Aldo Grasso, Corriere della Sera 09/11/2011, 9 novembre 2011
IACONA RACCONTA SENZA DEMAGOGIA
«Dopo cent’anni e tre mesi l’acqua si prende i suoi paesi»: questa non l’avevo mai sentita. Ma un abitante di Aulla, davanti alle telecamere di Riccardo Iacona, è ricorso alla saggezza contadina per cercare la vera causa dell’alluvione (Rai3, lunedì, ore 21.09). È anche vero che quando il cielo scarica così tanta acqua in poco tempo («bomba d’acqua», come nelle tempeste tropicali) c’è ben poco da fare.
I reporter di «Presa diretta» sono andati in Liguria e hanno raccontato lo scempio: quello di Genova, con quei negozi, all’interno dei quali tutto è da buttare, quelle auto accatastate lungo le strade, quelle immagini di morte. Hanno mostrato il funerale di Angela, moglie di un agente di polizia penitenziaria e madre di due figli, Stefano e Domenico. La donna è morta proprio mentre andava a prendere a scuola uno dei due ragazzi. I cittadini si lamentano perché, a loro dire, non sono stati avvertiti del pericolo imminente. Storie di paure, di pianti, di disperazioni.
Per fortuna Iacona non ha ceduto alla demagogia e non si è messo ad additare colpevoli, a fare processi in piazza, anche se qualcuno dovrà pur assumersi la sua responsabilità.
Dalla serata di «Presa diretta» sono emerse due cose importanti. La prima è che gli amministrati sono meglio degli amministratori: i gesti di solidarietà, la voglia di ricominciare, le tante persone che nel momento del bisogno diventano generose e dimenticano i propri egoismi. La seconda è che l’Italia sconta un deficit culturale spaventoso, che riguarda tutti i partiti e, nel caso della Liguria, molto la sinistra. È un triste retaggio storico che ci portiamo dietro dal dopoguerra, dagli anni della ricostruzione. La Liguria era un paradiso, l’hanno trasformata in un immenso cementificio, hanno costruito dove non si doveva costruire, hanno promosso il turismo di massa incuranti delle conseguenze. Poi un giorno la natura si risveglia e rivendica la sua parte.
Aldo Grasso