vinto la Maratona di New York (categoria handbike) in un’ora, 13 minuti e 58 secondi, stabilendo il nuovo record. È reduce dall’argento ai Mondiali di Danimarca, che gli ha spalancato le porte per le Paraolimpiadi di Londra nel 2012, e da un’altra maratona, quella di Venezia, dove ha corso, tirandosi dietro per oltre 42 chilometri Francesco Canali, amico e atleta affetto da Sla: a pochi metri dal traguardo Alex è saltato giù dalla sua bici e ha lasciato che Canali tagliasse il traguardo per primo. «Quel giorno sono saltato giù dall’”handbike” e ho spinto Canali. Poi ho rivisto le immagini in tv e mi ha fatto impressione vedermi senza gambe, perché io, di quelle, non sento mai la mancanza. Il mio amico Guido Barilla dice che io incarno la mentalità del “kaizen”, che, detto così, sembra un’offesa, ma è un gran complimento, l’unico che mi tengo stretto. In giapponese “Kai” sta per miglioramento e “Zen” sta per continuo. Non importa dove sia (quanto in alto sia arrivato o quanto in basso sia precipitato), io sono uno che parte dal presupposto che si possa sempre fare qualcosa per migliorare. Il giorno del mio incidente al Lausitzring la gente mi ha visto lasciare la pista per compiere quei tredici giri che mi mancavano per finire la gara. Sembrava un miracolo, ma non c’era nulla di miracoloso, c’era il semplice desiderio di provare a vedere quello che si può fare, cercando di capire quale sia il vero traguardo finale. Spesso è obiettivamente più basso rispetto a quello che si può fare con un paio di gambe, ma, in alcune occasioni, può diventare qualcosa di ancora più sorprendente». *** Da sabato 12 novembre, infine, alle 21.30, su Raiuno, riprende la conduzione di E se domani…