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 2011  novembre 04 Venerdì calendario

DALLE MEMORIE DI GIACOMO CASANOVA


«Il burchiello è una specie di piccola casa galleggiante. Dispone di due cabine, una ad ogni estremità, con relative cuccette per i domestici a prua e a poppa, e presenta al centro una sorte di lungo salone fornito tutt’intorno di finestre a vetri con tanto di imposte. Per compiere il breve tragitto ci sarebbero volute otto ore» (I/28)

In nota: «[Il burchiello è un] grosso battello coperto per il trasporto dei passeggeri, che andava ogni giorno da Venezia a Padova lungo il canale del Brenta. (I/1115)

«Avrei preferito studiare medicina e fare il medico, come sentivo di essere portato a fare, ma non mi dettero retta e vollero che mi applicassi allo studio delle leggi per le quali provavo un’avversione invincibile. Sostenevano che avrei potuto far frotuna soltanto diventando avvocato e, quel che è peggio, avvocato ecclesiastico, perché, dicevano, avevo il dono della parola. Se ci avessero pensato bene, mi avrebbero fatto contento e mi avrebbero lasciato fare il medico, professione nella quale la ciarlataneria serve ancor più che nel mestiere di avvocato. Ma non ho fatto né l’avvocato né il medico, e non poteva essere diversamente. Ed è forse questo il motivo per cui non ho mai voluto servirmi dio avvocati quando mi son trovato in tribunale né chiamare medici quando sono caduto ammalato. I cavilli rovinano molta più gente di quanta ne salvino e coloro che muoiono uccisi dai medici sono molto più numerosi di quelli che guariscono. Certo saremmo tutti molto meno infelici senza né medici né avvocati» (I/70)

Piedi «Nonostante gli anelli e i braccialetti che portava, le sue mani erano troppo grandi e troppo paffute e, nonostante la cura con cui evitava di mostrare i piedi, una pantofola che affiorava dall’orlo della gonna lasciava capire che erano grandi in proporzione al resto della figura: particolare sgradevole, che spiace non soltanto ai cinesi e agli spagnoli, ma a tutti gli intenditori. Una donna alta di statura deve avere i piedi piccoli: la pensava così anche Oloferne. Che altrimenti non avrebbe trovato bella Giuditta: dice, infatti, la Bibbia: Et sandalia ejus rapuerunt oculos ejus» (I/91)