Notizie tratte da: Bruno Ballardini # Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non “vende” più # Edizioni Piemme 2011 # pp. 304, 16 euro., 7 novembre 2011
Notizie tratte da: Bruno Ballardini, Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non “vende” più, Edizioni Piemme 2011, pp
Notizie tratte da: Bruno Ballardini, Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non “vende” più, Edizioni Piemme 2011, pp. 304, 16 euro.
(Vedi Appunti)
Morire. Hans Küng, teologo: «Le religioni possono anche morire» (da Ciò che credo).
Numeri. Al 31 dicembre 2005, la popolazione mondiale era pari a 6.542.824.000 persone. Il numero dei cattolici, a 1.130.750.000.
Preti. Nel 2006, su un totale globale di 407.262 preti, l’unico continente a segnare una diminuzione dei sacerdoti rispetto all’anno precedente è stata l’Europa (-1.626), mentre gli aumenti sono stati in Africa (+1.108), America (+124), Asia (+1.228) e Oceania (+17).
Meno suore, più catechisti. In diciassette anni, dal 1991 al 2008, la Chiesa italiana ha perso quasi diecimila sacerdoti (da 57.274 a 49.023). Drammatico anche il crollo delle suore, la vera "Fanteria della Chiesa". Erano 125.800, oggi sono 95.000. Triplicati i diaconi (da 1.146 a 3.690). Impetuosa la crescita dei catechisti: dai 75.000 nel 1996 sono arrivati a 232.000 nel 2008.
Età media. Dei 33.409 sacerdoti in servizio nel 2006, circa 20.000 quelli ordinati prima del 1978. Età media: 60 anni.
Divorzi e matrimoni civili. Dal 1991 al 2008, i divorzi sono aumentati da 23.000 a 54.000, i matrimoni civili da 10.000 a oltre 25.000.
Sposarsi in chiesa. Nel 1991 a “sposarsi in chiesa" era l’82% delle coppie. Oggi, il 63%.
Battesimi. In Italia il 20% dei nati non viene battezzato.
I più soddisfatti. Secondo un indagine Gallup, fra tutti i gruppi di fede, gli ebrei hanno il più alto grado di "benessere emotivo". I protestanti, il più basso. Atei, agnostici e non religiosi, sono mediamente più felici dei cattolici. In alcune religioni, i non praticanti sono più felici di coloro che praticano moderatamente.
Free bar. Ogni sabato sera la First Baptist Church di Fort Lauderdale (California) organizza cene per le famiglie con serata danzante e giochi per i bambini presso un ristorante convenzionato a soli 5 dollari a persona. In parrocchia non ci sono panche di legno ma comodi sofà neri, luci soffuse, una fila di consolle di Xbox, oltre a un palco dove la domenica si esibiscono "christian rapper" e rock band e a un free bar analcolico.
La povertà del diavolo. Edir Macedo, fondatore della Igreja Universal do Reino de Deus (IURD): «Io non seguo un Dio povero. Se il vostro Dio è povero è perché i vostri pensieri sono poveri [...]; la povertà è del diavolo, non di Dio».
Medjugorje, una delle capitali mondiali del turismo religioso è visitata da circa 1.200.000 pellegrini ogni anno.
Veggenti. Dei sei veggenti di Medjugorje, quattro donne e due uomini, nessuno è diventato un religioso.
Villa con piscina. Ivan Dragicevic, uno dei veggenti di Medjugorje che si è comprato una villa con piscina, facendo un mutuo da 800.000 dollari da restituire in 6 mesi.
Pacchetto. L’agenzia di viaggi americana 206 Tours propone la Prayer Experience with Ivan Dragicevic and Family (Esperienza di preghiera con Ivan Dragicevic e famiglia). Il pacchetto comprende: pellegrinaggio a Medjugorje con alloggio a casa del "veggente", incontro con padre Jozo e altri veggenti; colloqui con Ivan nella cappella della casa; colazione e cena serviti da Ivan e famiglia; preghiera e meditazione con Ivan sulla collina delle apparizioni; opportunità di parlare con Ivan durante il soggiorno. In più, «la famiglia Dragicevic farà del proprio meglio per rendere quanto più possibile piacevole e confortevole il tuo soggiorno». Costo: 2.750 dollari (circa 1918,60 euro). Attualmente sulla Prayer Experience è in corso un’ inchiesta giudiziaria.
Senza profitto. Benedetto XVI: «La Chiesa non è un’impresa finalizzata al profitto» (da Luce del Mondo).
8 per mille. L’"8 per mille" porta all’istituzione ecclesiastica circa mille milioni all’anno. Le donazioni sono però in calo sia come cifra (da 21.200 milioni a 16.562 milioni) sia come numero di donatori (da 185.000 a 155.000) sia come livello medio dell’offerta, sceso a 98 euro.
Piazza San Pietro. Valore dell’appalto per il restauro del colonnato del Bernini (244 colonne e 140 statue), in Piazza San Pietro: 14,4 milioni di euro. Il papa non ha speso un centesimo. La ditta che si è aggiudicata il lavoro ha dovuto provvedere da sola a reperire le risorse finanziarie, vendendo spazi pubblicitari sui ponteggi (niente alcolici né biancheria intima e non più di tre cartelloni). Fine lavori: ottobre 2012.
La fede non ammette parole. Mahatma Gandhi: «Io non credo in chi parla agli altri della propria fede, specialmente se a scopo di conversione. La fede non ammette parole. Bisogna viverla e solo allora potrà accadere che si propaghi da sé».
Grandi caratteri. Alex Dias Ribeiro, Atletas de Cristo e pilota automobilistico brasiliano di Formula 1, era solito correre con la scritta "Jesus Saves" ("Cristo salva") applicata a grandi caratteri sulla sua vettura.
La religione Jedi. Nel 2003, in Inghilterra, la religione Jedi, il culto praticato dai protagonisti della saga cinematografica Guerre Stellari, aveva 390.000 aderenti, più degli ebrei e dei sikh.
App. iBreviary, l’app gratuita che consente di scaricare su iPhone e iPod le preghiere quotidiane, suddivise secondo l’ordine tradizionale del breviario cattolico. Oltre 250.000 i download in tutto il mondo.
Chiese virtuali. Dal 2006 a oggi, oltre 100 le chiese cristiane sorte su Second Life.
Benedizione via mail. Per avere una benedizione via mail scrivere a: papalblessing@elemos.va.
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RIDUZIONE DELLA CAMESASCA
Notizie tratte da Bruno Ballardini, Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non “vende” più, Edizioni Piemme 2011, 304 pp., 16 euro
• Esiste una crisi del mercato delle ostie […]. [G. Galeazzi, Ostie in crollo, La Stampa, 5/11/2009. Nell’articolo si parla di un crollo delle vendite in Italia del 15%] (p. 8).
• La fiducia nella Chiesa è arrivata ai minimi storici: […] si è passati da un 59,2% nel 2000 a un 47,2% nel 2010; […] riguardo alla fiducia nel papa, dove si è passati da un 77,2% nel 2003, con Wojtyla, a un secco 46%, nel 2010, con Ratzinger [Fonte: Sondaggio Demos&Pi, indagine realizzata per «la Repubblica» in collaborazione con LaPolis-Laboratorio di Studi Politici e Sociali dell’Università di Urbino "Carlo Bo", aprile 2010] (p. 8).
• Il teologo Hans Küng afferma che «le religioni possono anche morire» [H. Küng, Ciò che credo, Rizzoli, Milano 2010, p. 134] (p. 10).
• Quando chiedevano a Frank Rodgers, direttore generale del marketing della IBM, quali prodotti vendesse la sua azienda, lui rispondeva sempre: "Noi non vendiamo prodotti, vendiamo soluzioni". (p. 28).
