Costanza Rizzacasa, Italia Oggi 3/11/2011, 3 novembre 2011
DI BELLA, UNA RISATA VI SALVERÀ
Dice che il tg condotto da Enrico Mentana «è molto one-man show», e consiglia a tutti i colleghi, «come pure ai leader della sinistra italiana, una buona dose di Caterpillar, per prendersi un po’ meno sul serio». Antonio Di Bella, da poche settimane di nuovo alla guida di Rai Tre, racconta di aver posto, come condizione per tornare alla guida della rete, quella di continuare a condurre la fascia pomeridiana del contenitore di intrattenimento di Radio2, dove canta, dà consigli di lettura e in questi giorni segue anche il Festival del Film di Roma. «Il vizio dei dirigenti, siano essi della tv o della politica, è quello di ritenersi molto importanti», osserva Di Bella in una chiacchierata con Italia Oggi. «Adesso sto leggendo il nuovo libro di Federico Rampini (Alla mia sinistra, Mondadori): tra le colpe della sinistra c’è la sua seriosità.
Molti colleghi mi prendono in giro per la radio, ma è un ottimo esercizio per rimanere coi piedi per terra. Avere in studio lo psicologo Massimo Cirri è come una seduta di terapia gratis». A Caterpillar Di Bella affronta con una nota di ironia anche i problemi più gravi. «Per esempio, cercando di strappare un sorriso ai sindaci dei comuni alluvionati di Liguria e Toscana. Perché diciamocelo, non possiamo fare sempre i costernati o gli arrabbiati».
Un consiglio che sembra fatto su misura per i vari D’Alema e Di Pietro.
La crisi però incalza, e nel day after del -7% a Piazza Affari, che Rai Uno ha scelto di coprire, si fa per dire, con la solita fiction con Virna Lisi e uno speciale di Porta a Porta sui santi, ospite Claudia Koll, Di Bella annuncia per le prossime settimane (sperando che l’Italia non vada a picco prima, ndr) un programma di approfondimento sull’economia.
«Del resto, che il pubblico sia affamato di attualità lo dicono gli ascolti sempre più alti di Ballarò, che martedì proprio sulla crisi ha fatto il 19,5% di share». Così, se da un lato augura «ogni successo all’amico Michele Santoro», al via oggi con Servizio Pubblico, dall’altro tiene a sottolineare che «la Rai non ha certo smesso di fare servizio pubblico dopo il suo addio. Servizio pubblico è anche quello che continuano a fare giorno e notte tanti che lavorano sulla mia e altre reti».
Sull’ipotesi di un nuovo programma di Giuliano Ferrara al posto che fu di Annozero invece commenta: «Sono per la linea editoriale di non tagliare, ma di aggiungere. Per la libertà di fare in Rai trasmissioni di segno diverso. Ben venga quindi Ferrara al giovedì in prima serata al posto di Santoro. Ben vengano, allo stesso tempo, le nuove iniziative editoriali di Rai Tre». E aggiunge, con una punta di polemica all’indirizzo del direttore generale Lorenza Lei: «Certo, ogni nuovo programma dev’essere approvato dall’alto, qualsiasi variazione di palinsesto sempre concordata. Noi che siamo i più scapigliati delle tre reti Rai, di richieste ne facciamo tante. E molte vengono rifiutate».
Quali siano le nuove iniziative che ha in mente Di Bella è presto detto. «Prima fra tutte riportare Roberto Saviano su Rai Tre. E poi io non mi arrendo: anche se debutterà presto su La7 sto cercando di recuperare una forma di collaborazione con Serena Dandini».
Già, La7. A quanti sottolineano che sotto la guida del suo predecessore Paolo Ruffini, la rete sia diventata la nuova Rai Tre, con gli stessi programmi e stessi personaggi (oltre alla Dandini, i quattro speciali di Saviano e il duo Fabio Fazio-Roberto Saviano di Vieni via con me), Di Bella risponde diplomaticamente ricorrendo al linguaggio dello sport: «La7 ci ha sfidati e noi dobbiamo rispondere. È una bella sfida: a volte perdiamo, altre vinciamo. Ruffini, che a Rai Tre aveva avuto come tutti successi e insuccessi, ci batte il giovedì con Corrado Formigli e il venerdì con Maurizio Crozza. Io però vengo da una domenica trionfale tra Che tempo che fa e Report». E mentre il rivale si appresta a lanciare, oltre alla Dandini, anche un nuovo programma economico a firma della giornalista Nunzia Penelope, nel piano di rilancio by Di Bella è previsto un «meglio di» del fortunato Sostiene Bollani, anticipato alle ventitré, e dal 9 novembre, «per la serie non prendiamoci troppo sul serio noi che facciamo la tv», anche la fiction politicamente scorretta Boris in seconda serata. Poi, mentre difende a spada tratta il «suo» Tg3 dall’attacco di scarsa obiettività del presidente Rai Paolo Garimberti, e si fa i complimenti per aver spostato Andrea Vianello ad Agorà, ammette di aver fatto tesoro delle critiche di Aldo Grasso su Mi manda Rai Tre. Che ne aveva lodato il conduttore, il coltissimo, giovane filosofo Edoardo Camurri, ma aveva avuto parole spietate per la squadra. «Ci siamo riuniti con gli autori e i dirigenti, e stiamo lavorando per migliorare il programma. Speriamo di riuscirci».