ELENA DUSI , la Repubblica 8/11/2011, 8 novembre 2011
DR WIKI
Quindici milioni di italiani cercano su Internet una risposta ai loro problemi di salute, secondo l´ultimo rapporto sulla comunicazione del Censis di luglio. E complice l´algoritmo di Google, in cima alla pagina di ricerca appare spesso una voce di Wikipedia. Nel 2005 la rivista scientifica Nature mise a confronto 42 voci scientifiche dell´enciclopedia online con quelle dell´enciclopedia britannica. Risultato: 4 errori per la prima, 3 per la seconda. All´epoca la notizia fu accolta come una promozione per Wikipedia.
Oggi il confronto è stato ripetuto per quanto riguarda le voci relative ai tumori. E ancora una volta il rapporto del Kimmel Cancer Center di Jefferson, negli Stati Uniti, pubblicato sul Journal of Oncology Practice, ha promosso l´enciclopedia scritta da non esperti: è più aggiornata e accurata rispetto a un sito autorevole come quello del National Cancer Institute, nella sua sezione dedicata ai pazienti. E con i suoi collegamenti esterni, conduce i pazienti verso informazioni ancora più approfondite. «Molto raramente abbiamo trovato errori su Wikipedia, e questo è rassicurante» scrive il coordinatore dello studio, l´oncologo della Jefferson University Yaacov Lawrence.
Paradossalmente, però, la ricerca americana ha trovato che Wikipedia è difficile da leggere. Mentre i testi del National Cancer Institute sono comprensibili per un quindicenne, le pagine dell´"enciclopedia diffusa" hanno bisogno di una preparazione universitaria. Il loro linguaggio sembra copiato dal foglietto illustrativo di un medicinale. È la descrizione di un mondo capovolto. Ma un fenomeno osservato da Eugenio Santoro, responsabile del laboratorio di Informatica medica dell´Istituto Mario Negri, suggerisce una possibile spiegazione. «Non solo Wikipedia, ma anche Facebook e Twitter ormai sono pieni di informazioni relative alla salute. Società scientifiche, associazioni mediche e case farmaceutiche lo hanno capito bene. E hanno imparato a sfruttare questi canali». Santoro ha analizzato il fenomeno nella seconda edizione del suo libro Web 2.0 e social media in medicina, appena uscito per Il Pensiero Scientifico Editore. «La ricerca di informazioni su Wikipedia è una faccia della medaglia. L´altra, che sta crescendo sempre più rapidamente, riguarda il desiderio dei pazienti di riunirsi in gruppi e communities per parlare della propria malattia. In queste communities, più chiuse e controllate rispetto ai normali gruppi di Facebook, raramente avvengono intrusioni da parte dei medici».
Per capire le dinamiche che avvengono all´interno di una comunità online di pazienti, i medici della Mayo Clinic in Florida hanno fondato su Facebook un gruppo di pazienti con cancro all´esofago e sindrome di Barrett. «Dopo una diagnosi di questo tipo si devono affrontare scelte difficili riguardo alla cura. E purtroppo le informazioni a disposizione dei pazienti non sono molte», ha spiegato l´ideatore dell´esperimento, Herbert Wolfsen, al congresso dell´American College of Gastroenterology. Nel gruppo Facebook della Mayo Clinic, sorprendentemente, non si sono affacciate cure miracolose. I pazienti parlavano delle difficoltà quotidiane, e si chiedevano consiglio su come affrontare grandi e piccoli problemi di tutti i giorni. «Questo è perfettamente in linea con quanto osserviamo nelle communities italiane», conferma Santoro. Informazioni pratiche e semplicità nelle spiegazioni sono le esigenze sentite da un italiano su tre mentre cerca notizie mediche su internet, secondo il rapporto Censis. Wikipedia sarà stata promossa per i suoi contenuti, ma non sembra che questa volta sia riuscita a intercettare lo spirito dei tempi.