Glauco Maggi, Libero 8/11/2011, 8 novembre 2011
PROVA TECNICA DI ATTACCO ATOMICO GLI USA TESTANO L’ALLARME TOTALE
L’America si prepara alle catastrofi, e per prima cosa organizza come avvisare e preparare tutta la cittadinanza alla difesa. Magari contro i marziani, come fece Orson Welles alla radio nel 1938. O, più probabilmente, in casi di attacchi nucleari o chimici dei terroristi, o di emergenze meteorologiche e altri cataclismi. Eventi, insomma, che richiedono una prontissima mobilitazione delle forze di sicurezza periferiche, ma anche delle famiglie nelle loro case e dei lavoratori negli uffici e nelle fabbriche. Mercoledì 9 alle due del pomeriggio della Costa Orientale scatta infatti una prova generale d’allarme, la prima che sia mai stata tentata. Dal Maine all’Alaska, e al sud fino ai territori d’Oltremare di Portorico e delle isole Usa Virgin e Samoa, tutte le reti radiofoniche e tv, locali e nazionali, interromperanno le normali trasmissioni per tre minuti e mezzo. I telefoni, la rete di Internet e i computer, invece, non saranno toccati.
Protagonisti del test sono la Federal Emergency Management Agency (FEMA), cioè la Protezione Civile negli Usa, e la Federal Communications Commission (FCC), che ha la supervisione dei network e delle comunicazioni. È l’esordio dell’EAS, Emergency Alert System, a livello federale. Finora, lo stop ai programmi Tv e radio era stato un esercizio degli Stati e delle Contee locali, come ho sperimentato già varie volte qui a New York: i programmi si interrompono, un rumore forte e gracchiante richiama l’attenzione, anche di chi non sta magari guardando la Tv in quel momento; lo schermo si oscura e appare una dicitura che spiega che si tratta di un test, con l’elenco delle Contee interessate.
L’esperimento di mercoledì punta a individuare i miglioramenti da apportare, se dovessero emergere difetti o fallimenti, a una procedura che deve consentire al presidente degli Stati Uniti, o a chi per lui se non lo potesse fare per qualche drammatico impedimento, di parlare per qualche minuto ai 310 milioni di cittadini. Per far sapere a tutti che è una cosa serissima nei suoi obiettivi, ma che non è una situazione realmente drammatica, la campagna di preallarme alla popolazione è stata capillare. Le autorità hanno chiesto aiuto anche a chiese, scuole, ospedali perché preavvisino tutte le persone che lo stop improvviso dei programmi normali è una prova d’allarme. L’audiomessaggio che verrà inserito nei tre minuti e mezzo potrà essere diverso da zona a zona e dovrà essere esplicito nel far capire la sua finalità e che non c’è alcun motivo di panico. Ma chi non dovesse essere preso nella rete dell’informazione massiccia in corso potrebbe comunque avere il dubbio che qualcosa di grave stia per accadere. Purtroppo, dal 1938, al rischio della calata degli alieni e della guerra dei due mondi di Welles si sono aggiunti tanti fantasmi nelle esperienze tragiche delle popolazioni, e non solo negli Stati Uniti. Attentati di Al Qaeda e i possibili attacchi nucleari hanno creato un contesto di allarme sociale crescente che rende l’Emergency Alert System un evento di inquietante attualità. Tutti i governatori, allertati, hanno chiesto alle municipalità di far arrivare anche ai singoli condomini la comunicazione dell’ora del test: «Caro residente», ha scritto il manager del mio palazzo in una lettera datata 1 novembre e consegnata alloggio per alloggio, «mercoledì alle 2 PM il governo federale condurrà il primo test nazionale dell’EAS. Durerà tre minuti e mezzo. Durante questo periodo gli show in programma alla tv, radio, via cavo e via satellite saranno interrotti cosicché il sistema possa essere testato. Diamo questo messaggio affinché tu e la tua famiglia siate consapevoli che questo evento sarà solo un esperimento, non una emergenza reale».
Glauco Maggi