Simona Verrazzo, Libero 3/11/2011, 3 novembre 2011
STATI UNITI, INGHILTERRA E ISRAELE PRONTI ALL’ATTACCO CONTRO L’IRAN
Londra e Washington stanno spostando il mirino dall’obiettivo libico a quello iraniano per colpire della Repubblica islamica nell’area montagnosa attorno alla città santa di Qom.
Secondo il quotidiano londinese Guardian i piani per l’intervento sono pronti: la finestra per l’attacco, ha confidato una fonte militare britannica al giornale, «è di dodici mesi» ma «Obama dovrà prendere una decisione nei prossimi mesi perché non vuole ordinare una cosa del genere appena prima delle elezioni negli Stati Uniti». Così, le sfere militari di Sua Maestà – nonostante i tagli imposti dal governo Cameron – hanno cominciato a prepararsi per un dispiegamento di navi e sottomarini carichi di missili Tomahawk, che dovranno far la loro parte in un attacco per la maggior parte condotto via aria. Un’invasione di terra è fuori discussione, ma «un piccolo numero di unità delle forze speciali», potrebbe essere necessario sul terreno.
Anche Israele affila le armi: ieri ha annunciato l’avvenuto test su un missile balistico nella base di Palmachim, poco fuori Tel Aviv. Il test, secondo il ministero della Difesa, «era pianificato da tempo» ma colpisce la coincidenza con le indiscrezioni filtrate sulla stampa israeliana di un pressing del premier, Benjamin Netanyahu, e del ministro della Difesa, Ehud Barak, perché il governo dia il via libera a un’azione militare contro Teheran. Il test ha riguardato uno dei missili Gerico, armati con testate nucleari e in grado di raggiungere il territorio della Repubblica degli ayatollah. Nell’arsenale israeliano sono presenti anche i razzi Shavit, utilizzati per lanciare i satelliti, e gli intercettori Arrow.
Nel governo israeliano, secondo il quotidiano progressista Haaretz, ci sarebbe una risicata maggioranza di ministri contraria all’attacco contro l’Iran e Netanyahu e Barak si starebbero impegnando per convincere i colleghi ad autorizzare un eventuale raid.
«Israele rimpiangerà un eventuale attacco all’Iran» è la risposta del Capo di Stato Maggiore iraniano, il generale Hassan Firouzabadi, alle indiscrezioni pubblicate dalla stampa circa il progetto di Netanyahu per l’attacco preventivo. «Faremo loro rimpiangere un simile errore e li puniremo severamente», ha detto Firouzabadi citato dall’agenzia di stampa Isna. «Nel caso di un attacco da parte del regime sionista, saranno colpiti anche gli Stati Uniti», ha aggiunto il generale senza fornire ulteriori dettagli.
Simona Verrazzo