Edoardo Narduzzi, Italia Oggi 8/11/2011, 8 novembre 2011
C’È UN OCEANO DI LIQUIDITÀ PER BATTERE LA CRISI
Con la crisi che tarda a farsi da parte e le cartucce a disposizione dei governi già sparate oppure bagnate e, quindi, non utilizzabili, la ripresa appare sempre più dipendente dagli investimenti dei privati. Difficile, del resto, fare spesa pubblica aggiuntiva per stimolare la domanda, e complicato ridurre le imposte causa deficit di bilancio pubblici. Per uscire dalla crisi sarebbe forse più utile organizzare un G20 diverso, nel senso dei partecipanti chiamati a prendere le decisioni sul come aiutare l’economia globale. Se l’obiettivo è quello di far ripartire gli investimenti e, quindi, la domanda aggregata, allora potrebbe aver molto più senso convocare il G20 delle società con maggiore disponibilità di levered free cash flow, cioè di risorse finanziarie immediatamente investibili per stimolare il ciclo economico. Quali? Apple, che dispone di ben 80 miliardi di dollari liquidi e non ne ha neanche uno di debito, oppure la norvegese Statoil, che dispone di circa 9 miliardi di dollari liquidi per arrivare a Microsoft che vanta un levered free cash flow, cioè liquidità disponibile dopo aver pagato gli interessi sul debito, di 14,9 miliardi. Poi, Google con un free cash flow di 2,28 miliardi; Oracle che siede su 8,1 miliardi di liquidità o la tedesca Sap che ha 4,93 miliardi; l’americana Ibm con i suoi 12,7 miliardi di free cash flow; AstraZeneca con 7,14 miliardi, ConocoPhillips con 11,31 miliardi, la sudamericana Enersis del gruppo Enel, attiva nel settore energetico, con un levered free cash flow di 2,03 miliardi o la Freeport - McMoran, il più grande produttore di rame al mondo quotato in borsa, con liquidità in tesoreria per 5,37 miliardi; la britannica Vodafone con 2,40 miliardi o la anglo-olandese Royal Dutch Shell con 14,81 miliardi di cassa. Per continuare con la finnica Nokia che dispone ancora di 4,71 miliardi di dollari di cash, con la cinese China Mobile che vanta 15,80 miliardi disponibili per investimenti oppure, per chiudere con il comparto delle Tlc, i 2,27 miliardi di dollari di levered free cash flow della messicana Telefonos de Mexico. Altro settore ricco di liquidità è quello della farmaceutica: GlaxoSmithKline ha cassa per 12,85 miliardi e le sue concorrenti Merck e Bristol-Myers Squibb ne hanno, rispettivamente, per 11,94 e 4,33. Insomma, di liquidità a disposizione per rilanciare l’economia globale ce ne è molta e anche collocata in buone mani. Loro potrebbero dare un contributo fondamentale alla ripresa economica decidendo di far bere il cavallo e dando una spallata decisiva alle aspettative negative.