• Il primo marketing manager della storia fu Paolo di Tarso. […] All’inizio […] la religione di Gesù. Si trattava di una delle tante sette dell’ebraismo e, fino a quel momento, non c’era un motivo più valido di altri per scegliere proprio quella. Allora cosa fece Paolo? Ebbe una prima intuizione strategica […]: stabilì l’unicità e la superiorità di questo "prodotto", enfatizzando quella che oggi viene chiamata la promessa, ovvero il beneficio che ne viene all’utente finale. Cioè? La salvezza, il perdono del Padre, la possibilità di fare ritorno all’Eden. […] Mise in relazione un prodotto apparentemente simile ad altri con una garanzia fornita dal suo primo e più grande testimonial: Gesù. Si trattava del testimonial più credibile che si potesse avere, perché non solo si presentava come parte integrante del prodotto, ma ne aveva dimostrato anche l’efficacia in modo assolutamente inconfutabile, con la sua risurrezione. Da qui Paolo poté affermare l’unicità e la superiorità del cristianesimo […]. (pp. 40-41)
• Per alcuni manager sembrerebbe che basti cambiare il marchio per attirare nuovi clienti. […] Anni fa, qualcuno ha espresso un’idea simile dicendo che la FIAT avrebbe risolto il problema del calo nelle vendite di autovetture se per le utilitarie avesse usato il nome “Ferrari”» «Chi ha potuto dire un’enormità del genere?» «Berlusconi.» «Ah! E alla Ferrari come l’hanno presa?» «Il presidente Montezemolo ha risposto semplicemente: "Costruire una Cinquecento con il marchio Ferrari sarebbe un po’ come dissacrare il nome"» [Montezemolo: niente utilitarie con il marchio Ferrari, in La Repubblica, 13/12/2002, p. 2, sezione economia]. (p. 50).
• Il disastro della British Petroleum, dopo l’incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. […] come si sono comportati loro di fronte alla crisi. La multinazionale dapprima ha negato le proprie responsabilità attribuendo la colpa ad altri, poi ha cercato di eludere il problema raccontando perfino delle bugie. Una delle prime idee che vennero al management per tamponare la crisi fu quella di aprire subito una sezione di informazione sul sito web della BP intitolata Reports from the Gulf in cui due giornalisti inviati nel Golfo del Messico avrebbero riportato quasi quotidianamente gli sforzi dell’azienda per arginare i danni prodotti dal petrolio. E così Tom Seslar e Paula Kolmar scrissero cronache improbabili... Ad esempio, che mentre si trovavano su una barca a guardare le operazioni che si svolgevano al largo, con un oceano calmo e un cielo senza una nuvola, gruppi di delfini nuotavano intorno a loro e perfino uno squalo era venuto a godersi lo spettacolo. Sembrava un documentario della Walt Disney con tanto di simpatici animali ammaestrati, brezza marina fra i capelli, creme solari e bibite ghiacciate. Una cartolina dalle vacanze. E non è tutto: produssero anche interviste alla popolazione locale, facendo dir loro che non c’era motivo di odiare la BP, che era stato solo un incidente, che la loro comunità viveva sul petrolio, tutti avevano qualcuno che lavorava nell’industria petrolifera, e per questo la gente era in grado di capire… […] Poi, il CEO Tony Hayward peggiorò definitivamente la situazione. […] Facendo una gaffe dietro l’altra […] il 3 maggio, in un’intervista alla NBC, Hayward dichiara che la BP non ha nessuna responsabilità per l’incidente, perché l’impianto è della Transocean quindi è colpa loro, la BP invece è responsabile solo del petrolio e "pulirà" tutto senza problemi. Il 14 maggio in un’intervista al «The Guardian», Hayward minimizza dicendo che il Golfo del Messico è molto grande e il volume del petrolio che si sta disperdendo è minimo rispetto al volume totale dell’acqua. Il 18 maggio, mentre dal pozzo continua a fuoriuscire incessantemente una massa spaventosa di greggio, Hayward conferma a SKY News che l’impatto ambientale sarà senz’altro "molto molto modesto". Il 30 maggio, a seguito di un’esplosione sulla piattaforma, muoiono undici persone. Ai cronisti che gli chiedono che cosa dirà alla gente della Louisiana, risponde: "Sono profondamente dispiaciuto per quello che è successo. [...] Nessuno più di me vuole che tutto questo finisca. Rivoglio indietro la mia vita".» «Parlava della sua vita?» «Sì, e questo è un esempio di tutto quello che non andrebbe mai fatto. Mai. Di fronte a una crisi di credibilità, l’impresa deve abbandonare ogni autoreferenzialità, evitare di mostrarsi addolorata per il danno che ritiene di aver subito e mettersi piuttosto nei panni della gente cercando di comprendere il suo dolore e la sua rabbia. Deve mettersi, in definitiva, ancora una volta al servizio del pubblico. Dire "Soffriamo tanto anche noi" oppure "Oggi per noi è un giorno molto triste" è un errore fatale.» «Ma prima o poi l’avranno capito che sbagliavano, o no?» «Per niente, guardi qui: il 3 giugno Hayward compare in tv in uno spot istituzionale in cui promette che la BP ripulirà il Golfo fino all’ultima goccia di petrolio e riporterà la costa nella sua condizione originale. Il 19 giugno si viene a scoprire quanto realmente Hayward si preoccupi della situazione: sta partecipando a una regata in barca a vela intorno all’isola di Wight. Si giustifica dicendo che fino ad allora non aveva avuto un momento di pausa e stava solo trascorrendo qualche ora insieme alla sua famiglia. […] Consideri che soltanto due giorni prima, il presidente della BP, lo svedese Carl-Henric Svanberg, aveva dato anche lui il suo bravo contributo al disastro: in visita alla Casa Bianca, aveva dichiarato "We care about the small people", cioè "Noi teniamo alla piccola gente". Frase che rimbalzò ovunque in tv e via internet suscitando ulteriore rabbia. Le risposte di quella "piccola gente" non si fecero attendere e, fra tutte, quella di Justin Taffinder di New Orleans fece tremare la compagnia: "We’re not small people. We’re human beings. They’re no greater than us. We don’t bow down to them. We don’t pray to them" ("Noi non siamo piccola gente. Noi siamo esseri umani. Loro non sono più grandi di noi. Non ci inchiniamo davanti a loro. Non li imploriamo") [The Washington Post, 17/06/2010]» […] E la morale di questa storia è che di fronte a un disastro dov’è in gioco la fiducia fra le parti, non c’è niente di peggio che fare lo scaricabarile […]» (da p. 63 a p.67).
