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 2011  novembre 04 Venerdì calendario

Romani e milanesi, baby-cafoni da record - L’immagine-simbolo del bam­bino molesto si nasconde in una scena del film «Vacanze d’inver­no », quando il ragionier Moretti (Alberto Sordi) arriva nel più lus­suoso hotel di Cortina accolto da un bimbo vestito da alpino che gli ri­fila un calcione negli zebedei; Al­bertone fa il superiore, ma accusa il colpo e allontanando il piccolo gli fa: « A bimbè, ma nun ce l’hai la mamma? Va da mamma, va

Romani e milanesi, baby-cafoni da record - L’immagine-simbolo del bam­bino molesto si nasconde in una scena del film «Vacanze d’inver­no », quando il ragionier Moretti (Alberto Sordi) arriva nel più lus­suoso hotel di Cortina accolto da un bimbo vestito da alpino che gli ri­fila un calcione negli zebedei; Al­bertone fa il superiore, ma accusa il colpo e allontanando il piccolo gli fa: « A bimbè, ma nun ce l’hai la mamma? Va da mamma, va... ». Non sappiamo se tra gli alberga­tori int­ervistati per stilare la classifi­ca dei baby clienti più indisciplina­ti d’Europa ci sia anche quello di Cortina, ma di sicuro pure lui su una certa precoce maleducazione ne avrebbe da raccontare. Che poi­diciamolo - a risultare veramente insopportabili non sono i compor­tamenti delle carognette di turno, ma quelli dei suoi genitori: mam­me e papà che, dinanzi alle peggio­ri malefatte delle loro creature, si stampano sulla faccia la solita espressione tollerante, quasi a dire «poverino, ha soli 6 anni... va capi­to... ». Ma come, lui - il 6enne- già si comporta da teppista e loro- i geni­tori - non lo bloccano? E se poi uno dei presenti (magari vittima dei bli­tz del vandalo in erba) si permette di arginarne le intemperanze, ecco che i genitori fanno pure gli offesi: «Senta lei, perché sgrida il nostro cucciolo?». Sì, di rottweiler... Scenate, capricci, attacchi isteri­ci sotto gli occhioni amorevoli del­la mammina e l’ostentata indiffe­renza del papino. Fatto sta che uno studio dell’associazione «Donne e qualità della vita», condotto su un campione di 500 albergatori euro­pei, fornisce un giudizio impieto­so: per il 66% del campione i mar­mocchi italiani in vacanza sono giu­dicati più cafoni dei loro coetanei degli altri paesi. A contendersi la palma dell’inci­viltàsono, quasiapari«merito»,ifi­gli dei romani (19%) e dei milanesi (17%), seguiti dai pargoli dei napo­­letani, malgiudicati dal 14% degli intervistati, dei torinesi (13%), dei bolognesi (11%), dei baresi (10%), dei palermitani (8%) e dei calabresi (7%). Tra i più educati i fiorentini e gli umbri, che incassano appena il 3% dei giudizi negativi, seguiti dai veneziani con il 5%. Ai marmocchi italiani gli alberga­tori europei rimproverano di esse­reirrispettosineiconfrontideglial­tri ospiti dell’albergo. Viene conte­stata nel 22% dei casi l’eccessiva vi­vacità fuori luogo: urla, parolacce e schiamazzinellestanzeeneglispa­zi comuni. Nel 20% dei casi gli alber­gatori denunciano corse nei corri­doi e nella hall, nel 17% danni alla struttura (scritte sui muri, oggetti rotti, ecc). A tavola, secondo il 15% degli intervistati, i bambini italiani risultalno particolarmente odiosi: voce troppo alta, lamenti, corse tra i tavoli. Per il 12% del campione i bambini italiani trovano diverten­te giocare con l’ascensore, mentre il 9% condanna l’abitudine di tene­re alto il volume di tv e radio nelle stanze. Quali sono, invece, i bimbi più amati? Secondo gli albergatori eu­ropei i figli degli svedesi sono i più educati e rispettosi (27%), seguono i danesi e gli svizzeri. Ben giudicati per buon condotta anche gli irlan­desi (19%) e i figli degli inglesi (15%). Meno bene, ma comunque giudicati meglio degli italiani, i bambinispagnolierussi, checondi­vidono il 12% dei consensi. Ma quali sono le buone regole da seguire durante un soggiorno in al­bergo? Al primo posto c’è la guerra ai rumori molesti. Quindi, anche all’interno della propria camera, niente televisione e radio al massi­mo, niente grida, strilli, lamenti, mugolii. Stessa regola negli spazi comuni dell’albergo: tenere a bada l’esuberanza dei propri figli e limi­tare gli schiamazzi nei corridoi e in ascensore. Se poi, al culmine dell’esaspera­zione, vi viene voglia di rifilare a chi sapete voi un sonoro ceffone, fare pure... Ma, se siete in Svezia, state attenti a non farvi vedere da nessu­no. Potreste finire in galera...