Maurizio Stefanini, Libero 9/11/2011, 9 novembre 2011
GERMANIA E FRANCIA FESTEGGIANO «FINALMENTE SCHIAVI DI MOSCA»
L’amicizia tra Berlusconi e Putin è stata una delle ragioni per cui in Occidente hanno iniziato a guardarlo storto, lo attestano le intercettazioni di Wikileaks; anche da questa «perdita di immagine» sono infine derivati gli ultimi diktat francotedeschi; ma la Germania a sua volta ha ieri inaugurato il gasdotto che la lega mani e piedi alla Russia, e l’Europa assieme a essa; e proprio questo nuovo giro geopolitico della Germania potrebbe spiegare la sempre maggior freddezza verso i Paesi del Mediterraneo. Grecia e Spagna e Italia e Portogallo (anche se tecnicamente quest’ultimo si affaccia sull’Atlan - tico…). È un giro logico per molti versi abbastanza sconcertante. Ma tant’è. NOSTALGIA DDR? Nord Stream si chiama il gasdotto inaugurato ieri da Angela Merkel, che essendo cresciuta nella ex-Ddr parla il russo perfettamente, e Dmitri Medvedev. Già il 6 settembre a Vyborg, città che l’Urss strappò alla Finlandia con la guerra del 1940, Vladimir Putin aveva celebrato l’immissione del primo gas nelle condotte che collegano direttamente la Russia all’Europa Occidentale, assieme a Gerhard Schröder: excancelliere oggi presidente di quel consorzio Gas Stream in cui la russa Gazprom (51% di un pacchetto azionario da 7 miliardi di euro) sta assieme alle tedesche Wintershall (15,5%) e E.On Ruhrgas (15,5%), alla francese Gdf Suez (9%) e all’olandese Gasunie (l’altro 9%). Insomma: tutto il club nord-europeo, tant’è che assieme alla Merkel e a Medvedev ieri alla cerimonia di apertura del rubinetto della rete europea c’erano anche il primo ministro francese François Fillon e quello olandese Mark Rutte. Oltre al commissario europeo all’Energia Gunther Oettinger, che comunque è tedesco pure lui. Il gasdotto parte dalla regione di Leningrado (la città di san Pietroburgo ha ripreso il vecchio nome ma il circondario ha ancora il nome sovietico), per attraversare 1224 chilometri in fondo al Baltico e arrivare alle coste della Germania del Nord. In effetti ci siamo anche noi italiani, ma solo da esecutori. Saipem ha infatti posato i tubi in mare, Snamprogetti ha fatto la parte ingegneristica e PetrolValves ha dato le valvole. Ma nessun nostro rappresentante stava alla cerimonia. Le conseguenze di Nord Stream? Finora, il 40% del gas consumato in Germania veniva dalla Russia, per un equivalente di 32 miliardi di metri cubici all’anno. Ma il nuovo gasdotto è in grado di fornire da subito 27,5 miliardi addizionali, destinati a raddoppiarsi entro un anno. La Germania potrà così risolvere il problema di sostituire quel 22% di energia da centrali nucleari cui dopo Fukushima ha deciso di rinunciare entro il 2022. UCRAINA INDIFESA La Russia potrà ora tagliare il rifornimento a Ucraina, Bielorussia ed Estonia ogni volta che vuole, senza più correre il rischio di rinunciare anche al suo business con l’Europa. Ma la Germania compra dai russi anche il 33% del petrolio da essa consumato e Gazprom ha appena firmato con l’elettrica Rwe un accordo per negoziare nuovi contratti di collaborazione. Insomma, è la Russia che fornisce alla Germania il retroterra energetico che le permette di essere ancora il secondo Paese esportatore al mondo dietro la Cina, con la Russia che però uno dei pochissimi Paesi ad avere con essa una bilancia dei pagamenti attiva. La Germania in cambio le dà tecnologia, appoggia l’ingresso della Russia nel Wto e il conferimento di uno status di socio preferenziale della Nato, e ha aiutato Putin e Medvedev a scompaginare il fronte europeo, in modo che Mosca ha potuto negoziare con i singoli Paesi piuttosto che con Bruxelles. Oltre a Germania, Francia e Olanda, anche Belgio, Danimarca e Regno Unito dovrebbero ricevere il gas di Nord Stream. Mentre i Paesi del Mediterraneo aspettano Sud Stream: il gasdotto Eni-Gazprom che dovrebbe pure bypassare l’Ucraina, attraverso il Mar Nero e la Penisola Balcanica. Per il domani, poi, chi sa se anche la Merkel da ex-cancelliera non potrà sbarcare il lunario in modo simile al suo predecessore? Il russo, lo abbiamo ricordato, lo parla già.