varie, 6 novembre 2011
Evelina Clanetti, 74 anni. Di origini veneziane ma residente da una vita a Genova, diabetica e malata di Alzheimer, due figli, da tempo non usciva più di casa e da qualche giorno aveva pure smesso di mangiare
Evelina Clanetti, 74 anni. Di origini veneziane ma residente da una vita a Genova, diabetica e malata di Alzheimer, due figli, da tempo non usciva più di casa e da qualche giorno aveva pure smesso di mangiare. Ad accudirla con amore ci pensava il marito Fausto Voltolina, tappezziere in pensione di 77 anni, «uomo mite dallo sguardo triste» che però, da quando era stato operato per un cancro alla gola, «martoriato dal continuo via vai in ospedale» s’era stufato di stare al mondo. L’altro giorno, disperato anche per via dell’alluvione che aveva lasciato la sua casa senza elettricità costringelo ad affaccendarsi alla pallida luce delle candele, il Voltolina si avvicinò in punta dei piedi al letto della moglie che dormiva e le strinse le mani attorno alla gola finché non smise di respirare. Poi, per esser certo d’averla uccisa, le tagliò con un coltello le vene. Quindi telefonò a un amico per dirgli cos’era accaduto e subito dopo si ficcò una lama nella gola, senza però riuscire ad ammazzarsi. Ai poliziotti, più tardi, spiegò: «L’ho uccisa io, avevo paura di morire e lasciarla sola. Dopo averla strangolata le ho tagliato i polsi perché temevo che non fosse morta, che agonizzasse». Prima dell’alba di martedì 8 novembre al civico 5 di corso De Stefanis a Marassi, Genova.