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 2011  ottobre 03 Lunedì calendario

FABBISOGNO PIÙ LEGGERO A OTTOBRE IL TESORO: 2011 MEGLIO DEL TARGET

Fabbisogno del settore stale a quota 60,8 miliardi nei primi dieci mesi dell’anno, contro i 73,6 miliardi del 2013. Dunque 12,3 miliardi in meno. Un buon risultato che, stando a quanto ha comunicato ieri sera il ministero dell’Economia, si deve sia a un andamento delle entrate «in linea con le previsioni», che ad una una dinamica della spesa «più contenuta di quella ipotizzata».

In termini omogenei - spiega il ministero - al netto dell’erogazione per il sostegno finanziario alla Grecia (5 miliardi contro i 4 dello scorso anno), il miglioramento del fabbisogno del 2011 «risulta pari a circa 13,3 miliardi». Poiché mancano due soli mesi alla chiusura dell’esercizio 2011, e il mese di novembre è tradizionalmente favorevole ai conti pubblici per effetto dell’autoliquidazione delle imposte, l’Economia stima che il risultato finale per quel che riguarda il fabbisogno sia «sicuramente inferiore all’obiettivo fissato».

Hanno avuto un certo peso nel risultato reso noto ieri gli incassi di 2,8 miliardi connessi all’assegnazione dei diritti all’uso delle frequenze televisive. In genere si registra una buona tenuta delle entrate fiscali, «in linea con quanto registrato nei mesi precedenti». Nel dettaglio, il fabbisogno di ottobre si è attestato a 1,9 miliardi, contro i 7,5 dello scorso anno, anche per effetto di una «contenuta dinamica della spesa rispetto al mese di ottobre del 2010».

Andamento cui fa cenno anche il comunicato emesso ieri sera dal Tesoro al termine della riunione del Comitato per la stabilità finanziaria: «La tendenza all’equilibrio dei conti pubblici prosegue. Gli ultimi dati mostrano un fabbisogno inferiore alle previsioni».

Per ora dunque l’effetto della maggiore spesa per interessi, ancorchè contenuta stante la durata media di sette anni del debito pubblico, non sembre incidere sul risultato finale. È la conseguenza della tempesta che ha investito i titoli italiani dall’inizio di agosto, e del progressivo aumento dello spread tra Btp e Bund. Da questo punto di vista, è senz’altro consolante apprendere dagli stress test condotti dalla Banca d’Italia, che il nostro debito pubblico italiano è «sostenibile» nei prossimi 2 anni anche se i tassi di interesse sui titoli di stato arrivassero all’8% e la crescita fosse uguale a zero. L’impatto maggiore si avrà negli anni successivi.

Tradotto nel parametro dell’indebitamento netto delle Pa, il deficit dovrebbe attestarsi a fine anno non oltre il 3,9%, nonostante la flessione della crescita dal 1,1 allo 0,7 per cento. Occorre peraltro ricordare che anche sull’anno in corso la doppia manovra di luglio e agosto opera una correzione: 2,8 miliardi, che secondo quanto ha assicurato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dovrebbe consentire di centrare il risultato, nonostante il probabile incremento della spesa per interessi.