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 2011  novembre 07 Lunedì calendario

Dopo trent’anni di politica del figlio unico, che vede la maggior parte delle famiglie cinesi autorizzate ad avere un solo figlio (eccezioni solo in alcune zone di campagne se la prima gravidanza ha prodotto una femmina o nei matrimoni fra due figli unici), la Cina si ritrova ad affrontare le impreviste conseguenze del modo in cui ha scelto di ridurre la popolazione

Dopo trent’anni di politica del figlio unico, che vede la maggior parte delle famiglie cinesi autorizzate ad avere un solo figlio (eccezioni solo in alcune zone di campagne se la prima gravidanza ha prodotto una femmina o nei matrimoni fra due figli unici), la Cina si ritrova ad affrontare le impreviste conseguenze del modo in cui ha scelto di ridurre la popolazione. La nota scarsità di donne sta portando all’aumento di agenzie matrimoniali che procurano mogli straniere a scapoli disposti a pagare. Si tratta di agenzie che agiscono in modo legale e aperto e che offrono in particolare donne vietnamite a uomini delle campagne cinesi, promettendone la verginità e docilità e la sostituzione con altre ragazze se dovessero fuggire. A questo si accompagnano però frequenti casi di tratta di donne, prelevate sia nella stessa Cina che nei Paesi confinanti. Ora la stampa cinese annuncia che la polizia dello Hebei, nel Nord della Cina, ha liberato 3500 donne e bambini rapiti da trafficanti negli ultimi due anni. Fra le donne costrette a unioni clandestine per assicurare una progenie a scapoli che pagano migliaia di euro, ce n’erano 206 straniere, portate in Cina da reti criminali che operano alle frontiere con la Mongolia, la Corea del Nord, la Birmania e il Vietnam. Sui giornali cinesi non è raro leggere storie angoscianti di donne rapite per strada o ingannate con la promessa di un lavoro, che si ritrovano in cattività in aree rurali lontane, tenute prigioniere per scongiurarne la fuga. I casi che finiscono sulla stampa però sono esclusivamente quelli che si concludono con la liberazione delle donne, lasciando dunque in ombra la reale entità del problema. Le statistiche ufficiali riferiscono che nel 2010 sono nate 100 bambine ogni 118 bambini: conseguenza in parte degli aborti selettivi – illegali ma ugualmente molto diffusi – e in parte dell’infanticidio femminile, che negli ultimi tempi però è in significativo calo, grazie alle tecnologie capaci di accertare presto il sesso del nascituro. L’attuale campagna contro il traffico di persone, iniziata nel 2009, ha portato la polizia a sgominare 429 gruppi criminali e ad arrestare 556 persone, secondo le dichiarazioni di Yang Zeli, membro della pubblica sicurezza della provincia dell’Hebei, riportate dalla stampa cinese. Lo stesso giorno la polizia nello Shandong ha dichiarato di aver arrestato un’altra gang che imprigionava donne per avere figli per conto di altri, disposti a pagare per l’adozione di un bambino. I maschietti erano valutati fino a 50.000 yuan (quasi 6000 euro), mentre le bambine arrivavano al massimo a 30.000 yuan (circa 3500 euro).