ROSELINA SALEMI, La Stampa 8/11/2011, 8 novembre 2011
Sono tutte venezuelane le regine del mondo - Che cosa avranno di speciale le venezuelane? Ivian Lunasol Sarcos Colmenares, 21 anni, incoronata miss Mondo domenica a Londra, è di sicuro una strepitosa bruna, che neanche la gonna rosa-piumino-da-cipria riusciva a rendere ridicola, ma è soltanto l’ultima della serie, dopo la ultrasexy Stefania Fernandez, miss Universo 2009, e la spettacolare Dayana Mendoza dagli occhi di un verde cristallino, Miss Universo 2008
Sono tutte venezuelane le regine del mondo - Che cosa avranno di speciale le venezuelane? Ivian Lunasol Sarcos Colmenares, 21 anni, incoronata miss Mondo domenica a Londra, è di sicuro una strepitosa bruna, che neanche la gonna rosa-piumino-da-cipria riusciva a rendere ridicola, ma è soltanto l’ultima della serie, dopo la ultrasexy Stefania Fernandez, miss Universo 2009, e la spettacolare Dayana Mendoza dagli occhi di un verde cristallino, Miss Universo 2008. È stata una miss Venezuela anche Aida Yespica che ci ha regalato con i suoi amori e disamori innumerevoli copertine pop, mentre Gabriela Vergara ha fatto sospirare parecchi uomini e Keyla Espinoza (era nel corpo di ballo di Scherzi a parte) si è ritirata dal mercato, sposando il giocatore di baseball Cesar Boada Lopez. È stata miss Venezuela anche Marianne Puglia, calendario Lucignolo 2009. Non può essere una coincidenza. Crisi del modello wasp, gli uomini preferiscono le latine? «Non nella moda», afferma categorico Valter Donnini dell’agenzia Fashion, che ha lanciato proprio Aida Yespica come modella, «le venezuelane sono ragazze notevolissime, ma funzionano più nei concorsi di bellezza, dove conta la simpatia, l’energia, la positività, una certa esuberanza, che non in passerella, dove serve un diverso glamour. Quello sudamericano è un tipo più televisivo, più commerciale. Così forte e così carico di femminilità, che in certi casi può anche diventare volgare». C’è chi ne fa una questione di geopolitica. Il Sudamerica emerge, come la Cina e l’India, e si ritaglia uno spazio nel business della bellezza. È d’accordo - e assolutamente favorevole - Marco Glaviano, che ha fotografato le donne più desiderate del pianeta (e un paio le ha anche sposate): «Quando ho cominciato il mio lavoro, le modelle erano tutte uguali, come Barbie, dovevano essere bionde, con gli occhi azzurri, americane o svedesi. C’era quest’equazione: America uguale bellezza, uguale ricchezza. Vent’anni fa ho faticato per imporre a Vogue la straordinaria Cindy Crawford, che non era bionda. Finalmente si sono accorti che esiste anche il resto del mondo, e il Sudamerica è una grossa fetta. La dittatura del tipo nordico è finita, e arrivano molte richieste per le donne mediterranee. Le trovo in Argentina, dove ci sono ragazze stupende che sembrano italiane: con l’emigrazione, culture e popoli si sono mescolati, e io guardo, curioso, questo mix di antico e moderno». In Venezuela sono particolarmente organizzati e aggressivi: mamme ferocissime, batterie di concorsi con grossi premi, speranze di promozione sociale. I blog di viaggi segnalano con piacevole stupore la divisa delle (altissime) hostess dell’Avensa, compagnia di bandiera venezuelana: stivaloni e minigonna. La bellezza è una carta vincente «un’arma di distrazione di massa», sorride Glaviano, «specialmente in nazioni dove esistono ancora grandi squilibri sociali. E siamo arrivati all’opposto. Adesso abbiamo tante brune e ci manca una proprio una bionda alla Grace Kelly». Troppe venezuelane? Nessuno, per ora, si lamenta.