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 2011  novembre 02 Mercoledì calendario

INCHIESTA DELLA SEC SU MF GLOBAL

Scoppia lo scandalo nel collasso di MF Global. Nelle casse della società mancano all’appello fondi dei clienti per centinaia di milioni di dollari. Forse 950, stando a una prima stima; forse 600 o 700, stando a una seconda. In più, dirigenti del gruppo hanno ammesso ieri alle autorità di aver utilizzato questi soldi in violazione alle norme federali: hanno coperto perdite causate dalle loro scommesse sbagliate per 6,3 miliardi sul debito sovrano italiano e europeo. E l’amministratore delegato del Chicago Mercantile Exchange, Craig Donohue, ha confermato che il broker non rispettava gli obblighi di tenere rigorosamente separati i conti dei clienti dai capitali della società impegnati in aggressive puntate sui bond dell’eurozona.

Le authority, la Commodities Futures Trading Commission e la Sec in testa coadiuvate dal Cme, hanno aperto un’inchiesta per determinare la gravità del caso, che dovrebbe far scattare sanzioni. «Non siamo ancora in grado di stimare l’entità delle violazioni» ha detto Donohue. È possibile, sperano le authority, che parte dei fondi mancanti non sia del tutto svanita bensì vittima della confusione contabile che regnava nella società, ferma cioè nella sua rete di rapporti finanziari, forse presso altre banche.

La «discrepanza» nei fondi era inizialmente emersa nei giorni scorsi durante i tentativi di cedere il gruppo per evitare la caduta in amministrazione controllata. L’acquirente, il rivale Interactive Brokers, aveva ormai raggiunto un’intesa preliminare quando esaminando i libri della società domenica notte si è accorto del buco. MF Global e il suo amministratore delegato Jon Corzine hanno cercato di minimizzare il «giallo», ma sono riusciti solo a ridurre a forse 600-700 milioni i soldi spariti. E sono stati costretti a riportare a Sec e Cftc la preoccupazione per le «mancanze» nei conti dei clienti in risposta a richieste di spiegare la rottura dell’accordo di vendita.

L’entità del «buco» ha sorpreso Wall Street. Una società di brokeraggio e clearing quale MF Global, regolamentata dalle autorità federali, oltre che alla separazione tra conti dei clienti e propri capitali è tenuta a riportare dati con frequenza mensile. Non è chiaro, così, se segnali d’allarme siano stati trascurati, uno smacco per authority dalla reputazione ancora fragile. O se il problema sia nato anzitutto a ottobre, quando la crisi della società è esplosa. Ieri è emerso che la Cftc in settembre aveva sospettato qualcosa: ordinò a MF Global di rafforzare il capitale perché sopravvalutava gli investimenti europei.

Nel clima di tensione per l’alta finanza il caso di MF Global promette anche ripercussioni politiche, accelerando riforme di regole e controlli. È tuttora in discussione la Volcker Rule, che limita le operazioni per conto proprio delle grandi banche. MF Global, che per dimensioni non sarebbe stata colpita, rappresenta ugualmente un monito contro l’eccessiva leva finanziaria. «Dobbiano assicurarci che le banche non possano correre simili rischi», ha detto il senatore democratico Carl Levin. L’esposizione europea del broker, per il 51% in titoli italiani con scadenza media a un anno, era oltre cinque volte l’equity del gruppo pari a 1,2 miliardi.