Maurizio Lupo, La Stampa 6/11/2011, 6 novembre 2011
«L’Italia non si lancerà alla conquista di Venezia. L’esercito non è pronto all’impresa. Sarebbe una follia tentarla»
«L’Italia non si lancerà alla conquista di Venezia. L’esercito non è pronto all’impresa. Sarebbe una follia tentarla». E’ quanto scrive il presidente del Consiglio Bettino Ricasoli, mercoledì 6 novembre 1861. Invia una lettera a Costantino Nigra, ambasciatore a Parigi, affinché rassicuri Napoleone III in merito. Raccomanda però a Nigra d’insistere con l’imperatore affinché si faccia mediatore con il Papa per una convenzione che permetta all’Italia di avvicinarsi a Roma. Al Pontefice e alla Francia, che con proprie truppe presidia lo Stato Pontificio, si propone una «guarnigione mista di truppe italiane e francesi in Corneto, Acquapendente, Viterbo, Velletri, Frosinone e Terracina». Vengono giustificate al fine di impedire che «banditi», arruolati a Roma dal deposto Re Francesco II di Napoli, facciano scorrerie nel territorio italiano. «Mettono a rischio la pace» e creano ormai imbarazzi anche a Parigi. Sono proposte che Londra considera ragionevoli. Lord John Russell, il primo ministro britannico, ne ha parlato con Massimo d’Azeglio. Ritiene che una «convenzione fra Papa e Torino» sia opportuna. «Penso - scrive Russell che il meglio che Ricasoli possa fare sia di scrivere le sue proposte su un “libro verde” di pubblica consultazione. Le condizioni offerte al Papa mi sembrano più buone che mai. Ma è interesse dell’Italia che il Papa resti a Roma. E’ probabile che il prossimo Papa sia italiano non solo di nascita, ma anche di sentimenti».