• […] In via Tittoni. Era qui la redazione di «Fallo!», il giornale del movimento hippy italiano. La sede era praticamente la casa di Angelo Quattrocchi, il fondatore. La redazione lavorava su un enorme lettone coperto di lettere che arrivavano da tutta Italia. C’erano anche Fernanda Pivano e Mauro Pagani della Premiata Forneria Marconi. Io e Chiara, la mia fidanzata di allora, eravamo i più giovani del gruppo e sceglievamo le lettere più belle da pubblicare. Angelo andava su e giù lasciando su quell’immensa trapunta fogli scritti a mano e riviste straniere. Lanciava idee appena abbozzate, fatte apposta per essere condivise, e continue illuminazioni. Non si fermava mai. Fernanda ci assisteva amorevolmente. Mauro, a un certo punto, si allontanava e andava ad allenarsi col violino nella stanza accanto. Poi, per quelli che venivano a ritirare l’ultimo numero da distribuire, c’erano le istruzioni su come non farsi beccare - dalla polizia quando vendevi la rivista davanti a scuola. Si doveva lanciare il pacco il più lontano possibile e poi correre e correre. Nessuno capiva perché ce l’avessero con noi. Però se ti beccavano con una copia del giornale andavi dentro. E andavi dentro tre giorni buoni, in fermo preventivo, pure se il tuo nome figurava sull’agenda di qualcuno che era già stato arrestato. (p. 75)
• Questi dati risalgono al 2006 e sono rapportati al 2005: al 31 dicembre, la popolazione mondiale era pari a 6.542.824.000 persone, con un aumento di 79.590.000 unità rispetto all’anno precedente. Alla stessa data il numero dei cattolici era pari a 1.130.750.000 con un aumento complessivo di 15.784.000 unità rispetto all’anno precedente. Ebbene, la percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,03%, attestandosi al 17,28%. Una crescita decisamente lieve se considerata in paragone alla crescita della popolazione mondiale. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in America +0,30; Asia +0,02; Europa +0,13; mentre la situazione in Africa è stazionaria e una lieve diminuzione si registra in Oceania (-0,02). (pp. 78-80)
• I dati forniti dall’Annuario Statistico della Chiesa a cura dell’agenzia Fides ci danno la fotografia della vita consacrata dal 2005 al 2006. Per quanto riguarda i sacerdoti, l’unico continente a segnare una diminuzione rispetto al precedente anno 2005 - su un totale globale di 407.262 preti - è l’Europa (-1.626), mentre gli aumenti sono in Africa (+1.108), America (+124), Asia (+1.228) e Oceania (+17). I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.329 unità, raggiungendo il numero di 271.091, con aumenti in Africa (+966), America (+675), Asia (+797) e Oceania (+20), unica diminuzione in Europa (-1.129). I sacerdoti religiosi sono diminuiti di 478 unità e complessivamente sono 136.171. A segnalare un aumento sono, come accaduto negli ultimi anni, l’Asia (+43 1) e l’Africa (+142), mentre le diminuzioni interessano America (-551), Europa (-497) e Oceania (-3). Non molto diversa è la situazione dei religiosi e delle religiose. Sempre dal 2005 al 2006, i religiosi non sacerdoti sono aumentati globalmente di 399 unità arrivando al numero di 55.107. Aumenti si registrano in America (+ 187) e Asia (+839), mentre le diminuzioni sono in Africa (-102), Europa (-489) e Oceania (-36). La diminuzione globale delle religiose (-7.129), che nel 2006 sono complessivamente 753.400, è così ripartita: aumenti in Asia (+2.382) e in Africa (+1.927); diminuzioni in Europa (-7.014), America (-4.213) e Oceania (-211). (pp. 78-80)
• I membri degli istituti secolari maschili nel 2006 sono complessivamente 691 con una diminuzione globale rispetto al 2005 di 50 unità. Mentre l’anno precedente si registravano aumenti in tutti i continenti, l’anno successivo è in crescita solo l’Africa (+8), mentre l’Oceania è stabile, con 1 solo membro, e diminuiscono America (-21), Asia (-1) ed Europa (-36). Anche i membri degli istituti secolari femminili sono diminuiti nel 2006 complessivamente di 689 unità rispetto all’anno precedente, per un totale di 27.350 membri. Le diminuzioni riguardano America (-2) ed Europa (-783), mentre in tutti gli altri continenti si registrano aumenti: Africa (+14), Asia (+81), Oceania (+1). Infine, i seminaristi (in totale nel 2006 sono 115.480), che rispetto all’anno precedente aumentano di 1.041 unità, e similmente al solito trend diminuiscono in Europa (-340), mentre aumentano in Africa (+454), America (+259), Asia (+636), Oceania (+32) [Annuario statistico della Chiesa, Fides, 31/12/2006]. Guardando alla ripartizione continentale, si osserva che a determinare la costante diminuzione siano essenzialmente l’Europa e l’America, e in misura minore l’Oceania. Quindi si può dire che complessivamente la Chiesa resista ancora nel "Sud del mondo" e in America, mentre è in profonda crisi nella vecchia Europa. (pp. 78-80)
• «Questa è una ricerca sulle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa maschile e femminile cattolica che è stata effettuata dal 1965 al 1995 in sei paesi: Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda. […] Per quanto riguarda i candidati al sacerdozio le cifre più allarmanti sono state il -81 % in Olanda e il -54% in Gran Bretagna. Poi per le vocazioni religiose maschili il -82% in Gran Bretagna e il -68% in Francia. Fra quelle femminili il -51 % in Olanda e il -43 % in Gran Bretagna [cfr. R. Stark e R. Finke, Catholic Religious Vocation: Decline and Revival, in “Review of Religious Research”, dicembre 2000 (vol. 42, n.2), Religious Research Association, Galva (Illinois), pp. 125-145]» (p. 81).
• «Le chiese si stanno svuotando. […] Aggiungo ancora qualche dato sul calo dei sacerdoti in Italia, perché c’è da rabbrividire. Secondo le ultime rilevazioni, relative al 2006, i sacerdoti diocesani in Italia sono 33.409. Nel 1978, anno della morte di Montini e Luciani e dell’ascesa al soglio di Pietro di papa Wojtyla, erano 41.627, ovvero il 25 % in più. Un calo notevole, dopo un decennio, quello degli anni ’70, che aveva fatto registrare sì un declino, ma non molto rilevante, dal momento che nel 1971 i sacerdoti erano 42.603, solo mille in più rispetto al 1978. I fattori di questo calo sono ovvi: gli ingressi, ossia le ordinazioni, sono stati di gran lunga inferiori alle uscite, ovvero i decessi […]. Secondo i dati della Conferenza italiana dei superiori maggiori (Cism) pubblicati dall’Annuarium Statisticum, il calo dei sacerdoti religiosi è stato ancora più drastico: da 21.500 nel 1978 a circa 13.000 nel 2007. Il 40% in meno. (p. 82)
• È interessante anche esaminare l’età media dei sacerdoti. […] nel periodo 1978-2006 si sono avute 13.430 nuove ordinazioni, circa 20.000 dei 33.409 sacerdoti in servizio nel 2006, cioè il 60% del totale, è stato ordinato prima del 1978, ultimo anno di pontificato di Montini. Quindi, dal momento che la maggioranza dei sacerdoti è stata ordinata in anni piuttosto remoti, ci dobbiamo aspettare che la loro età media generale sia piuttosto elevata. Si è calcolato nel 2003 un’età media di ben sessant’anni, con quasi il 13 % di ultraottantenni e il 19% scarso con meno di quarant’anni [dati tratti da: L. Diotallevi e S. Molina, La parabola del clero, fondazione Giovanni Agnelli, Torino 2005. Si tratta di uno studio fondato su dati dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero]» (pp. 82-83).
• Azione Cattolica (AC). La più antica organizzazione cattolica laica presente in Italia. […] e la più numerosa. […] nel 1959 eravamo tremilionitrecentosettantaduemila. […] Dopo il Concilio, […] l’Azione Cattolica cominciò un lento ma inesorabile declino e, tra il 1964 e il 1974, passò da 3,5 milioni di iscritti a 600.000. (pp. 97-99)
• Tecnicamente, Comunione e Liberazione nasce da una costola dell’Azione Cattolica […]. Comunione e Liberazione, il cui nome non era nient’altro che il titolo di un volantino distribuito da alcuni universitari nel 1969 […]: mentre la cultura di sinistra dichiarava che la rivoluzione era l’unico cammino possibile per la liberazione dell’uomo, i sostenitori del movimento affermavano invece che quel cammino era possibile solo nella comunione cristiana, con cui si sarebbe potuto avere la vera liberazione. […] CL ha una propaggine business oriented, si chiama Compagnia delle Opere ed è a sua volta una multinazionale presente in 17 paesi. […] Il volume d’affari era impressionante. Talmente ingente la quantità di denaro movimentata nelle "Opere" da attirare l’attenzione della magistratura con inchieste ad ampio raggio come quella denominata "Why Not" condotta da Luigi de Magistris sull’intreccio tra politica, Compagnia delle Opere, Massoneria e varie lobby affaristiche, in cui si scoprì nella sola Calabria un impero da cento milioni di euro intorno a uno solo dei referenti legati alla Compagnia [F. Pinotti, La Lobby di Dio, Chiarelettere, Milano 2010, p. 260 e sgg]. (pp. 105-107).
