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 2011  novembre 03 Giovedì calendario

ROMBI DI MOTO IN CHIESA

(Versione pubblicata sul Foglio sotto – dopo ***– lo schedone completo con la settimana)

Domenica 23 ottobre
Ore 9.50 (15.50 ora locale), Sepang, Gran premio della Malesia. Al quinto posto, sulla griglia di partenza, Marco Simoncelli: un asciugamano giallo in testa, in mano un cartello: «58marcosimoncelli.it – New web Site». [1]

Ore 9.55 (15.55 ora locale), curva 11 del secondo giro. Marco Simoncelli è in piega. La moto scivola, la gomma anteriore perde aderenza. Da dietro stanno arrivando Edwards e Rossi. Lo travolgono. L’americano lo colpisce al torace. Vale al collo. La ruota di Rossi gli sega il cinturino del casco che ruzzola via, nell’erba. Marco resta a terra, riverso sulla pista, immobile, i riccioli sparpagliati sull’asfalto. [2]

Ore 10.05 (16.05 ora locale): i commissari di gara sventolano la bandiera rossa. La gara viene sospesa. Arrivano i soccorsi. L’ambulanza si ferma dietro la transenna della via di fuga. Marco viene imbarellato. Dai box corre sul posto il papà Paolo. Uno dei portantini inciampa e Marco finisce a terra, sull’erba. L’ambulanza lo porta alla Clinica mobile. La gara viene annullata. I piloti sono tutti nei box. Paolo Simoncelli entra ed esce dalla Clinica mobile. Scuote la testa, piange abbracciando Carlo Pernat, manager di Marco. Per 45 minuti i medici tentano di rianimare Marco. Poi esce Paolo che dice: «È finita». [1]

Ore 10.56 (16.56 ora locale): Marco Simoncelli è morto. [1] La mamma Raffaella è a casa, in via Armellini a Coriano, vicino Rimini. Con lei c’è anche la sorella più piccola di Marco, Martina, 13 anni. Hanno visto tutto in diretta. Kate Fretti, 22 anni, la fidanzata, è nel box. Ha la canottiera rossa e le lacrime che le scendono sul viso. Ha poi raccontato: «Lui in ogni gara, se qualcuno si faceva male, diceva “e oh sono le corse, se non vuoi farti niente stai a casa”. E ora penso che vorrebbe che finissi quest’intervista dicendo “e oh sono le corse”». [3]

Commozione di tutti i giornalisti sportivi. Paolo Beltramo nella diretta di Italia1: «È finita, Marco non ce l’ha fatta. Era un figlio per me» (Beltramo ha scritto l’autobiografia di Simoncelli, Diobò che bello, Mondadori 2009). Guido Meda, Sportmediaset: «Era un ragazzo di famiglia. A 24 anni dormiva ancora nel letto dei suoi. C’è molto dolore in tutti noi». [4]

Ore 11.50, Coriano: in piazza Don Minzoni appare uno striscione: «Ora vai e insegna agli angeli come s’impenna». [1]

Marco Simoncelli, nato a Cattolica il 20 gennaio del 1987, inizia con le minimoto a 7 anni. A 12 è campione italiano. Poi nel 2002 la 125, nel 2006 la 250 e nel 2008, proprio a Sepang, il titolo mondiale della 250. Passa in Motogp nel 2010. Alcuni colleghi lo criticano per la sua irruenza (Pedrosa gli augura addirittura di finire in galera). A difenderlo c’è Valentino Rossi, idolo di Marco fin da ragazzino («aveva i poster nella sua cameretta»). [2]

Lunedì 24 ottobre
Dopo l’autopsia, la bara di Simoncelli viene imbarcata su un Boeing 747 della Malaysia Airlines. Il volo parte alle 23.45 ora locale, direzione Fiumicino. A bordo con lui ci sono il papà, Kate e Valentino Rossi. [5]

