Roberto Alessi, Novella 2000, n. 44, 03/11/2011, p. 27, 3 novembre 2011
Pare che Kasia Smutniak si sia rotta di vivere in Italia: la perdita di Taricone è stata una prova straziante, ma non intende, pur avendolo più che mai nel cuore, vivere da vedova inconsolabile (anche perché ora accanto a lei c’è il produttore Domenico Procacci, proprietario della Fandango, che non è solo ricco, ma pure bello)
Pare che Kasia Smutniak si sia rotta di vivere in Italia: la perdita di Taricone è stata una prova straziante, ma non intende, pur avendolo più che mai nel cuore, vivere da vedova inconsolabile (anche perché ora accanto a lei c’è il produttore Domenico Procacci, proprietario della Fandango, che non è solo ricco, ma pure bello). Ovunque vada, trova persone che, con l’aria afflitta e impostata, le chiedono come sta. Sta bene, il dolore rimane, ma deve pensare anche alla sua giovane età, 32 anni, alla figlia Sophie, al lavoro. Così ora intende andare a vivere all’estero ed è così selvaggia che potrebbe benissimo farlo. Pensa perfino all’Australia, più lontano non si può. Casualità: lo sapevate che Procacci anni fa ha fondato la Fandango Australia? Quando si dice l’utile e il dilettevole.