• Il Movimento dei Focolari. Al suo interno […] il Movimento Gen (Generazione Nuova), dedicato ai giovani, sviluppa tutte le tematiche giovanili compresa la musica. Dal Movimento Gen nascono infatti i complessi musicali internazionali Gen Rosso e Gen Verde, con circuiti di produzione e fruizione di spettacoli basati su musica cristiana. I membri del Movimento Gen, si chiamano a loro volta Gen, partecipano ad attività formative […]. Oltre a questi, vengono organizzati incontri mondiali del movimento che vengono chiamati Genfest. (pp. 108-110)
• Escrívà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, sui libri: «Non comprarne senza chiedere consiglio a persone cristiane, dotte e giudiziose. Potresti comprare una cosa inutile o nociva. Quante volte si crede di portare sotto braccio un libro... e si porta un carico di immondizie!» [J. Escrivà de Balaguer, Camino, n. 339, Rialp, Madrid 1939, p. 132] (p. 117).
• L’Opera è attualmente presente in 68 paesi. Secondo l’Annuario Pontificio del 2009 fanno parte della prelatura 89.904 persone, di cui 1.972 sono sacerdoti, circa il 2%. Sul totale dei fedeli, la percentuale degli uomini e delle donne è approssimativamente la stessa. Attualmente in Italia i fedeli della prelatura sono circa quattromila, uomini e donne, di tutti i ceti sociali. […] Centri e opere apostoliche della Prelatura sono presenti in 27 città italiane. [http://www.opusdei.it] (pp. 122-123]
• La Legione di Cristo fu fondata nel gennaio del 1941 dal sacerdote Marcial Maciel Degollado, in Messico. […] Attualmente il movimento conta 60.000 membri di 37 nazionalità diverse, dei quali 970 consacrati. […] (pp. 125-127)
• Una vicenda piuttosto torbida non avesse portato agli onori delle cronache proprio il fondatore padre Marcial Maciel, […]. Risulta che il giovane padre Maciel, negli anni ’50, avesse incontrato sul suo cammino la vedova più ricca del Messico, Flora Barragan de Garza che, sedotta dal fascino e dalla spiritualità (almeno apparente) del giovane padre, lo ospitò per lunghi periodi nella sua splendida villa a Monterrey. Per padre Maciel fu un vero colpo di fortuna: Flora, infatti, non si limitò a finanziare con generosità i progetti della nascente congregazione, ma introdusse anche il fondatore nel salotto buono dei più ricchi e influenti imprenditori messicani. E padre Maciel seppe mettere a frutto queste conoscenze. Grazie alle donazioni di donna Flora l’intraprendente sacerdote fonderà nel 1954 a Città del Messico la sua prima scuola, il collegio Cumbres. In circa 20 anni la vedova più ricca del Messico donerà a Maciel oltre 50 milioni di dollari. Poi i rapporti si interromperanno e la figlia dell’anziana donna denuncerà il sacerdote per cercare di recuperare almeno in parte l’immensa fortuna della famiglia finita nelle mani dei Legionari. Questo però è solo l’inizio. Maciel ha un occhio particolare per individuare i più promettenti rampolli delle famiglie più ricche del Messico e convincerli a entrare nei Legionari di Cristo. Non è un caso infatti che ai vertici della congregazione, ancora oggi, si trovino i figli degli industriali più importanti del Messico, della Spagna, degli Stati Uniti. A cominciare proprio da padre Luis Garza Medina, vicario generale dei Legionari di Cristo, imparentato con donna Flora e rampollo dell’omonima dinastia al vertice del gruppo Alfa, una delle principali multinazionali del Messico (petrolio, acciaio e telecomunicazioni). […] Inoltre, per statuto la Legione fa sue le eredità, i lasciti, le donazioni destinate ai suoi membri che non possono tenere nulla per sé. Persino gli stipendi dei legionari che lavorano all’esterno sono girati direttamente alla congregazione. Maciel fonda poi il Regnum Christi. […] Investimenti azionari immobiliari, compravendita di palazzi e terreni, prestiti, cessioni: accanto alla spiritualità e alla pastorale, l’attività della Legione di Cristo è accompagnata da una frenetica attività finanziaria […]. Perciò padre Maciel decide di creare una struttura parallela, gestita dai laici del Regnum Christi. È il gruppo Integer: una vera e propria holding […]. Il gruppo Integer gestisce tutto il patrimonio dei legionari e fornisce i mezzi necessari alle diverse strutture e attività. Accanto alle 15 università, ai 43 istituti di studi superiori e ai 175 collegi gestiti dai legionari, c’è un’inestricabile rete di partecipazioni azionarie, fondi, società nazionali e multinazionali molto difficile da ricostruire. […] L’immenso patrimonio della congregazione e del suo fondatore, sulla quale nemmeno i cinque visitatori apostolici inviati da Benedetto XVI sono riusciti a far luce completamente. (pp. 132-133)
• Il Cammino Neocatecumenale. […] nel 2002 il riconoscimento […]. Il Cammino era nato in Spagna verso la metà degli anni ’60. L’ispirazione fu del pittore Francisco José Gómez Argüello Wirtz, detto Kiko, e di Carmen Hernández. […] Così scrive don Marcello Stanzione, vicedirettore di "Petrus": «[…] Riguardo al Cammino, poi, quando uno entra nel movimento Neocatecumenale deve dimenticare le domande. Per lungo tempo non è permesso di porne e, anche quando arriva il momento di chiedere qualcosa, le risposte sono evasive […]. Il miglior allievo per i Neocatecumenali è colui che è a digiuno di nozioni di catechismo, di teologia e di Bibbia, in modo da potergli insegnare tutto quello che pare a Kiko […]. 1) Per i Neocatecumenali la Messa non è un vero "sacrificio", il perpetuarsi del sacrificio della Croce, ma soltanto un banchetto comunitario che celebra la potenza salvifica di Cristo risorto che è bene celebrare non in Chiese consacrate, ma in stanze qualsiasi proprio per far risaltare che è una cena […]. 2) L’unica effigie mariana ammessa è un’icona di vago sapore bizantino, chiamata "Madonna di Kiko". […] tutto il materiale liturgico deve essere disegnato da Kiko. […] 3) L’eliminazione del sacrificio comporta la soppressione del sacerdozio ministeriale, non dovendosi riconoscere altro sacerdozio se non quello di Cristo […]. I preti servono solo a celebrare le Messe secondo le indicazioni liturgiche di Kiko. Il rispetto verso i sacerdoti è solo formale, i veri pastori sono i Catechisti del Cammino che, laici, non si fanno pudore di chiedere, durante gli scrutini, anche ai sacerdoti se si masturbano... […]. 4) I Neocatecumenali dispongono di grosse somme di denaro, che vengono elargite dai loro membri. […] Arrivati a un certo punto del Cammino, i seguaci devono dare le "decime" non sapendo ovviamente dove vanno a finire […]. In gran parte vengono date in elemosina ai vescovi delle Diocesi che ospitano i "kikiani" al fine di accrescere il consenso della Gerarchia nei loro confronti. [M. Stanzione, Neocatecumenali: gnosi e uso del denaro per accrescere il consenso, www.papanews.it, 01/04/2008]» (pp. 136-143).
