Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 08 Martedì calendario

Da casinista a casiniana: i salti spericolati di Gabriella - Con il volo dai banchi del Pdl a quelli dell’Udc, dopo diciassette anni di sfegatata militanza berlu­sconiana, la Carlucci sfida i suoi già temibili record da stunt wo­man provetta

Da casinista a casiniana: i salti spericolati di Gabriella - Con il volo dai banchi del Pdl a quelli dell’Udc, dopo diciassette anni di sfegatata militanza berlu­sconiana, la Carlucci sfida i suoi già temibili record da stunt wo­man provetta. Quei picchi della sua carriera artistica, raggiunti in una Buona domenica dove la bion­da co­nduttrice si esibiva in nume­ri da Circo Orfei : lanciarsi nel vuo­to legata a un elastico, scendere da un palazzo passando dall’ester­no, scagliarsi con una macchina contro un’altra messa in vertica­le, facendola saltare come un biril­lo ( il cosiddetto car bowling ), farsi trascinare da un’auto in corsa (con svenimento finale), cavalca­re in groppa a François, un toro d’Aquitania di 900 chili (cadde procurandosi una contusione e uno stiramento). «Voglio sfogare la mia adrenali­na », disse la Carlucci per spiegare come mai rischiasse la pelle ad ogni puntata. In realtà il motivo era la sfida di share con Giucas Ca­sella che a Domenica in , contem­poraneamente alla berlusconia­na volante, camminava sui carbo­n­i ardenti o addormentava la gen­te. «Gabriella,schianto riuscito»ti­tolò il Corriere . Con lei esultante: «Sono la prima donna in Euro­pa! ». Perfetta icona del vitalismo ber­lusconiano («Ha un entusiasmo contagioso» dice il secondo mari­to Marco Catelli), scattante come un puma ancora a cinquantadue anni, figura minore ma decenna­le ( da Portobello a Melaverde ) del­la tv leggera, donna stile rampan­te­Porsche (ne ha una cabriolet), ammiratrice totale di Berlusconi anche come modello pedagogico («Per i miei figli è un mito, parla una lingua che loro conoscono, racconta le barzellette ed è anche super potente da un punto di vista sessuale. I ragazzini lo ammira­no »), la sua conversione tardiva al moderatismo bacchettone di But­tiglione e Casini lascia perplessi. Tralasciando il fatto che Mar­gherita di Savoia, in Puglia,si ritro­va un sindaco dell’Udc dopo aver­ne votato uno del Pdl (sì, la staka­novista Carlucci fa anche quello), è proprio l’abbinata tra la sorella di Milly Carlucci e il centrismo ca­siniano che fatica a inquadrare. Nel 2006 fu proprio lei, berlusco­nissima, a bacchettare Pierfuby: «Casini abbandoni le tentazioni neocentriste che sarebbero un passo indietro per il Paese e fareb­bero torn­are la politica italiana in­dietro di trent’anni ». Ora invece si riconosce nell’Udc e va pazza per «le larghe intese». Sarà forse che si dà per finita la stagione berlusco­niana, e dunque si cercano nuove sistemazioni? Pensarlo è puro ci­nismo. La conversione della Car­lucci dev’essere frutto di una ma­turazione politica che solo inci­dentalmente coincide con la crisi numerica della maggioranza alla Camera. Oppure verrà catalogata più tardi come uno dei frequenti incidenti che capitano alla show­woman . Come quel maledetto 24 otto­bre 2001, quando la deputata, per non mancare ad una votazione, fi­nì per tamponare con la sua Por­sche un jumbo- bus di 18 metri, in via del Tritone. Si fermò per verba­lizzare, col vigile subito accorso? Macché non c’era tempo, la Car­lucci ripartì a razzo sulla corsia preferenziale, inseguita a piedi dal conducente del bus, tra lo stu­pore dei passanti e passeggeri che l’avevano riconosciuta. Un rom­bo fino a piazza del Parlamento, dove però il parcheggio riservato ai deputati era esaurito. Così che la deputata mollò l’auto sul mar­ciapiede, beccandosi quindi una multa per divieto di sosta. Inciden­te, fuga e multa: tutto in un giorno. Moderata come un tornado, di come intenda le larghe intese si può chiedere conto al Trio medu­sa delle Iene , cui spaccò due micro­foni e una cuffia, dissentendo dal­l­a loro inchiesta sui deputati spes­so assenti. Polemizzò anche con Madonna, che in una intervista aveva criticato Berlusconi: «Evi­dentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti», disse. In tv ha fatto di tutto, passando dalle canzonette (Festival di San­remo, Festivalbar ), ai programmi enogastronomici, alle serate di cultura,all’intrattenimento pros­simo al trash. Saltando da Rai a Mediaset come un grillo. Anche da deputata, cosa che le costò un altro incidente. Quando la Rai, nel 2003, le bloccò la conduzione di una serata lirica con Giletti, Voci di una notte di mezza estate , per­ché incompatibile col suo status da deputato. «E io faccio ricorso al presidente della Repubblica!» tuo­nò lei, infiammabile come la ben­zina. Celebre anche la sua polemi­ca, sul filo dei neutroni, con il fisi­co Maiani, all’epoca candidato al­la presidenza del Cnr. La Carlucci sostenne che una sua pubblicazio­ne scientifica del 1974 che conte­neva degli errori. Finchè non inter­venne addirittura il premio Nobel Sheldon Glashow per difendere il collega.L’insofferenza alle ipocri­sie del bon ton istituzionale ne fa­cevano un’amazzone berlusco­niana, della prima ora peraltro. Come concilierà tutto questo, e la sua ammirazione per Berlusconi che alla sua età «ha tutte queste donne», con le messe dell’Udc, è un mistero.Magari tornerà all’ovi­le. Più che casiniana, casinista.