Martedi 25 ottobre
Alle 6.10 atterra a Fiumicino il volo della Malaysia Airlines. Buccheri: «È l’alba a Fiumicino. Papà Paolo quasi si scusa, ma non riesce a parlare». Valentino Rossi: «Ho rivissuto mille volte quel momento: lui è arrivato perpendicolare, una traiettoria incredibile... [...] Non potrò mai dimenticare, come faccio». [6]

Nel pomeriggio, in piazza Don Minzoni a Coriano, si riunisce la folla di tifosi, a piangere in silenzio Marco Simoncelli. Michele Brambilla: «A Coriano non è arrivata la salma di un campione del mondo, ma quella di un ragazzo del paese: e la gente ieri non piangeva il divo ma il familiare, il parente, l’amico, il compagno di classe, il ragazzo visto tante volte al bar». [7]

Alcuni pensieri lasciati sulla piazza di Coriano per Marco: «Ciao Marco ci mancherai troppo, troppo». «Eri speciale nella tua normalità». «Un campione come te è come il sole, può tramontare ma ci lascia una luce nel cuore». I ragazzi del bar Centrale gli dedicano un cartello: «A te che hai tenuto aperto fino alla fine». [7]

Un’erborista di Coriano: «Marco era uno di noi. Un mese fa qui in paese hanno organizzato una gara di caratella. Lo sa lei che cos’è la caratella? Era il go kart dei poveri: un asse di legno con delle ruote rudimentali. I vecchi si sono messi su quei trabiccoli per ricordare la loro infanzia, e Marco era lì con loro». [7]

La casa di Marco è aperta. I genitori offrono paste e crostata e ricordano il figlio con il sorriso. [7 e 8]

Mercoledì 26 ottobre
Quindicimila persone sfilano nella camera ardente allestita nel teatro di Coriano. Il feretro è lì dalle otto di mattina. Gli amici di Sic lo hanno caricato in spalla tra gli applausi della folla. Marco è in jeans e maglietta, capelli sciolti e ferite sulle mani sotto una lastra di vetro. Dietro al feretro le due moto di Marco, quella del mondiale e quella di Sepang. Pasini: «Passano uomini, donne, piloti e gente che non è mai salita nemmeno su uno scooter, tifosi e gente che non hai mai visto neanche una gara, corianesi e non». [8]

Giovedì 27 ottobre
A mezzogiorno piazza Don Minzoni è piena. Oltre ai diecimila abitanti di Coriano ci sono quindicimila persone che sono arrivate da fuori per salutare il campione. Altre mille persone si sono incontrate nel circuito di Misano Adriatico che sarà intitolato a Marco Simoncelli. [9]

Alle 14.14 nella piazza di Coriano parte il primo applauso. Dura sette minuti.

Alle 15 la bara azzurra sale i quarantacinque gradini della chiesa di Santa Maria Assunta. A portarla gli amici d’infanzia di Marco. Fanno strada tanti bambini piloti del motoclub di Marco, il “Renzo Pasolini”, in tuta da corsa, in mano un palloncino con il numero 58. Erano stati preparati per la festa del 19 novembre, quella di fine campionato, organizzata per Sic. In chiesa sono in 400, c’è tutto il paddock: Rossi, Capirossi, Corsi, Melandri, Gibernau, Simon, Cairoli, Lorenzo, Dovizioso, Iannone, Elias, Pirro, Pasini, De Puniet, De Rosa, e tutti grandi del motociclismo come Agostini, Crivillé, Uncini, Gresini, Ezpeleta. E poi ci sono Tomba, dj Ringo, Sergio Sgrilli, Capitan Ventosa e tanti altri. E le sue moto, e sulla bara il suo casco. In prima fila, mamma Rossella sorride, papà Palo scuote la testa e poi ci sono Matina e Kate. [9]
Il vescovo di Rimini Lambiasi durante l’omelia: «Dov’era Gesù durante l’incidente? Mi rispondo che stava lì a dargli un passaggio per il cielo». [9]

