Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 02 Mercoledì calendario

I VELTRONIANI LAVORANO AL TICKET RENZI-DE GREGORIO

La tentazione dei veltroniani di avvicinarsi a Matteo Renzi pur di mettersi di traverso a Pier Luigi Bersani potrebbe portare presto a un ticket per le primarie. Con la giornalista cara all’ex sindaco di Roma Concita De Gregorio pronta ad affiancare il rottamatore fiorentino. Da più parti negli ultimi giorni si racconta di un possibile avvicinamento dei Modem, la corrente veltroniana del partito democratico, al gruppo del sindaco fiorentino. Una strategia di Veltroni che all’inizio sembrava una mossa soltanto dal voler mettere i bastoni tra le ruote al segretario del Pd più che sposare davvero la politica di Renzi, tanto che strategicamente si è eclissato ad Auschwitz nei giorni della Leopolda.

I suoi però hanno seguito ogni passo della manifestazione e lo hanno tenuto informato. Da domenica, un po’ alla spicciolata, alle voci di un possibile avvicinamento sono incominciate ad arrivare le prime dichiarazioni ufficiali positive nei confronti del sindaco. E ieri poi, in un’intervista a Repubblica, Paolo Gentiloni, uno dei principali esponenti dei Modem e molto vicino a Veltroni, ci ha messo la faccia dicendo chiaramente che la Leopolda può essere considerata una sorta di proseguimento ideale dell’ultima assemblea torinese dei veltroniani visto che «quello che ho sentito a Firenze, dal punto di vista delle idee, non è molto diverso da quello che abbiamo detto al Lingotto dieci mesi fa». Poi lo ha difeso da Franceschini con il quale «mi dispiace dissentire da Dario, non è la destra del Pd. Quella è l’idea (veltroniana, ndr) del Pd. Questo partito è nato così: interclassista, plurale, fuori dal ’900, non legato solo alla Cgil. È il Pd della vocazione maggioritaria, che ha preso il 34% dei voti, altro che destra». E per finire gli ha assicurato che se davvero vuole fare le primarie, don deve temere lo statuto del Pd, perché sicuramente «troveremo una soluzione».

Questa la parte ufficiale. Nei sogni e forse negli auspici di Veltroni, una soluzione per sfidare il segretario della «ditta» sarebbe bella e pronta e mediaticamente molto forte. Affiancare al sindaco di Firenze una donna come l’ex direttrice dell’Unità, De Gregorio, sveglia, carina quanto basta ma anche madre e lavoratrice, capace di duellare senza problemi in tutti i salotti televisivi mettendo in difficoltà anche i leader dell’opposizione, tra l’altro senza mai spazientirsi o alzare la voce. Della giornalista, rientrata a Repubblica, si è già parlato per una possibile candidatura veltroniana in chiave anti Zingaretti per il Campidoglio e soprattutto per costringere il presidente della provincia ad andare alle primarie o a scendere a patti. L’idea resta tuttora in piedi ma mentre l’appuntamento per il comune di Roma resta fissato per il 2013, quello delle politiche sembra avvicinarsi. Lì, se non corre direttamente Veltroni, sembra difficile trovare un personaggio di primo piano in grado di sfidare gli agguerriti avversari delle primarie. In un ticket invece, anche la non notissima De Gregorio, potrebbe fare la sua parte. E nell’attesa di capire se davvero scendere in politica, nella due giorni fiorentina, Concita ha mostrato le unghie a Matteo, prima blandendolo e scrivendo che «può piacere molto o pochissimo, ma c’è». Il giorno dopo accusandolo di «contribuire alla dissoluzione del Pd».