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 2011  novembre 04 Venerdì calendario

Prove di guerra all’Iran Israele pronto a colpire l’atomica degli ayatollah - Incontri ministe­riali ad alto livello, divisioni inter­ne nell’establishment militare e politico, esercitazioni militari, im­minenti rivelazioni sul program­ma nucleare dell’Iran, minacce di Teheran, fughe di notizie israelia­ne

Prove di guerra all’Iran Israele pronto a colpire l’atomica degli ayatollah - Incontri ministe­riali ad alto livello, divisioni inter­ne nell’establishment militare e politico, esercitazioni militari, im­minenti rivelazioni sul program­ma nucleare dell’Iran, minacce di Teheran, fughe di notizie israelia­ne. Nelle ultime ore, in Israele, i giornali e i siti internet hanno se­guito con ansia le notizie in arrivo dall’interno del gabinetto più ri­stretto di super ministri, quello che assieme al premier Benjamin Netanyahu e al ministro della Dife­sa Ehud Barak prende decisioni in materia di sicu­rezza. Netan­yahu e Barak sarebbero vici­ni a ottenere l’appoggio del­l­a maggior par­te dei ministri per un attacco contro le instal­lazi­oni nuclea­ri iraniane. Avi­gdor Lieber­man, ministro degli Esteri, finora contrario a un’azione militare,sa­rebbe pronto a votare in favore. Il vice premier Moshe Ya’alon con­ta invece sull’effetto delle sanzio­ni della comunità internazionale e chiede ai colleghi pazienza. Queste discussioni all’interno del ristretto gruppo di uomini del governo sarebbero dovute rima­nere segrete, eppure ieri, i titoli dei giornali israeliani erano con­centrati su una possibile non lon­tana operazione militare contro l’Iran. C’erano perfino sondaggi che raccontavano come il 41% de­gli israeliani sia favorevole a un at­tacco, anche se l’80% crede che possa portare a conflitti con Hezbollah nel Sud del Libano e Hamas a Gaza. La stampa nazio­nale ha sottolineato un legame tra un possibile attacco e recenti ma­novre dell’esercito: la settimana scorsa l’aeronautica israeliana ha simulato un attacco a lungo rag­gio nella base Nato di Decimo­mannu, in Sardegna; mercoledì in pieno giorno è stato testato un missile a lunga gittata e ieri le sire­ne hanno suonato nella mattina di Tel Aviv, per la simulazione di un attacco missilistico contro civi­li. Secondo il governo e i militari si tratta soltanto di esercitazioni di routine. Per Ephraim Kam, vice rettore dell’Istituto per gli studi di sicurezza nazionale dell’universi­tà di Tel Aviv, le esercitazioni han­no una connessione con gli avve­nimenti anche se, spiega, quando un governo prepara un attacco mi­­litare conta sull’effetto sorpresa e non si azzarda a far trapelare noti­zie, come successo in Israele. «L’idea principale dietro alle indi­screzioni è quella di spingere gli iraniani a cooperare con l’Agen­zia internazionale per l’energia atomica e fare pressioni affinché la comunità internazionale im­ponga sanzioni più dure». Le fu­ghe di notizie in Israele - che se­condo un quotidiano kuwaitiano sarebbero effetto di faide politi­che all’interno dell’establish­ment della sicurezza - arrivano a pochi giorni dalla pubblicazione di un «forte» rapporto del­l’Aiea, che usci­rà l’8 novem­bre, in cui l’agenzia parle­rebbe di scopi militari del pia­no atomico, ri­velano fonti del francese Figa­ro . Gli iraniani sostengono che il programma ab­bia invece scopi civili. Per Amos Harel, esperto milita­re del quotidiano israeliano Haa­­retz , tra esercitazioni e fughe di no­tizie Israele vuole mandare un chiaro messaggio all’Iran: «L’op­zione militare rimane sul tavolo ­spiega Harel-c’è una sorta di guer­ra psicologica tra Israele e l’Iran», di cui fanno parte le minacce arri­vate ieri dal ministro degli Esteri di Teheran Ali Akbar Salehi, che ha detto che la risposta iraniana a un attacco sarà«brutale».Se il gior­nalista non crede che le recenti esercitazioni militari siano parte di una strategia israeliana («sono state pianificate mesi fa»), le ma­novre dell’esercito rientrano co­munque in un tentativo di aumen­tare la deterrenza israeliana. E la notizia che Israele sta consideran­do un attacco «è utilizzata dalla co­munità internazionale per fare pressioni sull’Iran». Il britannico Guardian ha scritto che l’esercito di Sua Maestà si starebbe prepa­rando a un eventuale attacco e il presidente americano Obama ha dichiarato ieri che il programma nucleare di Teheran rappresenta una continua minaccia.