L’omelia viene trasmessa in diretta Tv sulle tre reti di Rai, Mediaset e Sky senza interruzioni pubblicitarie. [15] Quasi 6 milioni gli spettatori che seguono la cerimonia. [10]

Dopo la messa, sul sagrato della chiesa, la bara viene poggiata in terra su un tappeto. Poi si sentono le note di Siamo solo noi di Vasco Rossi. Mattia Pasini, amico del cuore di Simoncelli: «Era la suoneria del suo telefono, era il manifesto della sua vita». [11]

In memoria dei vecchi tempi Mattia Pasini indossa una maglietta che ha sul petto un cartello stradale di divieto e dentro un passero. Kate: «Vuol dire vietato spasserare. Esattamente quello. Vietato pensare alle passere. L’abbiamo pensata dopo le vacanze di quest’inverno a sciare». Tanti amici di Marco e Kate la indossano. [12]

Paolo Simoncelli: «Forse è vero quello che dicono, che Dio chiama i migliori». [13]

Venerdì 28 ottobre
La salma del pilota viene cremata nel cimitero di Tipano a Cesena. Marco al papà: «Le mie ceneri tienile in un vaso sul comodino e poi ogni tanto portami a fare un giro nell’orto».

«Ho sbagliato qualcosa? Non lo so. So che gli volevo un gran bene» (Paolo Simoncelli).

È stato il papà Paolo a farlo appassionare ai motori. Marco Simoncelli: «Mi segue da quando sono bambino. Siamo molto attaccati. Facciamo sempre cagnara: non gli do mai retta. Da piccolo mi ha portato a provare due minimoto e da lì è cominciato tutto. Lui la prima moto l’ha presa che aveva 40 anni, andava per strada a fare il matto». [14]
(a cura di Jessica D’Ercole)

Note: [1] Tutti i giornali 24/10; [2] Alessandro Pasini, Gazzetta dello Sport 24/10; [3] L’Eco di Bergamo.it 28/10; [4] duerighe.com; [5] Tutti i giornali del 25/10; [6] Guglielmo Buccheri, la Stampa 26/10; [7] Michele Brambilla, La Stampa 26/10; [8] Alessandro Pasini, Corriere della Sera 27/10; [9] Tutti i giornali 28/10; [10] La Gazzetta dello Sport 29/10; [11] Alessandro Pasini, Corriere della Sera 27/10 [12] Paolo Iannieri, La Gazzetta dello Sport 28/10; [13] Tutti i giornali del 27/10; [14] Moreno Pisto, Riders 06/2008; [15] Filippo Falsaperla, La Gazzetta dello Sport 28/10


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Giovedì 27 ottobre
A mezzogiorno piazza Don Minzoni è piena. Oltre ai diecimila abitanti di Coriano ci sono quindicimila persone che sono arrivate da fuori per salutare il campione. Sono stati allestiti dei maxischermi. Altre mille persone si sono incontrate nel circuito di Misano Adriatico che sarà titolato a Marco Simoncelli. [Tutti i giornali 28/10]

Alle 14.14 nella piazza di Coriano parte il primo applauso. Dura sette minuti.

Alle 15 la bara azzurra sale i quarantacinque gradini della Chiesa di Santa Maria Assunta. A portarla gli amici d’infanzia di Marco. A fargli strada tanti bambini piloti del motoclub di Marco, il “ Renzo Pasolini”, in tuta da corsa, in mano un palloncino con il numero 58. Erano stati preparati per la festa del 19 novembre. La festa di fine campionato che avrebbe dovuto fare Simoncelli. In chiesa sono in 400, c’è tutto il paddock: Rossi, Capirossi, Corsi, Melandri, Gibernau, Simon, Cairoli, Lorenzo, Dovizioso, Iannone Elis, Pirro, Pasini, De Puniet, De Rosa, e tutti grandi del motociclismo come Agostini, Crivillé, Uncini, Gresini, Ezpeleta. E poi ci sono Tomba, dj Ringo, Sergio Sgrilli, Capitan Ventosa e tanti altri. E le sue moto, e sulla bara il suo casco. In prima fila, mamma Rossella sorride, papà Palo scuote la testa. A destra ci sono Martina, Kate e nonno Mario. [Tutti i giornali 28/10]