• oggi la Chiesa sembra essere in carenza disperata di profeti e di martiri. […] La scarsa disponibilità di profeti lungimiranti e credibili ha favorito la diffusione, anche in Italia, dello strano fenomeno dei vip convertiti. […] Claudia Koll, Paolo Brosio, Magdi Allam, Roberto Vecchioni, Nek, Enzo Jannacci, Cristiano De André... […] E la conversione diventa outing. […] È stata Alessandra Borghese alcuni anni fa a lanciarla, […]. Rampolla della ricca famiglia aristocratica romana, spesso ospite di Porta a Porta, dopo una vita burrascosa negli USA, un divorzio, amori, lusso e viaggi in giro per il mondo, la ricca nobildonna è tornata a Roma e ha cambiato vita; la conversione religiosa l’ha spinta a scrivere libri oltre che sulla sua nuova condizione soprattutto su Lourdes. Un altro caso emblematico di conversione abbinata a successo editoriale fu quella di Leonardo Mondadori [L. Mondadori e V. Messori, Conversione. Una storia personale, Mondadori, Milano 2002] (pp. 146-149).
• Nek, Filippo Neviani, che dice di aver riscoperto la fede recandosi nella cittadina della Bosnia Erzegovina anche attraverso la conoscenza con Chiara Amirante, animatrice dell’associazione Nuovi Orizzonti [http://snipurl.com/1w29q9] (p. 150).
• A oggi la Chiesa, non ha riconosciuto Medjugorje come sede di eventi "soprannaturali", anche se la piccola cittadina dell’Erzegovina è diventata di fatto una delle capitali mondiali del turismo religioso (è visitata da circa 1.200.000 pellegrini ogni anno). […] Dei sei veggenti (Mirjana Dragicevic Soldo, Ivanka Ivankovic Elez, Marija Pavlovic Lunetti, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Jakov Colo), quattro donne e due uomini, nessuno è diventato un religioso. Quattro di essi vivono ancora a Medjugorje, Marija Pavlovic ha sposato un italiano e vive a Monza e Ivan Dragicevic si è trasferito a Boston dopo aver sposato una ex miss Massachussets (pp. 150-152).
• Chi, per comprare una villa con piscina, potrebbe permettersi un mutuo di 800.000 dollari da restituire in 6 mesi? La risposta è: Ivan Dragicevic, che ha potuto far costruire la propria casa organizzando costosi viaggi esclusivamente per gruppi di preghiera aderenti alla spiritualità del gruppo di veggenti di Medjugorie. Ivan, dopo un’esperienza di seminario, ha rinunciato alla vocazione nel 1994 per sposarsi a Boston con Laureen Murphy, ex miss Massachusetts 1990. Ora vive parte dell’anno - da ottobre ad aprile - negli Stati Uniti e parte - da maggio a settembre - a Medjugorje, dove lui e la sua famiglia gestiscono una pensione. Perché proprio il periodo maggio-settembre? La possibile risposta a questa domanda andrebbe ricercata tra i pellegrinaggi dell’agenzia di viaggi americana 206 Tours. Tra le varie offerte, infatti, è presente il pacchetto Prayer Experience with Ivan Dragicevic and Family (Esperienza di preghiera con Ivan Dragicevic e famiglia), nel quale viene pubblicizzato e venduto un pellegrinaggio a Medjugorje con alloggio a casa del "veggente". E ovviamente il periodo in cui Ivan è presente a Medjugorje coincide perfettamente con le date prenotabíli per il pellegrinaggio. All’apertura della pagina, spicca la foto di un sorridente Ivan. Poco più in basso, la descrizione dell’offerta. Il pacchetto, stando a quanto pubblicizzato, […] comprenderebbe: incontro con padre Jozo e altri veggenti; colloqui con Ivan nella cappella della casa; Colazione e cena serviti da Ivan e famiglia; Ivan porterà il gruppo sulla collina delle apparizioni per pregare e meditare; Ci saranno molte opportunità di parlare con Ivan durante il tuo soggiorno. E verrebbe promesso che «la famiglia Dragicevic farà del proprio meglio per rendere quanto più possibile piacevole e confortevole il tuo soggiorno». Insomma, più che un pellegrinaggio a Medjugorje sembrerebbe un rendez-vous con il "veggente" stesso. Il tutto per una spesa di 2.750 dollari (circa 1918,60 euro). È attualmente in corso un’inchiesta giudiziaria sulla Prayer Experience. (pp. 153-154)
• Radio Maria. L’emittente, nata nel 1983 come radio parrocchiale, […] è la radio privata italiana con il maggior numero di ripetitori (oltre 850) sparsi in tutto il territorio nazionale. Questo fa sì che la copertura nazionale sia pari (se non superiore) a quella della Rai […]. Ogni anno, a partire dal novembre del 2004, si celebrano le "due giorni di Radio Maria", un evento che prevede il collegamento di tutte le Radio Maria appartenenti alla Famiglia Mondiale […]. Si tratta di un vero evento da guinness dei primati, dal momento che in queste occasioni vengono collegate in diretta oltre 45 emittenti sparse in tutto il mondo. In un sondaggio AudioRadio del 2007 Radio Maria Italia poteva vantare 1.871.000 ascoltatori (all’anno?), battendo di quasi 100.000 unità Radio Capitai e Radio 24. (pp. 155-156)
• Mahatma Gandhi a proposito del proselitismo dichiarò: «Io non credo in chi parla agli altri della propria fede, specialmente se a scopo di conversione. La fede non ammette parole. Bisogna viverla e solo allora potrà accadere che si propaghi da sé» [così in un articolo apparso sulla rivista “Young India” del 20 ottobre 1927, p. 352] (p. 157).
• «Ma lo sai quanti settimanali diocesani abbiamo in Italia? […] «Centottant’otto, con una diffusione complessiva di ottocentomila copie!» [dati FISC, Federazione italiana settimanali cattolici, aggiornati al 2010) […] Ci sono finanziamenti da parte dello stato per i nostri settimanali con un contributo pari a 0,20 centesimi per copia, a condizione che i ricavi pubblicitari di ciascuna testata non superino il 40% del bilancio economico. E ci sono giornali come quelli politici che ricevono molti più finanziamenti di noi.» (pp. 160-161)
• Almeno un quarto dei 2 miliardi di cristiani nel mondo sono pentecostali o fanno parte di movimenti carismatici. Secondo le proiezioni, nel 2025 i cristiani arriveranno a essere 2,6 miliardi. La maggior parte vivrà in America Latina (640 milioni), in Africa (633 milioni), e in Asia (460 milioni) [fonte: World Christian Database, http://snipurl.com/1waebh].
