Laura Guardini, Corriere della Sera 3/11/2011, 3 novembre 2011
MILANO —
Hanno firmato con Italatte (gruppo Lactalis, che significa Galbani, Invernizzi, Cademartori ed è leader del settore) e non con l’associazione degli imprenditori, ma gli agricoltori sono ugualmente contenti: portano a casa 40,3 centesimi al litro per il latte alla stalla negli ultimi tre mesi del 2011 e 40,7 per il primo trimestre 2012. «Un segno di stabilità importante per le nostre aziende» sottolinea Nino Andena, il presidente di Coldiretti Lombardia. Qui, nella prima regione del Paese per produzione, gli allevamenti di bovini da latte si sono a ridotti a circa 5.500 dai 15 mila che erano a metà degli anni 90: ma dalle stalle continua ad uscire il 40% del prodotto nazionale, oltre 40 milioni di tonnellate all’anno (1 miliardo e 467 milioni il valore alla produzione). Il prezzo fissato in Lombardia serve dunque come riferimento anche al mercato nazionale. Ora, superato il momento più duro della crisi (nel 2009 il prezzo era sotto i 31 centesimi), la fase positiva iniziata nella seconda metà del 2010 si consolida. È aiutata da una ripresa della richiesta di latte a livello mondiale, ma — per quanto riguarda l’Italia — anche dal successo di Parmigiano e Grana Padano che fanno da traino alle esportazioni.
Laura Guardini