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 2011  novembre 08 Martedì calendario

cruciverba QUEL GIOCO COSÌ FRIVOLO CHE CONQUISTÒ GLI INTELLETTUALI - Uno al giorno, per sei giorni alla settimana: dal 1930 a ieri il "Times" di Londra ha messo in pagina venticinquemila cruciverba, cifra tonda

cruciverba QUEL GIOCO COSÌ FRIVOLO CHE CONQUISTÒ GLI INTELLETTUALI - Uno al giorno, per sei giorni alla settimana: dal 1930 a ieri il "Times" di Londra ha messo in pagina venticinquemila cruciverba, cifra tonda. Ci sarà qualcuno che li ha avuti sott´occhio proprio tutti? Non è impossibile: gli ultranovantenni sono sempre più e c´è chi sostiene che attività come la soluzione enigmistica favoriscano una longevità mentalmente brillante. E pensare che la storia dei rapporti fra l´austero quotidiano e il frivolo gioco era incominciata in modo catastrofico, o meglio catastrofista. A dicembre del 1924 il corrispondente newyorkese del "Times" firmava un articolo che fu intitolato «L´America in schiavitù». A soggiogare gli anglofoni di oltreoceano era appunto la nuova invenzione: secondo lo stravagante giornalista stava ammazzando la conversazione in famiglia e facendo perdere cinque milioni di ore lavorative quotidiane agli americani. Solo due mesi dopo, il "Times" dovette ammettere: «L´articolo di dicembre è stato mandato alle stampe appena prima che la mania del cruciverba attraversasse l´Atlantico con la velocità di una tempesta. La nazione resiste sotto la bufera: nessuno può dire per quanto». Con queste premesse il "Times" non si candidava a recepire fulmineamente la novità, che sembrava veramente un po´ troppo frivola per il pubblico britannico. Eppure il premier David Lloyd George aveva espresso un´opinione assai favorevole sul potenziale divulgativo del nuovo gioco: forse perché era, e per ora è rimasto, l´unico premier britannico di nascita e madrelingua gallese e quindi era particolarmente sensibile ai problemi dell´apprendimento linguistico. Quando il "Times" dovette cedere alla moda era il 1930. Molti lettori si erano accodati a una sorta di petizione a favore del cruciverba, vergata con toni vibranti da un capitano di corvetta. Su altri giornali il cruciverba britannico aveva già incominciato a differenziarsi dal modello americano. L´intuizione arrivò a un critico letterario, Edward P. Mathers: il crossword era potenzialmente un bellissimo gioco, ma gli americani lo praticavano in modo troppo pedestre. Per il più coltivato pubblico britannico occorreva alzare la sfida intellettuale. Così Mathers scelse l´eloquente pseudonimo di Torquemada e incominciò conseguentemente a dare il tormento ai solutori britannici con definizioni ostiche. Il compito di compilare i cruciverba del "Times" fu assegnato a un esordiente, tale Adrian Bell. Era figlio del cruciverbista dell´ "Observer", faceva l´agricoltore. Partendo da zero, si divertì a emulare i giochi di Torquemada con definizioni estrose, e francamente sconcertanti, come: «Solo un contorsionista saprebbe farlo su una sedia» (soluzione: tis, ovvero sit, sedersi, rovesciato). Con tali definizioni che (come narrò in un´intervista) immaginava mentre erpicava i suoi terreni, Bell ebbe un ottimo successo. Il suo cruciverba numero mille fu festeggiato in modo più estroso del numero venticinquemila di ieri: il "Times" pubblicò la poesia di un lettore, che terminava con i versi: «La vita senza cruciverba sarebbe più funesta / e vi ringraziamo per queste mille ore / pregando che, in quell´angolo in basso a destra, / continuerete a darcene a migliaia ancora». Le innovazioni apportate dalla tradizione inglese sono state proprio queste: le definizioni colte e quelle a trabocchetto (che poi presero il nome di «cryptic», divenendo pressochè impossibili) e il cruciverba firmato da un autore specializzato (quelli americani sono opera dei lettori, selezionati e corretti da un redattore esperto). Tipico cryptic clue: Cocaine mixture (mistura di cocaina). Soluzione: oceanic (anagramma, cioè «mistura», di cocaine). È uno dei più semplici. Tanti i celebri solutori. I più prestigiosi sono stati due fra i massimi poeti del Novecento, T. S. Eliot (partecipava a gare di soluzioni usando come pseudonimo il nome di uno dei suoi gatti: George Pushdragon) e W. H. Auden, che deplorava la piattezza dei cruciverba americani e vi opponeva le sottigliezze dei britannici. Ma il solutore più leggendario è stato senz´altro un prorettore di Eton. Risolveva il cruciverba del "Times" nel tempo in cui le uova del suo breakfast venivano pronte: e certo non amava le uova troppo sode.