• la Igreja Universal do Reino de Deus (IURD) fondata nel 1977 da Edir Macedo, con un’espansione rapidissima: dopo tre anni i templi erano già diventati 21 in 5 stati del Brasile; nel 1985 erano diventati 195 e nel 1987, dieci anni dopo la fondazione, 356 in 18 stati [R. Mariano, Neopentecostais: sociologia do novo penteconstalismo no Brasil, Loyola, Sao Paulo 1999]. Macedo, dopo aver acquistato inizialmente spazi radio da dieci minuti per promuovere la sua Chiesa arriva a fare un’intera trasmissione su varie radio, poi acquista radio proprie, quotidiani e infine nel 1990 il network brasiliano Tv Record, arrivando a creare in breve tempo un impero delle telecomunicazioni che si estende dal Brasile, al Mozambico, al Portogallo e ad altri paesi. Oggi la Igreja Universal conta ben 6 milioni di aderenti, e oltre 2.000 templi in 46 paesi. (pp. 170-171)
• Teleologicamente, mentre il cattolico prega per ottenere qualcosa, il protestante ringrazia per quello che ha già ottenuto. (p. 171)
• In Italia, la Soka Gakkai vanta tra i suoi aderenti più famosi il calciatore Roberto Baggio, il cantautore Alan Sorrenti, l’attrice Sabina Guzzanti e soprattutto una miriade di personaggi semiconosciuti dello spettacolo. (pp. 176-177)
• Oggi la Soka Gakkai è presente in 135 paesi, in Italia conta oltre 25.000 aderenti con una crescita annua del 10%. (pp. 180-181)
• Fra le tante religioni stava riscuotendo grande successo in Giappone la Happy Science. […] Il nome della religione infatti è Kōfuku no Kagaku, in inglese appunto, Happy Science. Il marchio, una "r" inscritta in una "o", somiglia incredibilmente al simbolo internazionale per "registered", ma in realtà sono le iniziali di Ryūhō Ōkawa, il manager che la fondò nel 1986. Il fondatore, Ōkawa, […] dichiarò quindi di essere la reincarnazione di Buddha, oltre a essere in contatto con gli spiriti di Maometto, Cristo e Confucio, e che la sua missione era quella di portare la felicita all’umanità. […] L’utilizzo dei media da parte di questa religione è ovviamente massiccio e intensivo, senza risparmio di mezzi economici, considerando l’uso della principale agenzia di pubblicità giapponese, il colosso multinazionale Dentsu. Inoltre, c’è un’abbondante esposizione mediatica del fondatore […] produce numerosi film e cartoni animati scritti da lui stesso [T. Astley, The Transformation of a Recent Japanese New Religion: Okawa Ryuho and Kofuku no Kagaku, “japanese Journal of Religious Studies”, Tokyo 1995, 22/3-4]. A tutto questo si aggiunge la miracolosa produzione di saggi e trattati di Ōkawa che, in pochi anni, ha scritto e pubblicato oltre 600 volumi. (pp. 183-186)
• Il pagan pride «È il festival della paganità, dove si riuniscono tutti i gruppi presenti in Italia, per far vedere che ci sono, eseguono alcuni riti dimostrativi all’aperto. […] Riti dedicati alla terra, agli spiriti elementari...» (p. 194).
• Secondo un’indagine del 1999, effettuata su un campione di 600 persone in Italia, risulta che l’interesse per le pratiche magiche coinvolge il 22% (corrispondente a oltre dieci milioni) degli italiani. Il giro di affari è notevole: si parla di 832 miliardi spesi per consulti e pratiche magiche, 66 miliardi per testi specializzati, 38 miliardi per riviste e 7 miliardi per filmati su temi magici [SWG-Confesercenti]. (pp. 194-195).
• In Italia […] la comunità Damanhur che riunisce cinque comuni del Canavese che battono moneta e praticano i loro culti in un enorme spettacolare tempio costruito sottoterra’’ [http://www.tempio.it].
• Gli atei, […] fanno marketing anche loro. […] Nel gennaio del 2009, la British Humanist Association [http://www.humanism.org.uk/bus-campaign] lanciò una sua campagna di pubblicità dinamica (sugli autobus) in risposta a una campagna terroristica cattolica con uno slogan che recitava: «Probabilmente Dio non esiste. Adesso smetti di preoccuparti e goditi la vita». All’inizio era stata ideata soltanto per girare su Londra, ma venne presto adottata in tutta l’Inghilterra e in seguito negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna, in Germania, in Svizzera, in Canada, in Brasile, in Croazia, in Finlandia e in Svezia. In Italia fu riadattata dall’UAAR (Unione atei agnostici e razionalisti) con il titolo: «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». L’UAAR decise di lanciare la sua campagna a Genova, la diocesi guidata dall’attuale presidente della conferenza episcopale italiana, monsignor Bagnasco. […] il cardinale Bagnasco si è detto "ferito" e la concessionaria della pubblicità sugli autobus genovesi ha censurato lo slogan. L’UAAR ha così presentato un nuovo slogan, una sorta di testimonianza di quanto accaduto: "La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. Quella ottima, è che credono nella libertà di espressione". […] L’UAAR sostiene che gli atei e gli agnostici in Italia siano milioni, «come dicono le inchieste sociologiche», ma non produce né dati né fonti […].(p. 204)
• Tra le altre realtà atee presenti in Italia, spicca per il suo attivismo l’Associazione per lo sbattezzo [http://snipurl.com/1w9p26] […]. Fornisce tutte le indicazioni necessarie a orientarsi burocraticamente nel caso si scelga di sbattezzarsi. Non lo effettua direttamente (perché altrimenti, per loro, sarebbe come diventare una seconda Chiesa) ma non si riesce a comprendere che senso abbia sbattezzarsi se non si crede più. Significa, paradossalmente, continuare a dare un valore al battesimo. (p. 204)
• Nell’antica Cina, si credeva che in una nuvola carica di energia statica che passava in cielo ci fosse in realtà un enorme "drago volante". (p. 211)
• Indagine Gallup fatta negli Stati Uniti sulla consumer satisfaction dei credenti rispetto alla propria fede, ovvero sul rapporto fra religiosità e "salute emotiva" (nella statistica sono inclusi anche i credenti non praticanti) [Gallup-Healthways Wellbeing Index; dati percentuali raccolti dal 2 gennaio 2009 al 28 luglio 2010]. […] Gli ebrei hanno il più alto grado di "benessere emotivo" fra tutti i gruppi di fede esaminati, mentre i protestanti il più basso. In alcune religioni i non praticanti sono più felici di coloro che praticano moderatamente. Gli atei, agnostici e non religiosi, sono mediamente più felici dei cattolici. (pp. 226-227)
