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 2011  novembre 02 Mercoledì calendario

Ha amato un Gheddafi E l’azienda la licenzia - «È tutto molto triste» ha detto Vanessa Hessler

Ha amato un Gheddafi E l’azienda la licenzia - «È tutto molto triste» ha detto Vanessa Hessler. E in effetti lo è. Il primo peccato di Vanessa, bella, bionda, giovanissima, attrice e modella è di avere rivelato una re­laz­ione scomoda al momento sba­gliato, quella (passata) con il figlio di Gheddafi, Mutassim. «Una sto­ria passionale » ha confessato l’at­trice a Diva e donna , durata quat­tro anni. Il secondo peccato, peg­giore ancora del primo (il passato è passato, in fondo, a volte) è di avere difeso la liaison , e pure Mu­tassim, e pure la sua famigerata fa­miglia. Questo a Telefonica, com­pagnia spagnola che la ingaggia­va come volto di Alice, non è anda­to giù. E così Vanessa è stata licen­ziata: lo hanno annunciato il por­tavoce tedesco della società e an­che Le Figaro . Non è che quattro anni d’amore si cancellino così su due piedi, e in­fatti Vanessa non ci pensa neppu­re. E questo le farebbe anche ono­re, non salire sul carro dei vincito­ri proprio ora che, fra l’altro,il per­dente non può fare davvero più nulla per difendersi, visto che Mu­tassim è stato ucciso il 20 ottobre scorso, a Sirte, come il raìs della Li­bia. Ora non è che Vanessa Hes­sler sia all’improvviso un’eroina della libertà di pensiero, per cari­tà. Certe frasi sembrano confessa­te - forse - più per leggerezza che per convinzione: Mutassim e la fa­miglia, per esempio, sarebbero «persone molto semplici, come voi e me», niente a che vedere con certe descrizioni dei media occi­dentali. E poi considerazioni dal sapore vagamente politico, «noi ­la Francia e la Gran Bretagna- ab­biamo finanziato i ribelli. Ma la gente non sa quello che fanno. Il popolo libico non è particolar­mente povero o fanatico ». E per fi­nire: «In questo momento mi di­sgusta tutto, a parte la Libia. Non posso credere che sia vero. È tutto molto triste». Insomma Telefonica ha chiesto una «presa di distanza» da quelle parole, ma Vanessa è stata irremo­vibile. E anche questo potrebbe farle onore, al di là del contenuto (per qualcuno politicamente scor­­retto, per altri semplicemente inopportuno). Coraggio, coeren­za, ingenuità, provocazione. Non si sa perché l’abbia fatto. Ma chi si sarebbe lamentato se, anziché di­fendere Mutassim, l’avesse scari­cato? Tutti avrebbero alzato le spalle, e liquidato la faccenda co­me un classico caso di amore di in­teresse. «La solitastoria». Ma nes­suno l’avrebbe licenziata, per rea­to di ipocrisia.