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 2011  novembre 05 Sabato calendario

UN TAILLEUR DA HOSTESS ECCO IL NUOVO ABITO DA SERA

Guaina invisibile, tailleur blu elettrico, cappello sulle ventitré e tacchi a spillo. Allacciatevi le cinture. E preparatevi a un viaggio che porta indietro nel tempo e nello stile. È l´ennesima serie tv, la nuovissima Pan Am, a sdoganare il look sobrio e un po´ ingessato, ma insieme affascinante, delle divise da hostess anni Sessanta. Quello stile inappuntabile, che fu punta di diamante di un mondo dove i trasporti aerei erano sinonimo di lusso, è oggi riproposto a sorpresa da tanti stilisti che per il nuovo inverno e per la prossima estate hanno scelto di voltarsi indietro. Pescando in quell´eleganza così perbene che fu caratteristica dell´America del boom economico. Una scelta nostalgica forse: iniziata già nel 2007 con un altro telefilm, Mad Men (vincitore di numerosi Emmy, gli oscar della televisione, e spunto persino di una collezione firmata dal marchio americano Banana Republic) che ha riportato in auge un certo gusto per il passato. Pan Am, però, dice addio ai ghirigori degli abiti da cocktail dei pubblicitari pazzi (anzi delle pubblicitarie) di Mad Men. Riscoprendo la linea dritta: quella della divisa da hostess, quei tailleur croce e delizia degli stilisti di ieri e oggi, nonché cardine del guardaroba formale femminile. Capace com´è di unire sensualità e praticità, emancipazione e perbenismo.
La versione attuale, però, non è solo fedele all´originale, come nella collezione dai colori confetto vista sulla passerella di Blumarine. Nelle ultime stagioni, gli stilisti si sono scatenati sul genere con una sorta di sadismo intellettuale, un accanimento terapeutico sul passato che mira a riesumare un ricordo provando a renderlo di nuovo gradevole e desiderabile. Ecco allora i cappotti a trapezio di Prada, i completi immacolati di Jil Sander e di Rochas o i tubini razionalisti di Calvin Klein: citazioni riviste e corrette che conservano intatta l´allure di un´epoca di emancipazione e di boom economico, dove ai check-in in aeroporto non c´erano metal detector e le sole paure in quota erano un vuoto d´aria o un bicchiere di champagne che si rovesciava in cabina. E non è un caso che il 7 novembre in piazza di Spagna a Roma, il colosso Mattel renderà omaggio alle hostess Alitalia con quattordici Barbie che indossano le uniformi che i grandi stilisti italiani hanno creato per la compagnia di bandiera: dalle prime, frutto della creatività delle sorelle Fontana, alle edizioni più recenti, firmate Trussardi e Giorgio Armani.
La tendenza durerà fino all´estate prossima e troverà esiti ancora più colorati e originali. L´attrazione fatale tra moda e nostalgia, infatti, è ormai l´esito più eclatante del fashion system internazionale che sembra ormai salito su una macchina del tempo visto che continua a spingere le lancette dello stile indietro, verso un´eleganza sicura e conosciuta, idealizzata e rarefatta: esattamente come un telefilm in costume.