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 2011  novembre 09 Mercoledì calendario

«TUTTI PAZZI PER AMORE» LA FICTION CHE SFIDA RAIUNO

«Tutti pazzi per amore», orfana purtroppo del produttore Carlo Bixio, affronta la sua terza stagione. Paolo (Emilio Solfrizzi) e Laura (Antonia Liskova), in gran segreto, hanno affittato un appartamento nello stesso condominio in cui vivono con la famiglia.
È il loro nido d’amore, la loro valvola di sfogo, un posticino romantico dove rifugiarsi, lontano dai figli e dal caos di casa Giorgi-Del Fiore, in cui da pochi mesi si sono trasferite anche le vecchie zie (Rai1, domenica, ore 21.30).
La serie, diretta da Laura Muscardin, scritta da Ivan Cotroneo, Monica Rametta e Stefano Bises, rappresenta un unicum nel panorama italiano per quel suo mescolare la commedia con il musical, e per quel suo gioco incrociato di citazioni, canzoni pop, balletti. L’impronta di Cotroneo (nelle sale cinematografiche c’è un suo film, «La kryptonite nella borsa») è più che evidente sia quando si inoltra nei non facili sentieri del surreale sia quando affronta temi, tipo l’omosessualità, di solito evitati dalla fiction nostrana.
La novità della terza serie è che viene raccontata una sola giornata a episodio (come in certe serie americane) e l’impressione è che si proceda a scatti: con momenti più riusciti ed altri di stanca, con numeri coreografici degni della massima attenzione e altri buttati un po’ via, con dialoghi fulminanti (memorabile il bambino orientale che respinto dalla casa dei nonni dice «io sono adottato»; oppure l’urlo del ragazzo che scopre i suoi genitori mentre fanno l’amore: «Oddio, la scena primaria!») e altri molto più prevedibili.
Senza dubbio, la sfida più interessante è l’impatto di «Tutti pazzi per amore» con l’audience di Raiuno, storicamente poco sensibile alle innovazioni. È tutto un compromesso tra tradizione e rottura della medesima con iniezioni di anti realismo e di «follia» musicale, tra stereotipi e citazioni di genere.
Aldo Grasso