• Sesto rapporto sulla secolarizzazione presentato nel novembre 2010 dall’osservatorio laico creato dalla CGIL-Nuovi diritti e la fondazione «Critica Liberale». […] negli ultimi 17 anni dal 1991 al 2008, […] nella società italiana si è verificato […] un progressivo processo di secolarizzazione. Come ha commentato Marco Politi: «[…] gli istituti confessionali attirano sempre meno gli italiani. [...] Interessante è l’incremento degli studenti delle università cattoliche: dal 1991 al 2004 sono passati da 52.000 a 56.000. […] Nel periodo preso in esame (tra il 1991 e il 2008) i divorzi sono aumentati da 23.000 a 54.000 e le separazioni dei matrimoni concordatari - celebrati tra coniugi ufficialmente di fede cattolica - sono arrivate a quota 58.000. Parallelamente sono raddoppiati i matrimoni civili: erano circa 10.000 ora sono oltre 25.000. Più interessante ancora è il calo dei matrimoni concordatari rispetto alla totalità delle nozze celebrate. Se nel 1991 si “sposava in chiesa" l’82% delle coppie ora sono scese al 63 %. Particolarmente interessante è osservare il calo dei battesimi dei bimbi al di sotto di un anno, assestatosi al 71 %, con una diminuzione di diciotto punti rispetto all’inizio del periodo esaminato. E se poi c’è anche un altro 7 % di bambini fino ai sette anni, che si battezzano tardivamente, resta il fatto che nell’Italia propagandata insistentemente come "cattolica" un 20% dei nati non viene battezzato [...]. (pp. 229-230)
• L’"8 per mille" (con varie oscillazioni) porta all’istituzione ecclesiastica circa mille milioni all’anno. Ma le donazioni sono in calo sia come cifra (da 21.200 milioni a 16.562 milioni) sia come numero di donatori (da 185.000 a 155.000) sia come livello medio dell’offerta, sceso attualmente a 98 euro. […] (pp. 229-230)
• Sul piano interno della Chiesa rimane costante l’emorragia dei sacerdoti. In diciassette anni la Chiesa italiana ne ha persi quasi diecimila (da 57.274 a 49.023). Drammatico il crollo delle suore, la vera "Fanteria della Chiesa". Erano 125.800, oggi sono 95.000. Non a caso si sono triplicati, invece, i diaconi: da 1.146 sono aumentati a 3.690. Per loro, infatti, è possibile avere una famiglia. Impetuosa è, infine, la crescita dei catechisti, uomini e donne impegnati nella vita parrocchiale. Da 75.000 nel 1996, sono arrivati nel 2008 a 232.000» [M. Politi, La ricerca: gli italiani lasciano le scuole cattoliche, in Il Fatto Quotidiano, 26/11/2010]. (pp. 229-230)
• I ricomincianti. […] Accoglie i recommençants, i "ricomincianti", coloro che dopo un lungo periodo di lontananza dalla Chiesa e dalla fede esprimono il desiderio di tornare, di provare nuovamente. […] In media la fascia prevalente di chi "bussa" è in età compresa tra i trenta e i quarantacinque anni. […] L’unico limite di questo approccio è proprio nel rischio che dopo essere riusciti a recuperare il consumatore, questo scopra, dopo qualche tempo, che il prodotto era rimasto lo stesso di quando l’aveva abbandonato […]. (pp. 230-231)
• Atletas de Cristo. Furono João Leite da Silva Neto (o goleiro de Deus, il portiere di Dio), e Baltazar Maria de Moraes jr (o artilheiro de Deus, il bomber di Dio) a fondare nel 1978 il movimento religioso evangelico degli Atletas de Cristo. […] Lo scopo […] era: «Organizzare un ente evangelico capace di diffondere il cristianesimo attraverso lo sport [www.atletasdecristo.org]». Il fenomeno esplose nel giro di pochi anni in Brasile e poi in molti altri paesi del mondo. João Leite raccontò in un’intervista che l’opera di proselitismo iniziò distribuendo copie della Bibbia agli avversari prima di ogni partita [la notizia è riportata nel libro di A. Dias Ribeiro, Atletas de Cristo, Mundo Cristão, São Paulo 1994. Ribeiro, pilota automobilistico brasiliano di Formula 1, fu uno dei primi adepti e ideologi degli Atleti di Cristo. Fervente credente, era solito correre, con la scritta "Jesus Saves" (’Cristo salva"), applicata a grandi caratteri sulla vettura]. […] Gli Atleti di Cristo fanno professione di fede in campo (esprimendola pubblicamente con il segno di croce, mettendosi in ginocchio per una preghiera all’inizio o alla fine dell’evento sportivo, o dedicando la vittoria a Dio). […] Il logo degli Atleti di Cristo è un pesce (antico simbolo cristiano) con all’interno un cerchio: «Il cerchio rappresenta una palla, uno stadio, una ruota di automobile o di bicicletta, la necessità di costante dedizione, nella vita cristiana, nel vigilare e pregare senza sosta; nello sport, dell’allenamento costante. I colori del logo sono giallo oro e nero e il pesce va sempre da sinistra verso destra [Estratto dal regolamento interno degli Atleti di Cristo, cap. V]». Lo slogan degli Atleti di Cristo è: «Amando il Signore. Correndo insieme. Arrivando a molti». L’organizzazione è diventata ricca e potente in pochi anni. Fanno furore i meeting nei palasport […]. Si accede con un biglietto di ingresso di pochi real (la moneta brasiliana) e si esce con gadget di tutti i tipi con il logo degli Atleti di Cristo (magliette, cappellini, tute sportive, quaderni, orologi) che si acquistano per cifre decisamente più consistenti. Sulla home page del sito italiano degli Atleti di Cristo c’è addirittura un link che si chiama MERCHANDISING dove si viene rimandati ad alcuni siti che commercializzano on line cd di musica sacra, libri tradotti in varie lingue e altri prodotti che rimandano anche al sito www.evangelici.net dove è possibile fare donazioni e conoscere la rete dei centri di culto sparsi in Italia. […] Si specifica che gli Atleti di Cristo sono un ente non profit e che tutto va a sostegno di cause benefiche. […] In Italia, Nicola Legrottaglie, che non ha fatto mistero del suo ritorno al cristianesimo e della sua conversione alla Chiesa evangelica grazie agli Atleti di Cristo, ha venduto oltre 50.000 copie del suo primo libro, Ho fatto una promessa. Perché la fede ha cambiato la mia vita [Piemme, Casale Monferrato 2009], e quasi 30.000 copie del suo secondo libro, Cento volte tanto. Con la fede vivo meglio [Piemme, Milano 2010]. […] Gira L’Italia […], chiamato […] anche dai parroci e da numerose polisportive e associazioni cultural-ricreative di matrice cattolica. In Italia, il movimento ha raggiunto notorietà dopo la dichiarazione di appartenenza di Kakà, dell’attaccante del Cagliari Nené, di Felipe Melo, Edison Cavani e Rubinho. (pp. 231-235).
• Nel 1987, il libro Força para viver vende, solo in Brasile, tre milioni di copie, distribuite dall’Atleta di Cristo Silas […]. Nel 1990 una delle riviste brasiliane di maggior successo considera gli Atleti di Cristo il più importante movimento religioso della decade degli anni ’80. Nel 1997 gli Atleti di Cristo producono il video O Brasil vai ganhar a pròxima Copa? ("Il Brasile conquisterà la prossima coppa?") che contiene interviste di calciatori cristiani che hanno vestito la maglia verdeoro brasiliana. Il video è tradotto in più di 10 lingue e viene distribuito in tutto il mondo. Nel 1989, Maria de Morais Baltazar Junior (calciatore che giocò con l’Atlético Madrid dal 1988 al 1990) viene indicato in un sondaggio come il cristiano più conosciuto in Spagna negli ultimi cent’anni. Nel 1994, più di un terzo della popolazione della Terra assiste al gesto di Taffarel, che si inginocchia per ringraziare Dio della vittoria in finale ai calci di rigore contro l’Italia: verranno prodotti video e libri per spiegare il perché di quel gesto di fronte al mondo intero [Numeri e cifre sono citati nel volume citato di Alex-Dias Ribeiro e nel sito ufficiale brasiliano] (p. 235).
