Paolo Mauri, la Repubblica 5/11/2011, 5 novembre 2011
IL NUOVO DICKENS SUL METRÒ DI TOKYO
I romanzi di Murakami Haruki sono fatti per non finire mai. Il lettore se ne accorge dopo un po´ di pagine: mentre segue le gesta dei personaggi principali ecco che si intravede un doppiofondo, ecco che si apre un´altra storia e spunta un nuovo personaggio. Dove stiamo andando? Dove ci sta portando l´autore, abilissimo nel tenere tutto insieme, storie principali e secondarie fino a che tutto sembra convergere in un´unica storia?
Murakami Haruki ha guardato molto al romanzo occidentale e non per nulla proprio in questo suo 1Q84, oltre ad esserci una cospicua riflessione sulla narrativa, c´è un esplicito e, almeno credo, non casuale riferimento a Dickens. Il personaggio Tengo, un giovane professore di matematica, aspirante romanziere, confessa a se stesso di trovare maggior nutrimento nella foresta dei romanzi che non nella matematica. "Il ruolo del romanzo era quello di mutare un problema, dandogli una forma diversa". Il lettore torna nel mondo reale a lettura finita con una sorta di formula magica lì per lì incomprensibile, che pure gli scalda il cuore pensando che un giorno riuscirà a decifrarla.
In questo suo ultimo fascinoso e polifonico romanzo, Murakami Haruki mette nello stesso letto un´assassina e una poliziotta (il lupo e l´agnello?) e lascia intravedere, nelle trame di una storia multipla fittissima, la ricerca di un mondo altro, che equivale poi alla ricerca di Senso, che già permeava le pagine dell´Uccello che girava le Viti del Mondo o di Kafka sulla spiaggia. Mentre cercano di dare un senso alle cose che accadono, i personaggi di Murakami Haruki indagano sulla propria identità. Il giovane professor Tengo non è affatto sicuro di essere figlio del suo sedicente padre: non gli somiglia per nulla e in più ha un incubo ricorrente. Vede la madre, ufficialmente morta, che offre il proprio seno ad un uomo. Anche Aonami, la giovane assassina, ha problemi con i suoi ricordi e in particolare con la vicenda della sua amica del cuore, morta suicida dopo un matrimonio sbagliato. Per tutto il romanzo i personaggi principali si cercano senza saperlo, mentre cercano se stessi. Ma il lettore queste cose le realizza poi, affascinato proprio dal modo in cui l´autore sposta il problema incardinandolo nella narrazione. Che non è più una narrazione esotica. Nell´Uccello che girava le Viti del Mondo la storia si apre con un giovane che si sta preparando un piatto di spaghetti, mentre ascolta Rossini diretto da Abbado. In 1Q84 l´assassina e la poliziotta si vestono per uscire una sera con quei capi firmati che si trovano in tutti gli aeroporti del mondo. Murakami Haruki è l´erede nostro contemporaneo del grande romanzo classico. Dickens sulla metropolitana di Tokyo.