Corrado Poggi, Il Sole 24 Ore 5/11/2011, 5 novembre 2011
IL TASSO EUROPEO DIPENDE DAL PARERE DI 44 ISTITUTI - È
nato ufficialmente il 30 dicembre 1998, due giorni prima dell’introduzione ufficiale della moneta comune e da allora è divenuto il punto di riferimento fondamentale per l’intero sistema bancario dell’eurozona. L’Euribor, abbreviativo per Euro Interbank Offered Rate, è il tasso a cui le banche si prestano denaro a breve sul libero mercato e cambia a seconda delle scadenze che sono ben 15, con maturità che vanno da 1, 2 o 3 settimane e che sono poi declinate su tutti i 12 mesi.
Gli Euribor più celebri sono certamente quelli a 1 e 3 mesi, utilizzati come base di calcolo nella maggior parte dei mutui a tasso variabile. Ma come vengono determinati in concreto i tassi? Facendo una media matematica delle indicazioni fornite da un comitato di 44 banche con i migliori profili di credito dell’eurozona. Una volta ricevuti i dati sui tassi ai quali una banca è disposta a prestare denaro a una concorrente, vengono eliminate automaticamente il 15% delle risposte più basse e il 15% delle risposte più alte e si estrapola dal rimanente 70% il valore mediano che viene poi pubblicato ogni giorno alle 11.00.
Nel concreto, l’andamento dell’Euribor è strettamente correlato al livello del tasso di rifinanziamento stabilito dalla Bce, cioè il tasso che gli stessi istituti devono pagare quando prendono denaro in prestito dall’Eurotower. Su quella soglia rappresentata dal costo del denaro, e in misura diversa a seconda delle differenti scadenze, le banche caricano poi un ulteriore spread che riflette il giudizio sulle prospettive macroeconomiche. Se le banche prevedono nel breve-medio periodo un aumento delle pressioni inflazionistiche che potrebbe portare la Bce ad alzare i tassi, allora chiedono un maggiore spread per prestare denaro sul mercato interbancario. Se invece viene dato come più probabile un rallentamento dell’economia e delle attività di credito, allora gli spread aggiuntivi scendono e l’Euribor tende ad appiattirsi, specialmente per il contratto a tre mesi, sul costo ufficiale del denaro stabilito dalla Bce.
Ai fini dei consumatori, l’Euribor ha un’importanza fondamentale per due prodotti principali: i mutui e prestiti personali da una parte e i conti risparmio dall’altro. Per i mutui a tasso variabile, le banche in genere prendono come base di riferimento gli Euribor a 1, 3 o 6 mesi e vi ricaricano sopra uno spread che è il loro margine di guadagno. Un meccanismo analogo ma al ribasso viene attuato nel caso dei conti risparmio: al privato che di fatto presta denaro alla banca aprendo un conto presso i suoi sportelli, la banca corrisponde un tasso che è di qualche decimo al di sotto del costo del denaro. Se questo si muove al rialzo o al ribasso, il tasso riconosciuto al titolare del conto risparmio tende ad emularne lo scostamento anche se spesso non in maniera immediata ma con un qualche intervallo temporale, a meno che l’intervento sui tassi da parte della Bce non sia stato particolarmente sensibile.
Per l’Italia al calcolo dell’Euribor contribuiscono 3 istituti: Unicredit, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. La rappresentanza maggiore, non a sorpresa, è quella tedesca, seguono Francia e Spagna. Alla determinazione dell’Euribor partecipano anche alcune filiali europee di colossi stranieri o comunque non appartenenti a paesi dell’eurozona: è il caso di Bank of Tokyo-Mitsubishi, Citibank, JpMorgan Chase e Ubs.