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 2011  novembre 06 Domenica calendario

I MONACI TRAPPISTI APRONO LE PORTE AL MERCATO —

Sono 30 monaci e — dicono nel loro sito internet — la loro è una vita «di silenzio e di oblio, che consiste nel cercare il Signore». Ma ora anche un po’ di profitto, di capitale, visti i tempi brutti della crisi: per la prima volta negli ultimi 180 anni, i monaci trappisti che in Belgio producono la «Westvleteren 12, la birra più buona del mondo», hanno smesso di venderla soltanto fra le mura del loro convento di San Sisto, su singola ordinazione e secondo secolari riti segreti, e hanno piazzato un po’ di bottiglie nei supermercati. Un enorme successo commerciale. E anche una rivoluzione, o meglio un sacrilegio, parola più adatta a un prodotto che ha molto di «sacro»: ai rarissimi visitatori delle sale di fermentazione a vasca aperta, nello stesso convento, veniva e viene chiesto di trattenere il fiato, di non respirare, per paura di «infettare» il prodotto; quasi come in una camera operatoria o in un tempio, appunto.
Fino a poco tempo fa, dunque, per gustare questo nettare si poteva solo prendere appuntamento per telefono («proibite le chiamate anonime»), e ci si recava in auto al monastero dopo molti e complicati giri, a ore e giorni fissi («fornire il numero della targa», «una sola prenotazione al massimo, in un mese del calendario civile», «se dallo stesso numero di telefono proviene una seconda chiamata in un mese, questa viene troncata»). Tutto, o quasi, come all’appuntamento con un’amante molto speciale: ché tale era ed è davvero, per gli intenditori, la «Westvleteren». Oggi, di colpo, il «liberi tutti», l’amante non è più velata di mistero e attende al supermercato, e chiunque può abbordarla senza parole d’ordine. Risultato: tutto esaurito in 4 giorni, 93 mila casse vendute come pacchetti di patatine, oltre 2 milioni di euro nelle altre casse, quelle del monastero che deve pagarsi certi costosi lavori di ristrutturazione; e un bel mercato nero che già fiorisce su Internet, con bottiglie offerte a 100 euro invece dei consueti 25. Una seconda «sortita», 75 mila cassette destinate stavolta a Cina, Giappone, Francia e Usa, è annunciata per gennaio o febbraio. Il Financial Times, intrigato dalla vicenda, ha intervistato un esperto americano di birra che ha così descritto le doti nascoste della bevanda: «Fichi, profumi di uvetta, molto cacao con un corpo cremoso. E anche la sua rarità sul mercato la rende un po’ speciale». Ma al ristorante «Les Brasseries Georges» di Bruxelles, tempio della cucina fiamminga, la definiscono con una sola parola: «Roba superba. Peccato solo non poterla tenere sempre».
I segreti di tanto fascino non si limitano ovviamente al sapore. Conta assai il mistero. Per esempio, le bottiglie non hanno etichette con l’elenco degli ingredienti (le informazioni richieste dalla legge sono impresse sul tappo). E l’abbazia di San Sisto è stata fondata nel 1831, però sulle macerie di altri conventi: frati e suore frequentavano il luogo già nell’anno 806, e secondo la tradizione già sapevano trattare luppolo e malto. Non manca un tal frate volante, il fantasma di rito. O forse, non mancava: magari si è trasferito anche lui dietro le casse di un supermercato.
Luigi Offeddu