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 2011  novembre 05 Sabato calendario

SORRISI TIRATI E OCCHIATACCE. SILVIO E GIULIO COSTRETTI A OSTENTARE ARMONIA —

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, arriva quando il premier Silvio Berlusconi ha già cominciato a parlare, nella conferenza stampa finale del vertice dei capi di Stato e di governo dei venti Paesi più ricchi del pianeta. Nelle riunioni di Cannes ha svolto il ruolo di consulente, al pari degli altri suoi colleghi, che non prevede esternazioni. Ma questa volta si siede al fianco di Berlusconi sapendo che forse qualcosa la dovrà dire, visto che c’è da spiegare ai giornalisti, ma soprattutto ai mercati, come mai l’Italia è stata messa sotto i riflettori del vertice dei G20 finendo anche nel comitato finale del vertice come sorvegliata speciale.
L’intento è dunque quello di far fronte comune per spiegare all’opinione pubblica e agli investitori perché devono riprendere o continuare ad aver fiducia nel governo. L’obiettivo è di far vedere innanzitutto che presidente e ministro concordano sulla linea da seguire, e che il gelo esistente tra i due, si è sciolto di fronte all’emergenza.
L’avvio però non è tra i migliori, perché Berlusconi sembra non fidarsi troppo dell’istinto di Tremonti. Così alla prima domanda di una giornalista della Reuters che chiede al ministro se a suo parere il premier debba fare un passo indietro, il Cavaliere mette le mani avanti: «È una domanda con una risposta scontata, sentiamola...» dice guardando verso il ministro. Il quale messo alle strette afferma «Onestamente dopo quello che ha detto il presidente, non credo che ci sia altro da dire».
Berlusconi però va avanti e rivolgendosi alla giornalista inceppa in un «Quoque tu Reuters, fili mi», detta da un Giulio Cesare morente, sotto le coltellate dei congiurati. Ma non basta, i giornalisti insistono. «Nei giorni scorsi è stato scritto, senza che sia stato mai smentito, che lei ministro Tremonti chiedesse in privato a Berlusconi di fare un passo indietro, è così?». Il ministro lancia uno sguardo irritato. Ma poi risponde subito, cercando di non incartarsi nella risposta: «Non ho letto i giornali in questo periodo e non credo sia dovere di nessuno dover smentire cose che non ho letto e forse non ho detto» dice lasciando in chi lo ascolta il dubbio su che cosa realmente pensi sulla questione. E anche l’interrogativo sul perché, invece di ricorrere a un complicato giro di parole, non abbia scelto la risposta più semplice. E cioè di aver fiducia nel governo e nel suo presidente Berlusconi.
Nel frattempo rimbalza a Cannes, diffuso dalle agenzie, un messaggio su Twitter, che il blog del Financial Times attribuisce a Tremonti: «Lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti. A torto o a ragione, il problema per i mercati e per l’Europa sei tu». Il portavoce del Tesoro smentisce il blog. Ma il clima complessivo non ne guadagna.
Fatto sta che lo scambio di battute nella conferenza stampa di Cannes, seppure accompagnato da sorrisi, fra Berlusconi e Tremonti risulta poco convincente. Soprattutto se l’intento è quello di far vedere che il gelo è cosa passata e che l’esecutivo è tornato a marciare compatto. Su una cosa però ministro e premier sono stati d’accordo. Sul fatto di definire una semplice «certificazione» l’azione del Fondo monetario internazionale che contemporaneamente la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, nella sua conferenza stampa nazionale chiama monitoraggio. In ogni caso i mercati vanno per la loro strada e le tensioni sui Btp riprendono.
Il ministro, comunque, torna a scandire l’agenda della politica economica. «Da parte dell’Italia c’è un impegno per le riforme molto intenso, non credo ci siano precedenti quanto a contenuti, intensità e tempistica», dice aggiungendo che il lavoro parlamentare «ha cambiato ritmi e logica» per pianificare l’approvazione delle misure. Si partirà dalla legge di stabilità col maxi emendamento per proseguire con le deleghe fiscale e assistenziale. «Bisognerà accelerare anche sull’approvazione della previsione costituzionale del pareggio di bilancio».
Stefania Tamburello