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 2011  novembre 08 Martedì calendario

«HO VISTO ALL’OPERA IL DIAVOLO» PERSINO L’IDV DIFFIDA DI POMICINO


Onorevole Francesco Barbato detto Franco tra i fondatori dell’Idv, la sento esagitato. Quando si agita, lei, con quel suo accento partenopeo lei sembra Peppino De Filippo. Che le è successo?
«Oh maronna mia… Vede, ero alla stazione ferroviaria di Napoli, e a un certo punto è entrato con una signora Cirino Pomicino. Si è seduto al tavolo vicino al mio».
Che sarà mai, pare abbia visto il diavolo...
«No, no... ecchè chill’ quando s’è seduto ha cominciato a fare mille telefonate ad alta voce, si agitava come un matto, rideva, sogghignava, muoveva le mani, pareva posseduto. Mamma mia che impressione».
Scusi, Barbato, ma lei, in tema di mimica è abituato a Di Pietro, non penso che un Pomicino...
« Ma lei non ne ha un’idea. Caso voleva che io, uscito da un talk show locale, avevo appena paventato scenari inquietanti: la politica italiana di nuovo in mano ai Pomicino, agli Scotti ai Pisanu. I vecchi democristiani, i veri responsabili del disastro dei nostri conti pubblici».
Cioè descriveva l’apocalisse e non immaginava di trovarsela al tavolo accanto?
«Madonna mia, sì. Più sentivo Pomicino parlare di necessità di alleanze indecenti “davanti alle grandi emergenze nazionali come terremoto o terrorismo”; più lo sentivo ribadire: “ma io ’sti accordi li facilitavo, mo’ accordiamoci con Pd, Udc, sinistra”, be’, più mi tornava in mente di quando da ministro Dc arrivò al Bilancio che il debito pubblico era al 67% e lo lasciò che era al 107%. Le giuro che sudavo freddo, ero imbarazzatissimo. E, guardi, quasi quasi – dico quasi ho avuto un moto di simpatia per Berlusconi, per quello che gli stanno facendo...».
Ohibò, Barbato, lei che parla bene del Berlusca è una notizia.
«Guardi io forse – anzi di sicuro – sono il più antiberlusconiano del Parlamento italiano».
...appunto, dico.
«...Però, maronna ca ’mpressione. Io e Pomicino siamo usciti insieme per prendere il treno per Roma. Mentre telefonava mi ha pure salutato».
Educato. E lei che ha fatto?
«Con verecondia l’ho appena salutato cogli occhi. Un riflesso incondizionato. Io con certa gente tenderei a non prendere manco un caffè. Poi l’ho rivisto al binario. E continuava a telefonare, e io lo guardavo, e quello rideva. Allora sa ch’ho fatto? Non ho preso il treno».
S’era dimenticato il biglietto?
«No, è che non riesco a pensare all’Italia in mano a un partito immorale come l’Udc. Non ce l’ho fatta a salire. La compravendita dei deputati, Pomicino, oddio, non sa l’impressione».
Si calmi, respiri, si prenda un caffè...
«Sì, sì mo’mi riprendo. Mille volte meglio le elezioni anticipate. Magari senza ’sti dinosauri, tutti devono estinguersi, tutti...».
Elezioni anticipate, please. E un Tavor...

Francesco Specchia