• Sentinelle del mattino. Il metodo è stato importato dagli Stati Uniti da don Andrea Brugnoli, […]. Si organizzano happy hour, missioni di spiaggia (con chiesa gonfiabile), serate "una luce nella notte" in cui gli evangelizzatori per strada segnalano ai giovani passanti la possibilità di entrare in una chiesa tenuta aperta con musica soffusa e luci basse ecc. […] C’è anche un po’ di marketing stile Tupperware nel corso per iniziare le cellule di sentinelle (CelS): «Trova almeno 5 amici e a casa tua dedica cinque serate alla visione di questo corso. Poi prendi contatto con Sentinelle International per iniziare ufficialmente una cellula riconosciuta». (p. 237)
• Parco religioso di Sulmona [http://parcoreligiososulmona.it]. L’idea di creare una "Disneyland del sacro" è venuta a Franco lezzi, direttore del nucleo industriale di Sulmona, ed è ancora nella fase di definizione del masterplan. L’area interessata presenta una superficie di 850.000 metri quadrati in uno scenario naturale di grande bellezza nei pressi dell’eremo di Celestino V. Il progetto prevede il contributo di architetti di fama mondiale, […] come Jean Nuveal e Richard Meier […]. Comprenderà strutture ricettive, negozi e stores di articoli sacri, un centro congressi, un centro studi interreligioso, e perfino un master di design del sacro. (p. 238)
• Catholics Come Home ("cattolici tornate a casa"). È un nuovo portale voluto dall’esperto di marketing e comunicazione Tom Peterson, dal cardinale John Patrick Foley e da alcuni vescovi, […]. È dedicato al recupero delle pecorelle smarrite ma anche all’evangelizzazione e all’accoglienza di quelle nuove. Nella home page spiccano tre pulsanti: "ERO UN CATTOLICO, perché dovrei tornare?", "NON SONO CATTOLICO, sono protestante o non religioso", e "SONO CATTOLICO, vorrei far crescere la mia fede". All’interno c’è un servizio di consulenza on line su tutti i problemi della vita e della fede, un blog, uno shop e supporti audiovisivi per l’evangelizzazione acquistabili direttamente dal sito. (pp. 238-239)
• First Baptist Church di Fort Lauderdale [http://fbcnet.com] che riesce a riportare letteralmente la gente in parrocchia creando una marea di eventi, organizzando addirittura ogni sabato sera cene per le famiglie con serata danzante e giochi per i bambini presso un ristorante convenzionato a soli 5 dollari a persona. Dal sito si possono scaricare apps per iPhone e iPod e in parrocchia non ci sono panche di legno ma comodi sofà neri, luci soffuse, una fila di consolle di Xbox, oltre a un palco dove la domenica si esibiscono "christian rapper" e rock band e a un free bar analcolico. (p. 239)
• Nel novembre del 2006 fu fondata ed edificata la prima cattedrale anglicana nell’isola di Epiphany su Second Life [http://slangcath.wordpress.com]. L’idea fu del reverendo Mark Brown (Ariantho Arkin) […]. La cattedrale e la cappella sono aperte 24 ore su 24, ogni domenica mattina c’è una sessione di studio biblico, e inoltre si organizzano corsi e gruppi di discussione. Dal 2006 a oggi sono sorte oltre 100 chiese cristiane su Second Life e i pastori e i sacerdoti che si succedono nella loro gestione dedicano mediamente dalle 10 alle 16 ore settimanali a questa attività di evangelizzazione virtuale. (pp. 239-240)
• Piazza San Pietro. […] una notevole porzione del colonnato era coperta, sia in altezza sia in larghezza, da un gigantesco cartellone pubblicitario! […] La ditta che si era aggiudicata l’appalto da 14,4 milioni di curo per riportare il colonnato del Bernini, ora coperto con una tinta color ocra, al colore bianco originario, era l’Italiana Costruzioni dei fratelli Navarra, e avrebbe dovuto provvedere da sola a reperire anche le risorse finanziarie, ovviamente con la vendita di spazi pubblicitari sui ponteggi [Il segretario generale del governatorato, organo amministrativo del Vaticano, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha stabilito anche il numero massimo dei maxi poster (tre) e il loro contenuto (solo pubblicità istituzionale, niente alcolici né biancheria intima). La fine dei lavori è prevista entro ottobre 2012.] Un lavoro smisurato che riguardava non solo le 244 colonne della piazza ma anche le sue 140 statue, lavoro per il quale il papa re, nonostante le ricchezze di cui disponeva il suo regno, non avrebbe speso un centesimo. (p. 252)
• Il Vaticano è stato fra i primi utenti ad avere un sito web, e la comunicazione con la posta elettronica fra conventi di clausura esiste ormai da una ventina d’anni. Perfino l’ufficio benedizioni del Vaticano oggi si è dotato di un servizio digitale e per avere una benedizione via mail basta scrivere a: papalblessing@elemos.val. [A. Smoltczyk, Vatikanistan, Viaggio alla scoperta dello Stato più piccolo (e più potente) del mondo] (pp. 255-256)
• Ci sono sacerdoti che si comportano nel virtuale esattamente come nel reale e prima di inaugurare un sito, ad esempio, lo benedicono, come ha fatto padre Amorth, l’esorcista del Vaticano, che ha consacrato così il suo portale dedicato all’esorcismo: «Sotto il vostro patrocinio, e invocando il mistero della vostra Immacolata Concezione, o Madre dolcissima, io intendo affidarvi questo mio sito e porlo, così, sotto la specialissima protezione del vostro Sacro Cuore Immacolato, attraverso il quale io protesto di avere in mira il principio di lavorare per diffondere, quanto meglio potrò, l’onore di Dio e il vostro culto. Vi prego adunque, Madre e Vergine amorosissima, sede della Sapienza, di accettare come mio dono il sito che vi sto presentando, che ho chiamato Esorcismo e preghiere di liberazione, custodendolo con le vostre Grazie e con l’Amore del vostro Cuore Immacolato. Io poi come di dovere, piamente e di buon cuore, prometto che quanto di buono succederà, tutto lo reputerò ricevuto dalla vostra intercessione presso Dio. Così sia!» [http://esorcismo.altervista.org/consacrazione.htm]. Il sito presenta poi dei servizi utili per denunciare siti blasfemi, oppure per trovare un esorcista nella propria zona. (p. 256)
• Sacerdoti "tecnologici". Don Paolo Padrini, 37 anni, parroco di Stazzano, paesino di 2.391 abitanti della provincia di Alessandria e consulente del Vaticano per i nuovi mezzi di comunicazione. Quando è uscito l’iPad della Apple, ha pensato di adottarlo come nuovo supporto per il messale: così è nato iBreviary [http://www.ibreviary.com/new], un’applicazione che consente di scaricare su iPhone e iPod le preghiere quotidiane, suddivise secondo l’ordine tradizionale del breviario cattolico. L’iniziativa ha avuto subito successo: a oggi, il breviario digitale è stato scaricato sull’iPhone da oltre 250.000 utenti in tutto il mondo. […] L’applicazione, è gratuita, ed è disponibile in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e latino. (pp. 256-257)
• Il 3 agosto del 2006 […] Suzanne Vega diede il suo concerto in un auditorium virtuale. (p. 258)
• Sensi artificiali. In Giappone l’equipe di ricercatori guidata dal professor Michitaka Hirose del Research Center for Advanced Science and Technology della Tokyo University ha messo a punto un sistema di realtà virtuale […] sui "sensi artificiali". Il sistema consente di variare il sapore di un biscotto, utilizzando informazioni visive e olfattive. Hirose: «[…] A partire dalla possibilità di indossare il computer (che si trova all’interno del casco per la realtà virtuale) abbiamo sviluppato un dispositivo che riproduce i sapori digitalmente e quindi amplia l’orizzonte della realtà virtuale». Il protagonista dell’esperimento, è stato definito "meta-cookie", ovvero "meta-biscotto". La sua posizione viene rilevata da una telecamera posta sul casco e grazie alla realtà aumentata è possibile variarne l’aspetto trasformandolo di volta in volta in biscotto al limone, alla crema, al cioccolato. Le variazioni vengono accompagnate dall’emissione di un mix di sette aromi attraverso le cannule del visore che, ingannando l’olfatto, permettono di sperimentare il gusto del biscotto psicologicamente [B. Ballardini, La ricerca del senso virtuale, in «Il Sole 24 Ore», Nova 24, 06/01/2011, p. 5] (pp. 260-261)
• Religioni artificiali. Già nel 2003 uno studio sulle nuove religioni riportò che in Inghilterra gli aderenti alla religione Jedi erano ben 390.000, più degli ebrei e dei sikh [A. Possamai, Alternative Spiritualities, New Religious Movements and Jediism in Australia, in «Australian Religion Studies Review», 16 (2), 2003, p. 74]. Ora, il dato di per sé non sarebbe particolarmente preoccupante se non fosse che la religione Jedi non esiste: non è altro che il culto praticato dai protagonisti della saga cinematografica Guerre Stellari subito ricostruito e codificato dal pubblico. (p. 263)
• Benedetto XVI: "La Chiesa non è un’impresa finalizzata al profitto" [Luce del Mondo. Il papa, la Chiesa e i segni dei tempi, Una conversazione con Peter Seewald, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010, p. 110].