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 2011  novembre 09 Mercoledì calendario

IL PAPA ORDINA AI VESCOVI «BASTA COI LIBRI EROTICI»

Non poteva essere più fulminea e inesorabile la condanna da parte di Benedetto XVI del coinvolgimento dell’episcopato tedesco nella vendita di libri pornografici, messo in piazza due settimane fa dal quotidiano Die Welt. Neanche due mesi dopo l’ultima visita in Germania, papa Ratzinger avrebbe potuto comunicare la sua disapprovazione attraverso canali ecclesiastici riservati, ma evidentemente non ha voluto usare il silenziatore su un tema così sensibile, tanto più dopo la tempesta nella Chiesa tedesca per lo scandalo degli abusi sessuali su minorenni in istituti religiosi. Sicchè l’altro ieri ha alzato la voce ricevendo, per la presentazione delle credenziali, il nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, il diplomatico protestante Reinhard Schweppe. Nella circostanza Benedetto ha avuto parole molto dure contro la pornografia e la prostituzione e le ha paragonate a «crimini contro l’uma - nità» sottolineando di ritenere molto preoccupante «la discriminazione sessuale delle donne». Per inciso, la Germania è uno dei pochi Paesi occidentali in cui la prostituzione è stata pienamente legalizzata (nel 2002 dal governo rosso-verde del cancelliere Schröder) e ormai viene vista come un mestiere tra tanti, con partita Iva e ispezioni sanitarie. Fatto sta che il Pontefice tedesco ha parlato chiaro: caro ambasciatore riferisca ai suoi governanti di Berlino che è giunto il momento di «arginare energicamente la diffusione di materiale erotico e pornografico». La strigliata pontificia, poi ufficializzata in prima pagina sull’Osservatore Romano, è stata a tutto campo e ha preso di mira anche lo spericolato sodalizio tra i vescovi tedeschi e l’editoria per adulti. Appartiene infatti alle diocesi cattoliche tedesche il colosso editoriale Weltbild (1,7 miliardi di fatturato) che, tra le sue svariate attività, ha lanciato su internet un catalogo con 2.500 libri a luci rosse. Tipo “Sesso per intenditori” o “Il conte Porno”. I responsabili di Weltbild non sembrano troppo imbarazzati e ribattono che si tratta di uno spicchio minimo del bilancio aziendale. Molti fedeli però non ci stanno e chiedono di tagliare il ramo proibito. Particolarmente attivo è il Forum Deutscher Katholiken che minaccia di boicottare l’in - tero assortimento di Weltbild. Alla base, nelle parrocchie, non ci si accontenta della promessa della conferenza episcopale, annunciata dal segretario Hans Langendoerfer, di potenziare il sistema di filtraggio elettronico che dovrebbe separare e rendere inaccessibile sul sito di Weltbild il catalogo della trasgressione. Si vuole fare tabula rasa. E si protesta perché lo sfruttamento commerciale del sesso non deve esistere nell’editoria cattolica. L’arcidiocesi di Colonia, roccaforte dei tradizionalisti, appoggia le critiche e confida sul sostegno del Vaticano. «La Santa Sede», ha assicurato Benedetto XVI, «vedrà che l’impegno contro questi mali da parte della Chiesa cattolica in Germania si porti avanti in modo più deciso e chiaro ».