Il vescovo di Rimini Lambiasi durante l’omelia: «Voglio firmare lo striscione che dice va e insegna agli angeli come si impenna. Ho incontrato Simoncelli una volta, rimpiango di non averlo avuto come amico. [...]». A Marco: «Ora sei nel podio più alto. Dov’era Gesù durante l’incidente? Mi rispondo che stava lì a dargli un passaggio per il cielo». [Tutti i giornali 28/10]

L’omelia viene trasmessa in diretta Tv sulle tre reti di Rai, Mediaset e Sky senza interruzioni pubblicitarie. [Filippo Falsaperla, La Gazzetta dello Sport 28/10] Sono quasi 6 milioni gli spettatori che hanno seguito la cerimonia. [La Gazzetta dello Sport 29/10]

Dopo la messa, sul sagrato della chiesa, la bara viene poggiata in terra su un tappeto. Poi si sentono le note di “Siamo solo noi” di Vasco Rossi. Mattia Pasini, amico del cuore di Simoncelli: «Era la suoneria del suo telefono, era il manifesto della sua vita». Attorno a Marco si siedono gli amici e Paolo Simoncelli. Rossella abbraccia Valentino che applaude il suo amico. [AlessandroPasini, Corriere della Sera 28/10]

Mattia Pasini: «Con te lassù hai portato anche un pezzo di me. Spero che veglierai si di noi». In memoria dei vecchi tempi indossa una maglietta che ha sul petto un cartello stradale di divieto e dentro un passero. Kate: «Vuol dire vietato spasserare. Esattamente quello. Vietato pensare alle passere. L’abbiamo pensata dopo le vacanze di quest’inverno a sciare». Tanti amici di Marco e Kate la indossano. [Paolo Iannieri, La Gazzetta dello Sport 28/10]

Kate al microfono: «Dicono che Dio porti via le persone quando quando finiscono la loro missione. Io, che sono credente, ho un’altra teoria: Marco aveva solo pregi, era una persona perfetta. E le persone perfette non possono convivere con noi mortali». [Alessandro Pasini, Corriere della Sera 28/10]

Paolo Simoncelli: «Forse è vero quello che dicono, che Dio chiama i migliori». [Tutti i giornali del 27/10]

Domenica 6 novembre durante l’ultima gara del motomondiale molti piloti correranno con il numero 58, il numero di Sic, sul cupolino o sulle tute. Lo ha chiesto Andrea Dovizioso, rivale da sempre, alla Honda. [Corriere della Sera, 28/10]

Venerdì 28 ottobre
La salma del pilota è stata cremata nel cimitero di Tipano a Cesena. I familiari sono arrivati al cimitero di Cesena intorno alle 9, poi hanno sbrigato le pratiche burocratiche del caso e attorno alle 12 sono usciti. Con i familiari, nelle due ore di attesa per la conclusione dell’operazione, si sono alternati anche circa cinquecento tifosi che hanno voluto dare l’ultimo saluto al campione. Marco Simoncelli al papà: «Le mie ceneri tienile in un vaso sul comodino e poi ogni tanto portami a fare un giro nell’orto».

È stato il papà Paolo a farlo appassionare ai motori. Marco Simoncelli: «Mi segue da quando sono bambino. Siamo molto attaccati. Facciamo sempre cagnara: mi dice le cose ma non gli do mai retta. Poi ci ripenso e capisco che c’ha ragione. Da piccolo mi ha portato a provare due minimoto e da lì è cominciato tutto. Lui la prima moto l’ha presa che aveva 40 anni, andava per strada a fare il matto». [Moreno Pisto, Riders 2008]

«Ho sbagliato qualcosa? Non lo so. So che gli volevo un gran bene». (Paolo Simoncelli)