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 2011  novembre 08 Martedì calendario

Cina, il dilemma delle banche che non sono “troppo grandi per fallire” - Quattro delle sette banche più grandi del mondo per capitalizzazione sono cinesi

Cina, il dilemma delle banche che non sono “troppo grandi per fallire” - Quattro delle sette banche più grandi del mondo per capitalizzazione sono cinesi. Ma solo Bank of China è riuscita a entrare nella lista delle 29 istituzioni finanziarie di importanza sistemica (G-SIFI) pubblicata la scorsa settimana. E solo su richiesta dei regolatori nazionali. Un titolo che sembra gravoso: in realtà un bonus. Vista la determinazione con cui i regolatori intendono risolvere il nodo delle banche «troppo grandi per fallire», sarebbe strano se qualcuno sgomitasse per essere tra esse. Pechino, però, che desidera contare di più nella finanza globale, avrebbe potuto perdere la faccia se a nessuno dei suoi colossi fosse stata attribuita un’importanza paragonabile a quella delle rivali delle economie avanzate. Il fatto di poter vantare una G-SIFI conferisce alla Cina un posto in prima fila al consesso internazionale dei regolatori del settore bancario. Bank of China si presta allo scopo. Pur essendo la più piccola tra le quattro "big" in termini di attività, è quella più globale ed è stata il principale gestore delle riserve estere della Cina (tuttora circa il 30% del bilancio). Attributi insufficienti, tuttavia, per qualificare Bank of China come G-SIFI. La classifica si basa non solo sulle dimensioni e sulla presenza internazionale, ma anche su fattori come la complessità e la dipendenza dai finanziamenti all’ingrosso a breve termine. In ogni caso, i vantaggi conseguenti all’appartenenza ai G-SIFI compensano abbondantemente i costi. Il principale è che Bank of China è tenuta ad avere un coefficiente patrimoniale core Tier 1 pari all’8% delle sue attività ponderate per il rischio, un livello superiore alla soglia minima del 7%. In realtà, il suo capitale core era già del 9,9% a settembre. Il fatto di dover sottostare a una regolamentazione più severa potrebbe aiutare Bank of China ad aumentare il proprio volume d’affari all’estero. Per gli investitori poco convinti della qualità delle banche cinesi, può essere rassicurante pensare che nessuna di queste sia stata finora ritenuta in grado di causare una crisi globale. Se Bank of China godrà di questo nuovo status e altre istituzioni entreranno nel club, la situazione potrebbe cambiare.