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 2011  novembre 05 Sabato calendario

«COLPA DEL MARE TROPPO CALDO. DILUVIERA’ FINO A DOMANI MATTINA» —

«L’estate prolungata con il termometro sempre in salita durante le giornate può essere la causa delle copiose piogge riversate sulla Liguria», spiega Guido Visconti, climatologo dell’Università dell’Aquila e direttore del centro Fenomeni meteorologici estremi.
Il Golfo Ligure, per la sua conformazione trattiene normalmente acque abbastanza calde. «Quando arrivano, come in questo caso, delle perturbazioni atlantiche, da ovest — spiega lo scienziato —, l’aria viene a contatto con l’acqua, e se questa è più calda del solito facilita l’evaporazione del mare creando una zona di bassa pressione. L’aria sollevata viene spinta contro le prealpi liguri che facilitano ulteriormente il sollevamento e la generazione di formazioni nuvolose cariche di piogge. È una situazione tipica della zona, tanto che ha un nome scientifico, la "ciclogenesi del Golfo Ligure", resa, però, più disastrosa proprio a causa del protrarsi delle giornate estive».
Purtroppo la situazione nella regione rimane ancora preoccupante e bisognerà attendere domani pomeriggio perché se ne possa vedere un allentamento.
«Anche oggi — sottolinea Guido Visconti — continuerà a piovere sino al pomeriggio. Precipitazioni più intense ci saranno tuttavia più a nord in Piemonte e in Francia. Continueranno a scendere in media 20-30 millimetri d’acqua ogni ora e un’attenuazione si verificherà solo in serata». Ma sarà solo una tregua. Domenica mattina il maltempo mostrerà una coda ancora più cattiva. Sono infatti previsi fenomeni più rilevanti, perlopiù a carattere temporalesco, capaci però di rovesciare una maggiore quantità d’acqua con una media intorno ai 50-60 millimetri ogni ora. Nel pomeriggio tutto si sposterà sulla Pianura Padana diluendosi e finendo poi per esaurirsi verso l’Austria.
«Questa grande quantità di piogge, anche ieri eravamo sui 50 millimetri/ora — nota Visconti — , è caratteristica dei fenomeni estremi che avvengono in autunno. Non esistono tuttavia correlazioni con il riscaldamento climatico generale. Per sostenerlo occorrerebbero dati statistici più prolungati nel tempo che ancora non esistono. Tali livelli di intensità, peraltro, si sono registrati anche nel passato recente e lontano: l’anno scorso sempre in Liguria, a Messina nel 2009, nel 1994 in Piemonte, nel 1966 a Firenze. Purtroppo c’è una situazione ambientale che li favorisce con la presenza del Mediterraneo da una parte e l’orografia della Penisola dall’altra. Gli effetti negativi di questa condizione naturale si possono prevenire solo con una corretta gestione del territorio che ancora non si vede».
Giovanni Caprara