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 2011  novembre 04 Venerdì calendario

MORETTI SI MARCHIONIZZA. NON VUOLE PIÙ IL CONTRATTO UNICO


Mauro Moretti come Sergio Marchionne. Anche al capo delle Ferrovie, come a quello della Fiat, il contratto nazionale di lavoro ora sta molto stretto. Addirittura non ne vuole più sentire parlare. A margine di una audizione in Commissione trasporti annuncia che «senza un contratto che consenta di competere, le Fs non avranno altra soluzione che la disdetta dell’accordo nazionale».
A provocare l’irritazione del grande capo dei treni italiani è l’arrivo di “Italo” il nuovo treno della Ntv di Montezemolo e Della Valle. Un debutto ormai prossimo visto che, come ha annunciato l’amministratore delegato Giuseppe Sciarrone, il servizio inizierà con il nuovo anno. Le prove si concluderanno la prossima settimana. Un breve intervallo e poi partenza.
Mauro Moretti, ovviamente, guarda all’irruzione del concorrente con molti sospetti. Innanzitutto perché considera Ntv il cavallo di troia di Sncf (il monopolio francese dei binari) per penetrare il mercato italiano. In secondo luogo perché dipendenti della nuova compagnia hanno contratto molto più leggero rispetto alle Ferrovie. Secondo Moretti non è possibile «sostenere la concorrenza di imprese che hanno un costo del lavoro inferiore fino al 50% rispetto al nostro».
Moretti ricorda che in questi anni «sono nati altri contratti fuori da quello unico della mobilità. Noi non possiamo competere con un costo orario inferiore del 40% rispetto al nostro. Noi vogliamo competere, non vogliamo fare la fine di Alitalia». E finora dai sindacati «non abbiamo avuto adesioni». Per questo, «se non c’è un’altra soluzione, dovremo disdettare i contratti». Sul modello contrattuale è stato netto: «Tutti fuorché il nostro perché è il peggiore in assoluto», ha risposto a chi gli chiedeva se il riferimento fosse il nuovo contratto di Ntv, sottoscritto dai sindacati nei mesi scorsi e incentrato sul recupero di produttività.
In effetti Moretti era riuscito, nei mesi scorsi, ha ottenere dal governo un bell’aiuto. Aveva fatto passare una norma in base alla quale l’unico contratto applicabile al personale dei binari era quello delle ferrovie. Ovviamente c’era stata l’insurrezione di Montezemolo e dei sindacati che avevano fatto ricorso all’Antitrust. Antonio Catricalà aveva accolto la lamentela giudicando perfettamente legittima la segmentazione contrattale. A questo punto Moretti, che pure vanta un passato di sindacalista della Cgil, ha totalmente ribaltato le sue posizioni. Ha sposato la linea Marchionne: niente più contratto nazionale. Solo accordi aziendali. Ovviamente nella speranza di poterne spuntare uno meno rigido dell’attuale.
In ogni caso l’arrivo di “Italo” sta alzando la febbre sui binari. Ieri Sciarrone ha presentato uno studio sui pedaggi nelle reti ferroviarie europee da cui emerge che in Italia ci sono i costi più alti. Un’altra polemica cone Moretti visto che Rti, cui spetta la gestione della rete è di proprietà della Ferrovie.

Nino Sunseri