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 2011  novembre 03 Giovedì calendario

Gli operai preferiscono lavorare: il sindacato non conta un tubo - Quanto conta il sindacato og­gi? Un tubo

Gli operai preferiscono lavorare: il sindacato non conta un tubo - Quanto conta il sindacato og­gi? Un tubo. La risposta, che non è frutto di facile ironia, ma appare quanto mai appropriata, data la lo­cation di cui andiamo a parlare, sorge naturale dopo l’illuminante notizia che ci arriva in redazione. I fatti:Alla Tenaris-Dalmine,azien­da specializzata nella produzione di tubi per applicazioni meccani­che e strutturali, tubi che fanno, letteralmente, il giro del mondo e portano nel mondo, ancora una volta, l’orgoglio del made in Italy, c’è una gran fame.Fame di lavoro. E una domanda che lievita ogni giorno di più, dato che le commes­se che arrivano nel quartier gene­rale, a pochi chilometri da Berga­mo sono, fortunatamente, tante. Così tante che l’azienda aveva chiesto ai sindacati una giornata di lavoro festivo straordinario per l’1 novembre nel reparto bombo­le, in modo da poter rispettare al­cune scadenze di consegna. Il tut­to per 90 euro in più sulla normale giornata di straordinario festivo, per un totale di 200 euro netti. Al lavoro il primo novembre? Macché, non se ne parla nemme­no, hanno risposto a muso duro le dure Rsu, ovvero l’acronimo più temibile e terrificante sulla faccia della Terra, che sta per Rappresen­tanza sindacale unitaria. Di conse­guenza immediata la risposta du­ra e pura: «Noi ce ne freghiamo del­la domanda, delle commesse, del­le consegne. Ce ne freghiamo se qui c’è lavoro». Una posizione che può sembra­re appena appena incoerente con il momento che stiamo attraver­sando ma che certamente è in li­nea con gli slogan sbandierati e ur­lati da quella ragionevole gentil­donna di Susanna Camuso, lea­der della coerentissima Cgil, che non fa che ripetere la sua litania preferita: «Con questo governo non è possibile sedersi al tavolo. Se il governo dovesse procedere come ha annunciato ci sarà lo scio­pero generale». Fatto sta che, un po’ delusi e un po’ scocciati i verti­ci dell’azienda, avevano ritirato la proposta. E qui viene il bello, anzi, la coe­renza vera. Quella che, accompa­gnata dalla saggezza di buoni pa­dri e madri di famiglia, che pensa­no all’oggi ma guardano anche al domani (al contrario dei sindacati che non riescono neanche a pensa­re e a guardare all’oggi) ha spinto oltre l’80%dei dipendenti a presen­tarsi al lavoro spontaneamente. Una decisione rapida quanto sensata visto che sono stati gli stessi lavoratori a consultarsi e contarsi insieme ai capiturno, e quindi a decidere di andare in fabbrica, anche se con la prospet­tiva di incassare 40 euro meno della proposta originaria. Una bella lezione di saggezza sulla quale forse, chissà, sindacati e sindacalisti, magari, si metteran­no adesso a discutere per «cerca­re di capire » come si borbotta nel­la Rsu di cui sopra. Ma c’è poco da capire,basta leg­gere. Leggere per esempio il più re­cente rapporto industriale che ri­guarda il comparto in cui Tenaris- Dalmine rientra. Ne citiamo giu­sto giusto un passaggio: «...In Ita­lia, i primi mesi del 2011 sono stati caratterizzati da un trend forte­mente positivo della domanda d’acciaio e da un andamento in crescita degli ordinativi di macchi­ne ed apparecchiature meccani­che soprattutto verso l’estero. Inoltre, secondo gli ultimi dati Istat,gli ordini e il fatturato dell’in­dustria italiana nel mese di agosto mostrano indici in crescita rispet­to al mese precedente e allo stesso periodo del 2010..». Ma l’avrà letto qualche sindaca­lista questo rapporto? Sarà capita­to sott’occhio questo rapporto a Susanna, la pasionaria del «costi quel che costi»?