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 2011  novembre 02 Mercoledì calendario

Il finale triste di Dsk: abbandonato da tutti - «Ci sono giornate, lui che era sempre così a posto, così elegan­te, così charmant , che non si fa nemmeno la barba

Il finale triste di Dsk: abbandonato da tutti - «Ci sono giornate, lui che era sempre così a posto, così elegan­te, così charmant , che non si fa nemmeno la barba. Si trascina in vestaglia dalla camera da letto al­la cucina, pilucca qualcosa dal fri­go, guarda un po’ di tele,e poi si sie­de, anzi si accascia davanti alla scacchiera. Pomeriggi interi gio­cando a scacchi da solo. Insom­ma: un momentaccio», dice chi lo conosce bene. Se poi scosta le ten­de, per vedere come va il mondo, quantomeno lo spicchio di mon­do che si stende sotto le sue fine­stre, nella magnifica place des Vo­sges , c’è il caso che la depressione e l’incazzatura si accentuino. Co­me l’altro giorno, quando un bel gruppetto di femministe ucraine in topless, con secchi e scope in mano per evocare l’« affaire Sofi­tel », gli hanno urlato da sotto in su una serie di insulti sanguinosi. Mai stato così solo, in effetti, Do­minique Strauss Kahn, l’ex diret­tore del Fondo monetario interna­zionale. Importa poco che il giudi­ce americano lo abbia lasciato li­bero, con tante scuse, per l’ affaire della cameriera dell’hotel Sofitel di New York che lo accusava di stu­pro. Importa niente che sia finito in un’altra bolla di sapone lo scan­dalo sollevato a scoppio ritardato dalla giornalista francese Trista­ne Banon. Sarà anche «non colpe­vole », il vecchio Dsk, davanti alla Giustizia con la G maiuscola. Ma la sua conclamata e imbarazzante erotomania, anche a prescindere dal nuovissimo suo coinvolgi­mento in un giro di prostituzione basato a Lille (festini a luci rosse tra Parigi e Washington pagati da alcuni imprenditori quando Dsk veniva dato per sicuro sfidante di Sarkozy all’Eliseo)gli ha scavato il vuoto intorno. Perché la passione per la gnocca,in un’epoca in cui le signore si lamentano degli uomi­ni accusandoli di scarso «entusia­smo » per l’articolo, va bene. Ma non quando stinge nel pecorec­cio con venature porno. E non, so­prattutto, quando il contorno è fat­to di cameriere e puttane (cosa che urta il senso estetico e snobisti­co dei francesi, ancor prima di of­fendere il loro senso di giustizia). Un Napoleone a Sant’Elena,ec­co. Ma senza l’ allure dell’impera­tore sconfitto. Da quando anche sua moglie, Anne Sinclair, se n’è andata nel suo romitaggio di lusso a Marrake­ch, dopo averlo difeso a petto in fuori l’estate scorsa, quando l’at­tacco mediatico era concentrico, gli «amici» si sono sfilati uno dopo l’altro.Compresi quelli che l’esta­te scorsa gridavano al «complotto politico», al giallo per togliere di mezzo l’unico «vero» sfidante di Sarkozy. Sparito è Michel Taub­mann, il suo biografo ufficiale. Sparita la pasionaria Michèle Sab­ban, mentre gli altri esprimono co­sternazione, sconcerto, collera. «Sono molto arrabbiata, mi sento tradita, non voglio più sentire par­lare di lui », dice la deputata sociali­sta Marisol Touraine. Laurent Fa­bius parla di «tristezza», mentre uno dei suoi fan più accesi, Jean Christophe Cambadelis, non si è ancora ripreso. «Oggi -dice- non voglio né maramaldeggiare né scusarlo». Lui, Dsk, se ne sta rintanato da­vanti alla scacchiera consideran­do la vita umana e il fato. Se si met­tesse a scrivere le sue memorie, e qualcuno non glielo avesse ruba­to, il titolo sarebbe già bell’e pron­to: «Una stagione all’inferno».