Stefano Sansonetti, Italia Oggi 3/11/2011, 3 novembre 2011
TUTTI GLI UOMINI DI MARIO MONTI
Se riuscirà a insediarsi, al momento, non è dato sapere. Ma nelle convulse ore che si stanno susseguendo, l’ipotesi di un governo più o meno tecnico resta in piedi. Candidato numero uno alla sua guida è l’ex commissario europeo Mario Monti. Ma chi sono gli uomini che potrebbero affiancare l’attuale presidente della Bocconi nel ruolo di ministri? A prescindere da precisi incasellamenti, è inutile nascondere che, dietro le quinte, si sta scaldando un drappello di persone sulle quali Monti potrebbe voler puntare.
Il primo della lista è Guido Tabellini, rettore della stessa università Bocconi ed economista conosciuto a livello internazionale. Del gruppo dei bocconiani Tabellini è il profilo considerato più «sicuro». Tra i più vicini a Monti, infatti, c’è anche Francesco Giavazzi, il quale però nel corso del tempo si è distinto per attacchi e censure che lo hanno reso inviso a molti ambienti. Il low profile mantenuto di Tabellini, in questo senso, rende l’attuale rettore molto più spendibile in un governo chiamato a far riemergere il paese dalle sabbie mobili della crisi.
Altro profilo che circola è quello di Giuliano Amato. Il cui nome, a dir la verità, era stato sussurrato per ricoprire proprio la casella di presidente del consiglio. Si racconta addirittura di un incontro, avvenuto non molto tempo fa, in cui Monti avrebbe espresso la volontà di fare il ministro del Tesoro in un eventuale governo tecnico guidato da Amato. Adesso la situazione sembra essersi capovolta, ma i due rimangono assolutamente in lizza, anche se a parti invertite. Nella rosa, poi, spunta il nome di Domenico Siniscalco. L’ex ministro dell’economia, nato a Torino, ha cercato in tutti i modi di entrare nella corsa per diventare governatore della Banca d’Italia. Tentativo fallito, ma assolutamente non in grado di pregiudicare un nuovo blitz. Anzi, in alcuni settori si dice che Monti dovrà prestare attenzione a diverse istanze. Siniscalco, per esempio, negli ambienti imprenditoriali è molto stimato del concittadino Carlo De Benedetti, il quale recentemente ha raggiunto un accordo di collaborazione proprio con la Bocconi presieduta da Monti. Insomma, il presidente bocconiano si porterebbe dietro Tabellini, Amato e Siniscalco. Questi ultimi due, circostanza non di secondo piano, accomunati al primo da una certa affinità con il mondo della banche internazionali. Eh sì, perché Monti, il quale vanta un’incredibile rete internazionale di contatti che va dal think tank Bruegel al gruppo Bilderberg e al suo braccio armato, ovvero la Commissione Trilaterale, è anche international advisor di Goldman Sachs. Si tratta della banca d’affari americana della quale, in tempi e con ruoli diversi, hanno fatto parte personalità come Mario Draghi, Romano Prodi e Gianni Letta. Amato, dal canto suo, è senior advisor per l’Italia dell’istituto di credito tedesco Deutsche Bank. Siniscalco, a chiudere il cerchio, è vicepresidente di un’altra banca d’affari statunitense, la Morgan Stanley. Chissà, forse chi vede nel governo Monti il rischio di un Britannia 2, ossia di una svendita dei gioielli di stato, si basa proprio su questi legami.
Ritornando alla composizione della squadra, assolutamente in lizza è anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, il quale, battuto sul filo di lana nella corsa a palazzo Koch, potrebbe essere risarcito con un bel posto da ministro. Possibilità di un certo peso vengono riconosciute anche a Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro molto legato al ministro dell’economia, Giulio Tremonti. E c’è chi sostiene che Piero Ichino, magari come ministro del lavoro, e Roberto Maroni, magari confermato nel ruolo di ministro dell’interno, abbiano valide carte da giocarsi. Nel frattempo ci si organizza.