MARCO SODANO, La Stampa 5/11/2011, 5 novembre 2011
Lagarde: l’Italia non è credibile - Il Fondo monetario internazionale non ha offerto all’Italia strumenti come «linee di credito, perché il Paese non ne ha bisogno»
Lagarde: l’Italia non è credibile - Il Fondo monetario internazionale non ha offerto all’Italia strumenti come «linee di credito, perché il Paese non ne ha bisogno». Il direttore generale Christine Lagarde smentisce Silvio Berlusconi - è stato lui a sostenere di aver ricevuto l’offerta di sostegno finanziario - con una frase tanto secca quanto tagliente. Pochi giorni fa, altro vertice (in quel caso europeo) altra smentita: Angela Merkel aveva spiegato che non c’era stato nessun colloquio con il capo del governo italiano, contrariamente a quanto raccontato dallo stesso Berlusconi. Insomma, non c’è da meravigliarsi che Lagarde abbia concluso il ragionamento sottolineando il fatto che l’Italia non è carente di risorse - ecco perché non ha bisogno al momento di linee di credito ma soffre di «mancanza di credibilità», problema che «lo stesso governo di Roma e i suoi partner riconoscono». La mancanza di fiducia dei mercati negli impegni presi da Roma con Bruxelles spiegano la necessità del meccanismo di monitoraggio del Fondo. Come dire che non siamo capaci di controllarci da soli. Sfiducia confermata ieri. Le Borse europee hanno chiuso così la prima settimana in calo dopo cinque in pareggio o in rialzo. Tra le più deboli, Milano e Francoforte, che hanno perso più di due punti e mezzo. E il fuoco della sfiducia resta concentrato sui titoli di Stato. Ieri i rendimenti dei Btp decennali hanno chiuso sul mercato con un rialzo di 16 punti base. A parte la Grecia (+27, in attesa del voto di fiducia sul piano di salvataggio) sono cresciuti solo gli spagnoli, ma la metà di noi. Gli altri titoli di Stato europei hanno chiuso in calo: -9 punti per i titoli tedeschi (così il differenziale Btp-Bund è cresciuto di 25 punti e ha segnato il nuovo record sopra quota 462). Peggio i titoli italiani con scadenze più brevi: i Btp a cinque anni hanno infatti concluso le contrattazioni con un rialzo di 29 punti, quelli a due anni di 27. Ma un’occhiata ai numeri basta per capire che il clima di sfiducia è generalizzato. Il G20 si è chiuso senza indicazioni specifiche sul nuovo meccanismo salvastati messo a punto il 26 ottobre. Probabile che l’Ecofin della prossima settimana si chiuda nello stesso modocipare». E poi pesano diversi altri fattori. Ci sono i dubbi sul voto di fiducia per il primo ministro greco Papandreou: i mercati sperano che ad Atene entri in carica un governo di transizione in grado di adottare rapidamente il budget 2012 e sbloccare il pianodi salvataggio negoziato lo scorso 26 ottobre. Ci sono i dati sulla produzione industriale tedesca in calo, che la settimana prossima saranno seguiti da quelli degli altri paesi. Anche qui l’Italia sconta la stima peggiore, (-3,3%) ma anche la Francia perderà un punto circa. E c’è la lista delle 29 banche sistemiche che dovranno procedere ad aumenti di capitale, drenando altri capitali dai mercati. Nell’ultimo giorno della settimana, insomma gli operatori si sono liberati dei titoli che non vogliono tenere in portafoglio per tutto il week end. Risultato: Francoforte ha ceduto il 2,72%, Milano il 2,66%, Parigi il 2,25%. Ha contenuto i ribassi Madrid (-1,33%), mentre Londra ha tenuto (-0,33%) grazie soprattutto ai titoli delle materie prime.