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 2011  novembre 02 Mercoledì calendario

C’è un nuovo Houellebecq È l’italiano Giulio Minghini - Ame questo di Giulio Minghini sembra un ca­­so letterario

C’è un nuovo Houellebecq È l’italiano Giulio Minghini -
Ame questo di Giulio Minghini sembra un ca­­so letterario. È un giova­ne italiano, un tradutto­re di fine cultura, che va a vivere in Francia e sceglie il francese come lingua per esprimersi. Passa da una lingua all’altra. Ma non solo. Passa da una tradizione all’altra, si insinua nelle pieghe della narra­tiva d’Oltralpe quando diventa più corrosiva e provocatrice. Dico­no che ricordi Houellebecq, ma in­tanto fa i conti con un surrealista estremo come René Crevel, cita Dirty , sconvolgente racconto di quel maestro segreto che è stato per molti di noi Georges Bataille, ha il tono vagabondo e sprezzante di Boris Vian. Così un giovane ita­liano, il cui personaggio si dichia­ra «esule erotico» (come fu a Pari­gi il sommo Henry Miller negli an­ni Trenta) finisce per scrivere un romanzo come nessuno tra quelli rimasti in patria scriverebbe. Né Aldo Nove, ossessionato dalla sini­stra più ideologica e letteraria­mente passatista, né il suo oppo­sto, Alessandro Piperno, l’ex edo­nista reaganiano che nella sua ulti­ma opera si perde nelle volute di un periodare simil-proustiano e di uno psicologismo borghese d’altri tempi.
Il romanzo di Minghini, Fake , accolto bene dalla critica france­se, arriva ora in Italia con il titolo di Febbre , nella traduzione di un critico militante come Giovanni Pacchiano (Piemme, pagg. 138, euro 10). L’ho letto in una sera, con molti momenti di puro diverti­mento.
E se non è un grande ro­manzo, ha le qualità di un libro che contiene lo spirito del tempo. La storia è quella di un giovane in­tellettuale la cu­i vita va in pezzi do­po un abbandono e che cerca una via d’uscita dalla solitudine iscri­vendosi a un sito internet di incon­tri, pointscommuns.com. E da lì entra in una spirale sempre più av­volgente di relazioni improprie e nullificanti, diventa una specie di serial lover in mezzo al mondo pa­ranoico di una Parigi popolata da sedicenti artiste, da intellettuali di massa che scelgono internet per dar sfogo al proprio eros. Il pas­saggio a un altro sito di incontri senza velleità culturali lo mette in contatto con un mondo diverso, ma in sostanza inscritto nello stes­so sconfinato perimetro gremito di solitudini di Parigi e delle sue pe­riferie. Tra commesse in negozi di giocattoli e dirigenti di aziende di biancheria intima, Jade, pronta a farsi riprendere in pose lascive e con un debole per la Due Cavalli e Josè Bové,è l’unica per cui il prota­gonista rischia di sentire qualcosa di meno finto. Ma, dopo di lei, il ri­fugio nel virtuale è assoluto. Il pro­tagonista crea dei fake , identità fit­tizie nel gergo di internet, in un gorgo di maschere elettroniche che sostituiscono il reale. Ecco Santasangre e Malacarne, Papa­deo e Scardanelli, Loveless e Bue­naventura, e Gringoire, un «dop­pio » anarchico che gli ammini­stratori del sito cancellano perché accusa il mondo di aver decapita­to Dio, e sostiene che la ragione non esiste, che «esistono solo oc­culti disegni destinati a smentirsi e confondersi all’infinito».
Nel romanzo non ci sono veri e propri ritratti né descrizioni. Do­mina un’orizzontale e meccanica ripetizione di pulsioni sessuali in cui il sesso è inteso dal personag­gio che racconta come un «aneste­tico », la vita come un bazzicare la feccia virtuale, la morte come un’eliminazione tipo spam. E per ritrovare la realtà? L’ultima paro­la del libro è secca: «disconnessio­ne ». Ma, in tanta irrealtà, il prota­gonista sembra saper irridere alle certezze politicamente corrette del proprio tempo. Giudica un «imbecille di prima categoria» chi ha chiuso i bordelli, Antonioni il regista più «stracciacazzi» della sua generazione, la psicoanalisi l’impresa più grottesca del seco­lo. E sostiene che la sinistra è or­mai solo «una superstizione. Il ri­flesso nervoso che un arto mutila­to lascia in eredità al corpo». Ce n’è abbastanza per salutare un nuovo scrittore, francese, forse per sua fortuna.