F. Mas., Corriere della Sera 05/11/2011, 5 novembre 2011
«BRAVO MARIO». MA SPUNTANO LE PRIME CRITICHE
Ha sorpreso tutti con il taglio dei tassi d’ interesse dall’ 1,50% all’ 1.25%, Mario Draghi. E ha attirato su di sé giudizi diversi sulla sua prima mossa al comando della Banca centrale europea. Il fronte anglosassone, che guarda alle mosse della Bce avendo come modello la Federal Reserve americana, ha plaudito al taglio dei tassi e al decisionismo del presidente, ma ora si attende di più. Il Wall Street Journal parla di «cambiamento di rotta rispetto a quelli che adeso appaiono come errori politici da parte della Bce all’ inizio dell’ anno», cioè all’ innalzamento dei tassi per frenare i segnali di inflazione: «Un’ inversione a U sui tassi, ma non va oltre», visto che ha confermato la linea di acquisto «temporanea e limitata» dei bond sovrani. Insomma «ha reiterato l’ ortodossia della Bce», allineandosi «alla tradizione della Bundesbank». Ragionamenti simili sul Financial Times , che parla di un «eccesso di disciplina»: «La decisione è stata presa in modo unanime, il che è una vittoria tattica per la leadership di Draghi», ma la Bce è stata «troppo timida». E soprattutto il neopresidente ha smentito che Francoforte possa diventare prestatore di ultima istanza. Per il francese Le Monde il taglio è «un gesto elegante ma Draghi avrebbe potuto essere più generoso». Il titolo è netto: «Ancora un piccolo sforzo, dottor Draghi!», con un invito a «restare quantomeno un po’ italiano» nelle decisioni di politica monetaria. A parte questo, Draghi ha inaugurato «il suo mandato con una decisione di buon senso». I giornali tedeschi hanno sottolineato la buona gestione da parte di Draghi nel superare la pregiudiziale legata alla nazionalità italiana e l’ indicazione della Bundesbank come modello di riferimento. «Alla sua prima uscita sembra che faccia questo lavoro da tanto tempo», è l’ osservazione della Sueddeutsche Zeitung : «Il taglio dei tassi non era atteso» visto che l’ inflazione in Europa si aggira attorno al 3%. «Draghi apre il rubinetto», è la lettura del quotidiano economico Handelsblatt , sottolineando che «l’ italiano ha reso chiaro che non la Bce ma i governi devono preoccuparsi di trovare una soluzione della crisi dell’ euro». «Draghi lo sa: come italiano è sospetto in Germania», commenta il Financial Times Deutschland , «la politica della stabilità monetaria non viene presa in modo molto serio. E per questo motivo loda la solidità della Bundesbank dopo aver abbassato i tassi». E Die Welt gli dedica una pagina definendolo «una colomba con l’ occhio da falco».
F. Mas.